Esposte al Circolo Aternino le marionette di Roberto Caprile

Terminerà domani la mostra inaugurata il 15 ottobre

| di Vito Giovannelli
| Categoria: Associazioni
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Terminerà domani l'esposizione delle marionette di Roberto Caprile aperta dal 15 al 31ottobre nella sede del Circolo Aternino in Piazza Garibaldi 51 a Pescara. La mostra è stata organizzata dalla Associazione Culturale (senza scopo di lucro) Nostrarte (presidente arch. Sabrina Fornarola). Oltre alle marionette sono stati presentati i burattini in legno di cirmolo e le maschere in cartapesta, tra le quali spicca la bautta, tipica maschera veneziana non teatrale.

La lavorazione della cartapesta Roberto Caprile, probabilmente, la perfezionò in Puglia durante la sua permanenza a Taranto (città molto vicina a Lecce, patria della cartapesta); quella delle marionette, invece, l'apprese da  Giancamillo Rossi, di Pescara col quale apparve nella trasmissione televisiva Apriti Sabato (Cfr., Vito Giovannelli, Gente d'Abruzzo, dizionario biografico, Castelli, Andromeda Editrice, Volume 9°,  ad vocem, 2007). Leggi anche l'articolo sul teatro stabile delle marionete di Borgomarino.

Contrariamente a quanto affermato da altri studiosi di artigianato sulla lavorazione delle marionette (Titti Carta), l'Abruzzo dal 1930 al 1995 ha avuto sette  costruttori: a Chieti operavano i fratelli Gremo, a Pescara, nell'anteguerra costruirono marionette per il loro teatro stabile, Angelo ed Edoardo Luigini,  a Vasto Mario Luigini, e, nel dopoguerra, sempre a Pescara Giancamillo Rossi e il suo allievo Roberto Caprile.

In una scheda biografica di Paola Ardizzola si legge che Roberto Caprile " non nasce artista né morirà artista, ma grande artigiano".  (Cfr., Roberto Caprile , Marionette, Burattini, Maschere, Francavilla al mare,  Ed. Graffio Blu,  2002). Se tengo presente l'autoritratto  dipinto su tavola e un ritratto di D'Annunzio eseguito in cartapesta, il giudizio critico di Paola Ardizzola è da condividere solo in parte.

Di Roberto Caprile non si conosce la formazione artistica. L'amore per l'arte potrebbe essergli stato trasmesso dalla madre, pittrice dilettante. Si conosce, invece, il suo percorso culturale. Studiò  statistica e geologia, ma, nella vita, svolse il lavoro di assicuratore presso Assitalia.

Apprese le tecniche operative per la costruzione delle marionette, documentatosi sulle fogge abbigliamentarie dei pupi, partecipa con la marionetta il corsaro nero al Concorso Internazionale Umoristico di Pescara del 1978.

Esaminate sotto i profilo esecutivo e artistico, le sue prime marionette  evidenziano l'influsso del maestro Rossi, in quelle eseguite nel periodo maturo, invece, emerge una personalità sorretta da buona tecnica artigiana.

Forse, le sue marionette non hanno mai calcato le scene del teatro di figura e di animazione. Non tutti  i personaggi esposti, infatti, appartengono al mondo marionettistico che tutti conosciamo. Si vedano le marionette con il volto di Sandro Pertini e di  Albert Einstein, nonché quelle del pirata e della popolana dall'abito eccentrico, valorizzato da galloni vittoriani, e da maniche a lattuga.

Marionette ben modellate quelle di Roberto Caprile ma, forse, estranee al teatro marionettistico dei paladini, della Chanson de Roland,  di re Artù e di Carlo Magno.

Vito Giovannelli

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