Monsignor Alberto Giuseppe Petaccia da Manoppello agli Stati Uniti

| di Geremia Mancini
| Categoria: Personaggi
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Monsignor Alberto Giuseppe PETACCIA nacque, il 17 settembre 1879 (e non, come erroneamente riportato, nel 1880), in Corso Santarelli a Manoppello (PE) da Gabriele (“sarto”) e Rita Mazzaferro (“filatrice”).

L’atto di nascita fu registrato (dinanzi all’allora Sindaco Giovanni Arditi e testimoni furono Antonio Petaccia (“servente”) e Rocco Di Meo (“contadino”). Fu lui, con ogni probabilità, ad ispirare le vocazioni dei suoi due cugini Nicola Girolamo Zazzara e Giovanni Maria Giuseppe Zazzara divenuti poi, come lui, entrambi Monsignori.

Alberto Giuseppe studiò presso il Seminario di Chieti. Sua sorella, Maria, sposò il Professor Giustino Zappacosta dal quale ebbe due figlie Giuseppina e Pia e tre figli Nicola, Leopoldo ed Alberto che studiarono presso l’Università di Napoli.

Alberto Giuseppe prese i voti a Chieti e celebrò la sua prima messa a Manoppello il suo paese. Fu parroco in diversi paesi della provincia di Chieti. Poi nel 1929 gli fu chiesto di raggiungere gli Stati Uniti. Lì c’era necessità di sacerdoti che sostenessero la crescente comunità dei nostri emigranti.

Giunse ad “Ellis Island” dopo aver attraversato l’oceano sulla nave “Roma”. Gli fu chiesto di servire presso il “St. Bernardine's Monastery” di  Hollidaysburg in Pennsylvania. In questo monastero rimarrà ininterrottamente dal 1929 al 1948 anno della sua morte.

Appartenne al “Terzo ordine di San Francesco” (derivante dal movimento penitenziale sorto per opera di San Francesco. Un ordine mendicante i cui membri pospongono al loro nome la sigla T.O.R.). Fu un amato e stimato insegnante e con il suo esempio favorì numerosissime vocazioni.

Confessore ed insegnante nel “Carmelite Monastery of St. Therese of Lisieux” di Loretto in Pennsylvania. Nell’opera di costruzione e miglioramento del “St. Bernardine's Monastery” di  Hollidaysburg non si limitò ad organizzare e raccogliere fondi ma, quando poteva, si impegnò lui stesso nei lavori affiancando gli operai.

Fu assai vicino alla comunità italo-americana e contribuì a sostenere le famiglie più bisognose. Mantenne anche negli Stati Uniti una profonda devozione verso il “Volto Santo” di Manoppello.

L’11 ottobre del 1948 morì, colpito da un attacco cardiaco, sull’autobus che lo stava riportando da Pittsburgh alla sua Hollidaysburg.

Aveva programmato, per l’anno successivo, un viaggio per rivedere il suo Abruzzo. Oggi riposa nel “Saint Mary Cemetery” di McKees Rocks, Contea di Allegheny, in Pennsylvania.

Geremia Mancini

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