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Il silenzio uccide

Anche un'artista pescarese nel trio che dall'11 maggio esporrà le sue opere al MuMI di Francavilla per sensibilizzare sul tema della violenza contro le donne

| di Fabio Rosica
| Categoria: Arte | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Venerdì 11 maggio, dalle ore 18:30, sarà inaugurata la mostra d'arte "Il silenzio uccide", presso il Museo Michetti di Francavilla al Mare (CH).

Parteciperanno il sindaco di Francavilla, Antonio Luciani, la vice-sindaco e assessore alle politiche sociali, Francesca Buttari, le associazioni Medea Abruzzo, con la psicologa Tiziana Di Gregorio e Cuore Nazionale Abruzzo, con il presidente Francesco Longobardi e la critica del prof. Max Volpa.

L’idea è nata da una forte volontà delle artiste Natalia Orsini di Pescara, Simona Lucidi e Rita Bruni di San Benedetto del Tronto, che nonostante le differenze tecniche, pittoriche e fotografiche, hanno in comune un unico scopo: denunciare attraverso l'arte, l'ormai agghiacciante argomento della violenza sulle donne e non solo.

Attraverso i media ne sentiamo troppo spesso solo parlare” – hanno dichiarato – “Ci stiamo forse abituando? Abituarsi alla violenza è spaventoso! Attraverso questa mostra, che girerà l'Italia, vogliamo dare voce al silenzio di chi soffre e continua a subire questa tragedia”. 

L'arte è una forma di comunicazione e questo trio di artiste, attraverso le loro personalità, le loro idee e il loro vissuto, vuole sensibilizzare la società che ancora oggi è condizionata da ipocrisie e falsi moralismi. 

Censurare, tappare la bocca, non è un atto possibile perché davanti alla morte di tantissime persone, non ci si può fermare.

La mostra ha già subito una censura a San Benedetto del Tronto (AP), a causa di alcune opere, le mie …” - ha tenuto a precisare Natalia Orsini – “ma queste forme di mentalità chiuse e falsamente bigotte non ci fermeranno”.

In un passaggio della legge spagnola del 2004, contro la violenza di genere, si legge: «La violenza non è un problema che riguarda la sfera privata, essa rappresenta il simbolo più brutale dell’ineguaglianza della nostra società».

Le artiste in qualche modo, vogliono dire BASTA.

La vita è bella (come titola un noto film di Roberto Benigni) ma siamo noi che dobbiamo essere capaci di amarla e soprattutto rispettarla, per noi stessi, per gli altri e per il mondo intero.

L’esposizione delle opere sarà aperta e visitabile fino al prossimo 27 maggio.

Il video di presentazione:

 

LE ARTISTE:

Simona LucidiRappresenta la sua poetica “Pop” attraverso la rappresentazione di particolari dei corpi e visi di donna caratterizzati da colori caldi e forti, con velature e pennellate eleganti. Le sue forme rimangono incastonate sulle tele come se l’artista avesse un obiettivo macro nell’occhio, che seziona le forme.

Natalia Orsini: la sua ricerca artistica richiama all’espressionismo materico nordeuropeo, infrange le convenzioni accademiche e s’identifica in una sorta di BODYART esteriore, affronta il rapporto uomo-donna provocando volutamente sensualità e turbamento. Il tutto è completato con l’inserimento fisico di proprie estensioni corporee nelle composizioni, andando oltre l’iconografia dell’arte pittorica fino all’approccio concettuale dell’opera.

Rita Bruni: le sue fotografie si allineano a una sorta di equilibrio tra la sintesi pulita delle ombre e narrazione sequenziale delle tematiche, prevalentemente sociali. In queste caravaggesche atmosfere si muovono eleganti e composte donne reali e nello stesso tempo simboli di consapevolezze, espressioni di energie vitali intense, piene di positivismo creativo.

Fabio Rosica

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