In cosa consiste il lavoro di un Mental Coach. Intervista a Massimiliano Cilli

| di Leonardo Paglialonga
| Categoria: Informazione Aziendale
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In cosa consiste la tua professione?

Tutti sappiamo della strettissima connessione tra corpo e mente, curiamo il primo andando nelle numerose palestre, mangiando in maniera sana, riposando a dovere, ma diamo poca importanza alla mente, alla parte interiore, quella che non si vede dimenticandoci della famosa connessione. Così ci troviamo sempre a faticare perché una delle parti che compone l’insieme non è stimolata. Un allenatore mentale si occupa di questo. Esso è colui che attraverso una metodologia  ben precisa, fa luce all’interno delle persone disorientate per consentirgli di riprendere contatto con se stesse, gli altri e il mondo ed iniziare ad avere una chiara visione della vita che meritano di vivere in piena felicità.

In cosa differisce da altre discipline di aiuto?

Il Coaching, come leva per il cambiamento, usa le potenzialità della persona stessa in modo da responsabilizzarlo e renderlo autonomo. Attraverso l’utilizzo degli strumenti presenti nella persona si edifica quel percorso che porta appunto all’obiettivo che si vuole raggiungere. Il Coaching è una disciplina non contemplativa, ma orientata al fare per risolvere disagi o per raggiungere determinati obiettivi. Il Coach da questo punto di vista non è un consulente che prescrive, ma un professionista che accompagna per tutto il percorso il suo cliente responsabilizzandolo e rendendolo partecipe del cambiamento, ed in questo modo lo rende autonomo. Il Coaching è orientato alle soluzioni pratiche ed efficaci per passare dallo stato indesiderato a quello voluto.

Possiamo definirti un motivatore?

Si e no. Mi spiego. Si, è vero che motivo le persone, ma è la conseguenza del lavoro che facciamo assieme. E’ una logica ed inevitabile conseguenza del percorso di cambiamento. In questo caso parliamo di motivazione intrinseca che parte da dentro la persona e non viene instillata da me con qualche magia. La motivazione arriva proprio dall’agire le proprie potenzialità in funzione del migliorarsi la vita. La motivazione che arriva dall’esterno invece, come quella tanto in voga che arriva da pratiche coinvolgenti ed altamente euforizzanti, come il camminare sui carboni ardenti o sfidarsi in pratiche sportive estreme, danno una spinta motivazionale estrinseca che arriva dall’esterno e creano dipendenza dalle pratiche stesse. In questo modo non si è mai capaci di risolversi da soli.

Perché il Coach è tra le professioni in più rapida crescita negli ultimi anni?

Io identifico due fattori. Da un lato la velocità con cui viviamo oggi ha fatto si che la stragrande maggioranza delle persone subisce la propria vita, ma non la edifica esattamente come la vorrebbe perché non ha tempo di capire come intervenire, e se lo fa, molto spesso non ha gli strumenti adatti finendo per andare a tentativi finché si scoraggia e si trova peggio di prima. Per cui vive da spettatore e non da protagonista una vita che non vuole. Ha un partner che gli è capitato per caso, vive in una casa che non gli piace o fa un lavoro deprimente. La somma dei compromessi accettati nel corso di una esistenza portano a questi risultati. Il secondo fattore è dato da una cattiva impostazione dell’educazione che riceviamo da piccoli e più in generale come è impostata la società. Educare, da “educere”, significa tirare fuori, e non mettere dentro delle informazioni come in un computer per farlo funzionare. I genitori prima e gli insegnanti dopo, dovrebbero essere messi nelle condizioni di tirare fuori le potenzialità e le capacità del bambino per metterle a frutto nella sua vita e renderlo un adulto felice. Una cosa è insegnare le buone maniere piuttosto che le materie a scuola, un’altra cosa sono i fondamentali come l’amare, il prendersi cura di se, il rispetto, l’assunzione delle proprie responsabilità, perché una volta usciti da scuola, anche se con ottimi voti, si è soli e bisogna avere delle solide basi per destreggiarsi nella vita. La nostra società, a causa della mancanza di questo passaggio, ha creato tutte persone bloccate nelle loro vite, brave a prescrivere per dirti cosa devi fare esattamente come siamo abituati a fare fin da piccoli, ma non domandandoti mai cosa ti piace fare o cosa è utile per te.

Chi si rivolge ad un Coach?

Può essere lo sportivo bloccato, lo studente che ha paura di fare un esame, una coppia in crisi, l’imprenditore che vuole migliorare la sua azienda, il manager in difficoltà, l’azienda che perde mercato, chiunque abbia una difficoltà non invalidante e voglia trasformarla in un traguardo da conseguire.

Quindi lavori anche con le aziende?

Si, d’altronde le aziende sono degli organismi viventi fatte dalle persone che l’hanno creata e la portano avanti, quindi le difficoltà si superano lavorando sulle persone che la compongono. In questo caso parliamo di Business Coaching, ma la sostanza del metodo non cambia di molto.

Quali progetti hai per il futuro?

Al di là della cura dei miei clienti, per il 2017 darò inizio ad un percorso per diventare Coach, utile sia a chi vuole eccellere nella propria vita lavorativa e privata acquisendo le tecniche di Coaching, sia a chi vuole iniziare questa attività in forte crescita. Una proposta unica sul mercato frutto della mia esperienza maturata in Italia ed all’estero. Per informazioni al riguardo dei miei servizi potete contattarmi sulla e-mail info@massimilianocilli.it o andando sul sito www.massimilianocilli.it

Leonardo Paglialonga

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