San Donato: ottanta famiglie vivono sotto tetti d’amianto

Allarme tra i residenti delle palazzine di via Rio Sparto, via Rubicone e via Cesano di proprietà dell’Ater

| di Moreno Russi, Antimo Nick Di Meola
| Categoria: Attualità
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«E’ necessario muoversi al più presto e nella maniera corretta per bonificare le coperture di cemento-amianto ancora da rimuovere, al fine di tutelare la salute dei cittadini.
Stando a quanto reso noto dalle campagne a livello nazionale di sensibilizzazione allo smaltimento dell’amianto, risultano essere cancro polmonare, asbestosi, mesotelioma pleurico polmonare e placche pleuriche le principali patologie derivanti dall’inalazione delle particelle di eternit. Il rilascio nell’ambiente di fibre derivanti da amianto è altamente nocivo per la salute.

L’amianto esposto è un rischio attuale e presente, anche se i tempi di latenza dello sviluppo delle malattie collegate, in particolare il mesotelioma pleurico, sono nell’ordine dei 20-30 anni rispetto al momento di esposizione».

A lanciare l’allarme amianto sono Moreno Russi e Antimo Nick Di Meola, rispettivamente segretario regionale  e segretario provinciale del Partito Alba Dorata Europa, pongono con forza l’attenzione dell’opinione pubblica sulla delicata questione della rimozione dell’eternit, un problema che interessa i residenti del quartiere San Donato sono preoccupati per quell'ingombrante presenza sulle loro teste, potenzialmente una bomba ecologica in un rione nel quale vivono migliaia di cittadini.

Due gli edifici che presentano ancora la copertura con le lastre di amianto: lo stabile quattordici di via Rubicone, lungo ben duecento metri e composto da tredici diversi ingressi ognuno dei quali ospita quattro famiglie e lo stabile ventuno di via Cesano, molto più alto ma con meno alloggi, circa quattro a piano per cinque livelli.

Alcuni residenti di via Rubicone hanno riferito al Segr. Reg. Moreno Russi di aver notato il distacco di alcune tegole di congiunzione tra le varie lastre di amianto che compongono l'ampio tetto e sono preoccupati che si possano disperdere alcune particelle di eternit sotto l'effetto di sole, pioggia e vento che logorando la superficie, liberano particelle dannose per la salute di chi ci vive in costante contatto.

È bene ricordare che in Italia già nel 1992, dunque venti anni fa, con la legge 257/1992 si proibirono l’estrazione, l’importazione e la lavorazione dell’amianto.

C H I E D I A M O

Al responsabile del settore Manutenzione dell'Ater che gestisce gli alloggi popolari Sig. Carmine Morelli

“Che Venga Adottata in breve tempo la soluzione definitiva – concludono Russi e Di Meola – che è un processo industriale che inertizzi l’amianto, cambiandone la struttura cristallografica (eliminazione delle fibrille) e passivando (la sostanza risultante non può reagire con altre sostanze) il composto chimico di cui è formato l’amianto.
Il fatto di aver utilizzato l’amianto ed averlo inserito nell’ambiente nel quale vive l’essere umano, ha svegliato un brutto mostro; per farlo riaddormentare serve ora un lavoro complesso e costoso”.

“Tutelare la salute e la sicurezza dell’uomo, proteggere l’ambiente”

Moreno Russi, Antimo Nick Di Meola

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