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STOP MGF di Natalia D'Avena

Inaugurazione 5 febbraio 2017 della mostra personale di Natalia D'Avena presso l'A-maze-ing Gallery di Pescara.

| di Marzio Santoro
| Categoria: Arte | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Locandina STOP MGF di Natalia D'Avena

L'artista Natalia D'Avena nel corso degli anni ha affrontato diversi i temi; tra sacro e profano, con una spiccata preferenza per la figura della donna, ed è sempre la donna al centro della mostra STOP MGF, installazione che si compone da 32 pezzi in origami, lana, ferro e cemento, già presentata per "TABÙ, l'Eros in mostra" tenutasi a Pescara nell'ottobre del 2016.
Con STOP MGF l'artista si cimenta nel barbaro rituale della Mutilazione Genitale Femminile che consiste nell'asportazione della clitoride, delle piccole labbra, di parte delle grandi labbra vaginali con cauterizzazione, cui segue la cucitura della vulva, lasciando aperto solo un foro per permettere la fuoriuscita dell'urina e del sangue mestruale.
Si stima che nel mondo il numero di donne che convivono con una mutilazione genitale siano circa 125 milioni, con i dati attuali possiamo calcolare che ogni anno circa 3 milioni di bambine sotto i 15 anni si aggiungano a queste statistiche, tuttavia, in alcuni paesi vengono operate bambine con meno di un anno di vita, come nel 44% dei casi in Eritrea, nel 29% dei casi nel Mali, o persino neonate di pochi giorni nello Yemen.
Bambine, ragazze e donne che le subiscono devono fare i conti con i rischi gravi e irreversibili per la loro salute riproduttiva. Oltre che umilianti, le mutilazione genitali sono estremamente dolorose. Le bambine che vi sono sottoposte possono morire per cause che vanno dallo shock emorragico a quello neurogenico, all'infezione generalizzata. Per tutte, l'evento è un grave trauma: molte bambine entrano in uno stato di shock a causa dell'intenso dolore e del pianto irrefrenabile a causa dell'assenza di anestesia. Le conseguenze sono la formazione di ascessi, calcoli e cisti, la crescita abnorme del tessuto cicatriziale, infezioni e ostruzioni croniche del tratto urinario e della pelvi, forti dolori nelle mestruazioni e nei rapporti sessuali, maggiore vulnerabilità all'infezione da HIV/AIDS, epatite e altre malattie veicolate dal sangue, infertilità, incontinenza, maggiore rischio di mortalità materna per travaglio chiuso o emorragia al momento del parto.
In Italia non esistono dati ufficiali su questo fenomeno nascosto visto che questa usanza può essere punita con una pena che può arrivare a 12 anni di reclusione, ma sono circa 40.000 le donne che hanno subito l'infibulazione, e anche se "il taglio" è vietato qui da noi, la possibilità di superare l'ostacolo è infatti quello di effettuare l'infibulazione in Europa.
Parlane, portare all'attenzione del mondo e diffondere serve a condannare questa pratica senza mezzi termini. La MGF, in qualunque forma, è una palese violazione dei diritti della donna, discriminatorie e violano il diritto delle bambine alla salute, alle pari opportunità, a essere tutelate da violenze, abusi, torture o trattamenti inumani, come prevedono tutti i principali strumenti del diritto internazionali.
La Mutilazione Genitale Femminile non ha niente a che fare con la cultura, tradizione o religione. Si tratta di una tortura e di un crimine. 

A-maze-ing Gallery
fan page facebook: @AmazeingGallery
amazeinggallery@gmail.com
+39 328 0359274

 Natalia D'Avena
facebook: Nate Babol D'Avena
natalia.davena.art@gmail.com

Marzio Santoro

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