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Asili nidi, Cerolini: "Chiediamo al sindaco di rifinanziare il progetto "Un nido per tutti"

| di Guido Cerolini
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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“La giunta Alessandrini deve ripristinare nel proprio bilancio comunale il capitolo ad hoc teso a rifinanziare il Progetto ‘Un Nido per tutti’ che per cinque anni, dal 2009 al 2014, ha consentito di azzerare le liste d’attesa dei nidi privati, garantendo a tutte le famiglie di iscrivere i propri bambini anche nelle strutture private a prezzi calmierati, visto che il Comune pagava una quota della retta. Non parliamo di centinaia di migliaia di euro, ma di poche decine per un servizio sociale all’interno delle politiche della famiglia e che oggi interessa i 110 bambini rimasti esclusi dai nidi comunali e fuori da ogni struttura dopo che il sindaco Alessandrini con un colpo di spugna ha cancellato il fondo, per poi spendere più di 50mila euro in festival e festarelle rock. Oggi pretendiamo un cambio di rotta, chiediamo un incontro con il sindaco, pronti a portare la battaglia in Consiglio comunale e in Consiglio regionale”.

Lo ha annunciato il Coordinatore cittadino di Forza Italia Guido Cerolini nel corso della conferenza stampa di ieri convocata alla presenza di una delegazione delle titolari di nidi privati della città.

“Lo scorso primo settembre – ha spiegato il Coordinatore Cerolini - hanno riaperto le proprie porte i 7 asili nido comunali, gli stessi che c’erano a Pescara due anni fa. Ma non hanno riaperto per tutti i bambini che ne avrebbero avuto bisogno o che ne avevano fatto richiesta: 160 gli ammessi; 110 sono rimasti a casa, in lista d’attesa. Bambini che a oggi non hanno alcuna speranza di essere integrati e ammessi nelle prossime settimane o ad anno nuovo, perché il sindaco Alessandrini ha semplicemente cancellato un servizio fondamentale istituito dalla precedente amministrazione, ovvero la convenzione con i nidi privati autorizzati che in sostanza potevano accogliere i bambini in lista d’attesa, le famiglie pagavano al privato la stessa retta che avrebbero pagato nel nido comunale sulla base del reddito Isee, la quota in eccedenza la copriva il Comune con un capitolo di spesa ad hoc, che ogni anno veniva poi rimborsato dalla Regione, consapevole della rilevanza sociale di tale servizio che permetteva ai genitori di lavorare con serenità lasciando i propri bambini in luoghi sicuri e accoglienti. La convenzione rientrava nel progetto ‘Un Nido per tutti’, partito nel 2009, che per tre anni ci ha permesso di azzerare completamente le liste d’attesa, anzi per due anni consecutivi, nel 2011 e 2012 ci ha permesso anche di riaprire, nel mese di novembre, le iscrizioni per ammettere 56 nuovi bambini solo nei nidi comunali a partire dal primo gennaio del nuovo anno. Il progetto coinvolgeva ben 12 nidi privati autorizzati, dunque ogni famiglia poteva scegliere la struttura più vicino casa per portarvi il proprio piccolo, o comunque aveva un elenco tra cui poter individuare il nido ritenuto più idoneo alle proprie esigenze, in uno straordinario rapporto di collaborazione tra il pubblico e il privato. Nel 2014 alcune modifiche normative hanno momentaneamente fatto accantonare il progetto ‘Un nido per tutti’ e le convenzioni sono proseguite solo con i cosiddetti nidi ‘accreditati’, ovvero con i nidi privati che avevano ottemperato alla certificazione antisismica. Per un anno il progetto di convenzione con i nidi si è ridotto a sole tre strutture, che comunque rappresentavano ancora un’ottima alternativa per i genitori. La brutta sorpresa è arrivata a settembre scorso, quando le famiglie dei 110 bambini rimasti fuori dai nidi per sovrannumero si sono viste comunicare che il Comune non garantirà più alcun supporto per accedere eventualmente a una struttura privata, dunque 110 famiglie sono state abbandonate. E abbiamo avuto notizia, ad esempio, di 4 ‘casi’ specifici in cui 3 famiglie hanno scelto di interrompere il percorso educativo per i propri bambini, dopo due anni di nido privato convenzionato, con l’ingresso anticipato alla scuola dell’infanzia; in un caso la famiglia si sta sobbarcando da sola la spesa del nido privato, con un aggravio intollerabile.

Ovviamente – ha aggiunto il Coordinatore Cerolini – riteniamo vergognosa una tale situazione e per tale ragione chiediamo un incontro al sindaco Alessandrini per una battaglia sociale giusta: nel proprio bilancio deve ripristinare un capitolo per rifinanziare il progetto ‘Un Nido per tutti’ affinchè già dal primo gennaio 2017 i 110 bambini oggi rimasti fuori dai nidi comunali possano trovare accoglienza in una struttura alternativa. E in tal senso mi rivolgo all’assessore alle Finanze Giuliano Diodati, sino a qualche settimana fa assessore alle Politiche sociali, affinchè trovi le risorse necessarie in bilancio. In caso contrario porteremo la battaglia in Consiglio comunale e in Consiglio regionale”.

“Oggi – ha detto Stefania Saponara, titolare dell’asilo ‘Il Nido degli Angeli’- l’Abruzzo è l’unico in Italia che non prevede un progetto teso a garantire un nido per tutti. Negli anni scorsi si era data la possibilità a tutti i bambini, che non riuscivano a entrare nei nidi comunali, comunque di entrare in uno privato autorizzato garantendo un sostegno. Era il Comune stesso che forniva l’elenco delle strutture alle famiglie che avevano piena libertà di scelta, il genitore pagava la retta sulla base della quota Isee e il Comune dava alle famiglie il sostegno necessario. Poi è arrivata la norma sull’accreditamento, una sorta di bollino blu, che imponeva ai nidi una serie di certificazioni, compresa l’antisismica che è costosissima e inaccessibile per molti, creando nidi di serie A e di serie B, ma non per la qualità del servizio offerto, quanto solo per i certificati burocratici”.

“Consentire ai bambini di frequentare un nido d’infanzia – ha specificato Cerolini – è fondamentale per lo sviluppo sociale e didattico del bambino stesso, garantendo la qualità del servizio in una città che è riuscita a scongiurare il rischio della tagesmutter, che avrebbe permesso a chiunque di aprire una specie di asilo nido nel proprio tinello di casa, senza alcuna competenza”.

 

 

Guido Cerolini

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