La cartiera di Loreto Aprutino e quelle dell'aquilano e del chietino

| di Vito Giovannelli
| Categoria: Storia
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In Abruzzo, in passato, hanno operato diverse cartiere.

Tra quelle dell'aquilano si ricordano le cartiere di Tempèra, Vetoio e Paganica ricostruite dopo il terremoto del 1703.  Mentre i Maestri della cartiera di Sulmona, industria risalente al XIV secolo, pare siano stati gli unici ad aver avuto rapporti commerciali con le cartiere di Fabriano. Dei fogli di carta fabbricati a Sulmona si ricordano due artistiche filigrane la prima risalente al sec.XVI, la seconda al sec. XVII.

Seguono, sempre nell'aquilano, le cartiere di Civitella Roveto di proprietà dei fratelli Cerrone, quella di Capistrello , di proprietà della famiglia Lusi e quella di Canistro alimentata dalle acque della "Sorgente della Sponga".

Si ricordano cartiere anche a Celano, Tagliacozzo e ad Avezzano.

Del chietino, invece, resta memoria della cartiera di Chieti, impiantata dalla Burgo.


Del teramano (oggi provincia di Pescara) si ricorda la cartiera di Loreto Aprutino.

Della cartiera di Loreto Aprutino, ho rinvenuto anche il nome del fondatore mentre di alcune cartiere citate ignoro se furono create da singoli artigiani, da famiglie di benestanti o se furono  volute da Corporazioni o da Amministrazioni Comunali.

Ho scoperto il nome della famiglia che impiantò la cartiera di Loreto Aprutino leggendo la dedica che il comandante di marina G. Albi scrive in apertura della sua monografia l'Abruzzo Marittimo (Cfr. Gino Albi, L'Abruzzo Marittimo, Casalbordino, 1915).

Nella dedica allo scrittore Augusto Vittorio Vecchi, più noto con lo pseudonimo di Jack  La Molina il teramano Gino Albi scrive:

 "Giustificherebbe a pieno la dedica a Lei del mio modesto lavoro, la conoscenza che Ella ha della mia terra d'Abruzzo, per il soggiorno a Loreto Aprutino, nella valle del Tavo, dove ancora oggi permane l'industria della cartiera impiantata dai Vecchi; e il fatto che durante tale permanenza Ella scrisse i primi  "Bozzetti di vita di bordo".

La più vicina tipografia a fornirsi di bancali di carta prodotti dalla cartiera di Loreto fu quella di Vincenzo Villanucci, ubicata  nella stessa città e che all'epoca vantava "12 operai" (Cfr., Luigi Ponziani, Isola del Gran Sasso,1997). L'industria cartaria di Loreto Aprutino doveva essere ben attrezzata. Infatti, come si apprende dagli studi di Luigi Ponziani, direttore della biblioteca provinciale di Teramo, la cartiera di Loreto fabbricava anche carte monolucide "per globi aerostatici" (Cfr.,Luigi Ponziani, op. cit).

Ancora oggi fra le tante frazioni di Loreto Aprutino quella lontana dal centro urbano Km. 3,87 è detta da tutti gli abitanti del posto "Cartiera".

Vito Giovannelli

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