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Il Linfedema

Patologia molto diffusa tra la popolazione italiana.

| di Maria Luisa Abate
| Categoria: Associazioni | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Linfedema, una malattia poco conosciuta, ma molto diffusa, nella 4^ Giornata della Salute della Donna, l’iniziativa organizzata dall'INNER WEEL, dall'AMMI e dalla FIDAPA BPW sez. PESCARA ha ottenuto la concessione del logo ministeriale ed inserita sul portale del Ministero della Salute ed è stata molto importante perché si è trattato un argomento troppe volte trascurato, ma che colpisce circa 40 mila persone in Italia e 300milioni nel mondo.

La malattia si è molto acutizzata anche perché è diventata una conseguenza delle patologie oncologiche del tumore della mammella anche esso notevolmente aumentato negli ultimi anni.

Per parlare e discutere dell’argomento sono intervenuti come relatori; la dott. Vittoria D’Incecco, il dott. Salvatore Nicolai e la dott. Savini.

Dopo i saluti delle Presidenti delle tre associazioni, Antonella Giambuzzi dell’AMMI, Annamaria Giannuzzi dell’Inner Weel e Gemma Andreini della FIDAPA sezione Pescara e della CPO regionale, è intervenuta la dott. M. Assunta Ceccagnoli Presidente OMCeO di Pescara.

La dott. Ceccagnoli, per il suo lavoro, si interessa del CUP e, oltre ad una notevole carenza di medici, ritiene che un problema di cui risente la struttura sanitaria e l’utenza è senza dubbio la situazione delle liste di attesa che mette in grossa difficoltà tutti ed è un problema che deve essere portato all’attenzione dell’assessora alla sanità dott. Nicoletta Verì.

Vittoria D’Incecco ha introdotto il tema dell’incontro parlando della sua esperienza verso la malattia e dell’esperienza politica che l’ha portata a promuovere azioni positive per rendere sensibile la Ministra Lorenzin sull’argomento. L’OMS ha sempre considerato il linfoedema una malattia cronica ed invalidante, mentre in Italia i malati non riescono a farla riconoscere come tale né tantomeno a trovare assistenza anche economica per la cura. Molte persone andavano all’estero per curarsi e venivano anche rimborsate dal Sistema Sanitario Nazionale.

Solo nel 2017 il linfoedema e l’endometriosi sono entrati nei LEA e riconosciuti come patologie. Ma solo nel maggio 2018, in occasione della XII giornata Nazionale del malato Oncologico, Favo AiMaMe, ITALF e SOS hanno chiesto all’INPS di riconoscere il linfoedema come malattia invalidante anche per le persone malate e guarite di cancro. L’INPS nel giugno 2018 ha emanato le linee guida sul linfedema.

Il dott. Salvatore Nicolai ha parlato in maniera più specifica della patologia che si manifesta con edema distrettuale, elevate alterazione dei tessuti connettivi e sottocutanei. Malattia cronica che si manifesta soprattutto dai 20 a i 40 anni e nelle donne affette da carcinoma mammario.

Questa malattia è cronica e determina gravi quadri di disabilità e degli inestetismi che vanno curati per la qualità della vita e il benessere.

Le cure sono il linfodrenaggio manuale, la pressoterapia, l’esercizio fisico e la riduzione del sovrappeso quando esiste e un’adeguata cura farmacologica nel caso di infezioni.

A parlare delle cure la dott. Giuliana Savini, esperta nella riabilitazione fisica delle persone affette da linfoedema, che ha mostrato delle foto che hanno evidenziato la patologia dai casi più facili a quelli più gravi dove si arriva alla deformazione dell’arto dovuta all’accumulo dei liquidi nei tessuti.

Il linfoedema deve essere curato sin dall’insorgenza e bisogna porre molta attenzione a riconoscerlo e a non trascurarlo.

L’assessora Nicoletta Verì, ha voluto ringraziare le organizzatrici per l’importante incontro che affronta una patologia così importante.

“Questo, - ha detto Nicoletta Verì, - è un momento importante dopo l’uscita della Regione Abruzzo da un piano di commissariamento si deve rideterminare una rete ospedaliera. Qual è l’obiettivo assistenza equa? Bisogna fare una verifica del personale e degli ospedali senza pensare che possa esserci l’ospedale sotto casa.

Bisogna avere un ospedale HUB per interventi importanti e poi sistemare sul territorio ospedali per vocazione come l’Ospedale di Ortona che deve diventare l’Ospedale Rosa.

C’è un’esigenza sul territorio: i pazienti devono sapere dove si possono recare senza avere troppa parcellizzazione di strutture sul territorio per scarso numero di pazienti.

Il Pronto Soccorso con tante e troppo attese va ripreso e riconsiderato il discorso della medicina del territorio

Le liste di attesa sono un problema sentito da tutti e tra pochi giorni verrà presentata una nuova procedura per renderle più agevoli e meno dispersive. Questo è stato un lavoro molto intenso dove è stato messo anche un impegno di spesa che aiuterà a sbloccarle. Sulle liste di attesa bisogna lavorare a più livelli.

In attesa si sta rivedendo il fabbisogno per una rete di riordino per rendersi conto quali sono le patologie che vanno fuori regione senza applicare rigidi standard nazionali.

Abbiamo deliberato tra gli obiettivi la riduzione della spesa farmaceutica, in Abruzzo, maglia nera di questa voce, abbiamo creato obiettivi per evitare sperpero senza ridurre la somministrazione del farmaco. Sono stati chiusi dei presidi ospedalieri senza effettivamente aver ottenuto un vero risparmio. Bisogna fare una politica per far nascere i bambini non per chiudere i punti nascita.

Bisogna valutare le situazioni e non bisogna considerare l’Abruzzo come un quartiere di Roma, ma come un territorio con una conformazione orografica a volte molto difficile.

Bisognerebbe avere un’agenzia per le emergenze-urgenze per superare le difficoltà delle persone attraverso il 112 per soddisfare le esigenze.

Obiettivo è il costo dei presidi ospedalieri con la creazione di un unico punto d’acquisto. Il risparmio si potrà fare solo se si agisce su questi punti condividendo tutti i problemi con gli amministratori e superare i campanilismi per evitare che la regione resti ferma.

Bisogna recepire gli input e le esigenze che vengono dai vari luoghi e dalle tante persone”.

Con le parole dell’Assessora Verì, che ha voluto condividere i suoi pensieri e i suoi propositi con tutti i presenti, si è concluso il pomeriggio intenso ed interessante.

Maria Luisa Abate

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