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Continuano i tagli degli alberi a Pescara, protestano i cittadini

| Categoria: Ambiente | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Anche oggi assistiamo l’abbattimento di un grande Platano sulla via Tiburtina di Pescara.

I residenti, come accade ormai da circa due anni, sono scesi in strada per chiedere spiegazioni dei tagli imminenti (taglio poi avvenuto effettivamente nel pomeriggio del 7 marzo) e alle motivazioni dell’urgenza del taglio è seguita la rassicurazione di un’avvenuta analisi tecnica.

Dagli uffici comunali ci hanno detto che un tecnico ha individuato VISIVAMENTE un problema nell’albero, per cui ha deciso l’abbattimento senza ulteriori prove strumentali.

Oggi ci sentiamo di dire, nuovamente, che non può essere una sola analisi visiva a decidere l’abbattimento di una pianta imponente in un viale già sovraccarico di inquinamento da traffico. Lasciare questa strada al cemento e alle macchine vuol dire condannare i suoi abitanti a rischi per la salute ormai chiari a tutti, in primis all’Organizzazione Mondiale per la Sanità, che ha decretato lo stato di allarme per la salute delle nostre città e dei suoi abitanti (sono tre milioni/anno le morti attribuibili all’inquinamento).

TAGLIARE UNA PIANTA DUBITANDO SENSATAMENTE DELL’URGENZA DI ABBATTIMENTO per “immediato pericolo” (quando è stata fatta l’analisi, NON È ACCETTABILE.

Ci teniamo a far presente invece che da un’analisi visiva possiamo evidenziare che la pianta presenta invece un ‘callo cicatriziale’ che isola la cavità dalla parte decomposta e questa reazione è positiva, si chiama “compartimentalizzazione del danno”. Tali cavità possono essere una risposta della pianta stessa di maggiore efficienza, come dimostra anche la chioma senza branche secche o seccaginose.

Questo a dimostrazione del fatto che le valutazioni sono complesse, varie e sensate, e il Comune ha l’obbligo di prenderle in considerazione se questo può salvare una pianta.

Vorremmo che queste discussioni tecniche potessero essere svolte democraticamente con il Comune e i suoi tecnici, senza ricorrere, come troppo spesso sta avvenendo negli ultimi anni, solo ed esclusivamente al mezzo stampa. OCCORRE UN TAVOLO DI CONFRONTO CON LE ASSOCIAZIONI, che rappresentano la società civile. Ormai è chiaro che esiste una visione differente, di cui si fanno portatrici le associazioni e i cittadini stessi, che guarda al verde urbano come un bene da tutelare e mantenere.

CHIEDIAMO CHE LE RELAZIONI TECNICHE SUGLI ALBERI DA ABBATTERE SIANO PUBBLICATE sul sito comunale con anticipo rispetto al piano dei tagli, che sia rispettata la tanto acclamata “trasparenza”, perché è un diritto del cittadino sapere.

Ricordiamo che solo negli ultimi 10 giorni sono stati abbattuti due pini su via Andrea Doria, un pioppo storico su via Regina Elena, sono state rase al suolo le siepi di oleandro lungo la strada Parco tra Pescara e Montesilvano. Circa un mese fa è stato abbattuto l’intero viale di lecci su via Pepe a Portanuova. Senza contare i 170 alberi da abbattere secondo il Comune dentro la Riserva Dannunziana.

Il Platano difeso da una cittadina ivi residente, fotografato la sera prima del taglio.Si può notare che l’albero non ha alzatol’asfalto, risulta centrato nel fustoe la base non è marcia o piegata. La cavità è una strategia di maggiore efficienza per le piante vetuste o stressate, perché così in fusto “pesa” meno nel bilancio energetico dell’intero albero.

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