Fileno De Novellis: leader sindacale e politico negli Stati Uniti era di Caramancico

| di Geremia Mancini
| Categoria: Personaggi
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Fileno De Novellis nacque a Caramanico (PE) in via San Domenico, il 30 settembre del 1902, da Antonio (trentasettenne “calzolaio – figlio di Fileno e Angelantonia Arditi) e Anna D’Antino (trentasettenne “filatrice”). L’atto di nascita fu registrato dinanzi all’allora Sindaco Luigi De Tomasiis.

I genitori di Fileno si erano sposati a Caramanico il 23 ottobre del 1890. Il giovane Fileno apprese alla perfezione, dal padre, il mestiere di calzolaio. Ma erano anni duri e il sogno dell’emigrazione alimentò le speranze del giovane.

Al resto pensò l’Agenzia “M. Celidonio” (fondata nel 1896 come “Ufficio per emigranti”). Fileno arrivò ad “Ellis Island”, nel 1920, a bordo del piroscafo “Leopoldina”. L’Agenzia gli trovò lavoro come incisore in una fabbrica d'argento. Tre anni dopo, grazie al mestiere imparato in Italia, fu assunto in una fabbrica che produceva scarpe.

Animato, da sempre, di una forte carica sociale fu attratto dal movimento sindacale entrando a far parte dell'Unione dei lavoratori del calzaturiero (“Protective Shoe Workers Union”). Nel 1933 fu tra i promotori di uno sciopero che duro ben sei mesi.

Successivamente assunse un ruolo nella “Industrial Leather Workers Union”. Fu poi eletto come membro del Consiglio Direttivo della “Boot and Shoe Workers Union”. Divenne vice-presidente della potente “American Federation of Labor – C.I.O.” (una federazione di sindacati statunitensi, attiva dal 1886 al 1955, che si occupava principalmente di condizioni di lavoro e trattamenti salariali).

Assunse il ruolo di presidente, subentrando a Joseph Cammarata, della “Local 600”. Divenne poi, nell’impegno politico, vice-segretario del “Liberal Party” di New York (il Partito liberale di New York supporta una serie di politiche socialmente liberali e, in passato, riuscì ad eleggere Shirley Chisholm, la prima congressista afroamericana degli Stati Uniti).

Il 2 giugno del 1947, l’Ambasciata americana sollecitò Washington perché ne limitasse il soggiorno in Italia. Questo perché, in un suo intervento ad un congresso tenutosi a Firenze, criticò l’ingerenza degli Stati Uniti negli affari interni italiani.

All’inizio degli anni ’60 fu lui, Fileno De Novellis, ad organizzare e presenziare il convegno, si tenne a New York, in ricordo del grande sindacalista italo-americano Peppino Procopio. Anni dopo, il 27 dicembre del 1965, ottenne, su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri, l’onorificenza di Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Aveva sposato Mimma De Matteis che gli diede un figlio Aldo (divenuto ingegnere). Fileno De Novellis morì, a Brooklyn, il 2 aprile del 1999.

Geremia Mancini

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