Morì in Svizzera durante la costruzione della Galleria del Ricken. Antonio Marcotullio a Vicoli nel 1866

| di Geremia Mancini
| Categoria: Personaggi
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Antonio Marcotullio nacque a Vicoli nel 1866 da Giovanni e Angela Marcotullio entrambi contadini.

Le condizioni di estrema difficoltà economica lo indussero ad emigrare per la Svizzera nel 1901. All’inizio trovò lavoro un una cava di marmo. Poi, nel 1905, venne assunto, con qualifica di minatore, dalla ditta che stava realizzando la “Galleria del Ricken” (tracciato ferroviario, lungo oltre 8.000 metri, la cui galleria attraversa il Passo del Ricken collegando la pianura della Linth con il Toggenburg. La realizzazione del tunnel cominciò nel 1904 e si concluse nel 1910).

Antonio sposò Clementina Leonardi originaria di Sante Marie in provincia di L’Aquila. Con la moglie stabilì la sua residenza a Kaltbrunn, distretto di See-Gaster, nel Cantone di San Gallo.

Va detto che le condizioni di lavoro erano al limite dell’umana sopportazione. Tantissime ore di faticosissimo impegno, di estrema pericolosità e con scarsissime tutele. Tutto questo veniva sopportato, da lui e dagli altri minatori, in nome del guadagno e del sogno di un definitivo riscatto sociale.

In quelle zone un ruolo fondamentale fu svolto, oltre che da molti sacerdoti, dalle suore di San Giuseppe che si impegnarono nell’opera di assistenza religiosa ma non solo. Ebbero cura di aprire appositi asili e scuole per i figli dei minatori cercando di dar loro una sufficiente educazione scolastica.

La presenza di queste suore nel Cantone di San Gallo, risale al 1904, quando iniziò la costruzione del traforo del Ricken (a Kaltbrunn). Tutto sembrava andare per il meglio.

La tragedia

Il 9 gennaio del 1907 Antonio Marcotullio, mentre era intento a lavorare all’interno della galleria, venne schiacciato dall’improvviso cedimento di una parete.

Le sue condizioni apparvero subito gravissime. Trasportato a Kaltbrunn, nell’ospedale da campo della ditta costruttrice, morì il giorno successivo. Era giovedì 10 gennaio del 1907.

Su tutti i documenti provenienti dalla Svizzera era apposta una triste frase: “comprovata povertà”. Quando la “Galleria del Ricken” fu inaugurata, era il 1 ottobre del 1910, furono letti i nomi degli operai morti nella sua costruzione e tra questi anche quello di Antonio Marcotullio lo sfortunato minatore abruzzese.

Oggi, almeno nel ricordo, lo restituiamo alla sua terra.

Geremia Mancini

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