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L'eredità di Falcone e Borsellino

incontro con il Procuratore Morvillo

| di Maria Luisa Abate
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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20 ottobre ore 11, presso l’Aula Magna dell’Istituto Alberghiero Ipssar De Cecco, in via dei Sabini, si è tenuto un incontro nell’ambito della 21a edizione del Premio Nazionale Paolo Borsellino alla presenza di Alfredo Morvillo, Procuratore della Repubblica di Termine Imerese e cognato del giudice Falcone, Alessandra Di Pietro Dirigente dell’Istituto De Cecco, Sabrina Saccomandi Dirigente dell’Ufficio Scolastico di Pescara e Chieti, Neo Nodari fondatore del Premio e Carlo Di Michele Ispettore dell’Ufficio Scolastico regionale.

L’incontro si è svolto nell’ambito della presentazione della mostra L’eredità di Falcone e Borsellino promossa dal MIUR in collaborazione con l’ANSA.

Ad accogliere gli ospiti ancora una volta una sala piena di studenti con i loro insegnanti che li hanno preparati all’avvenimento con laboratori sulla legalità.

Alessandra Di Pietro, aprendo i lavori, ha presentato i convenuti ed ha parlato dell’importanza della scuola come luogo dove si riesce ad incidere sulle coscienze per la legalità. Presente anche Neo Nodari che, come ha detto Alessandra Di Pietro “è il cuore e l’anima del Premio” e che…”l’incontro di oggi è per ricordare e commemorare coloro che non si sono arresi”…”la giornata è importante perché la scuola ha la responsabilità e l’impegno di diffondere il significato della legalità”.

Neo Nodari ha ringraziato Morvillo come testimone presente nei momenti tragici del periodo Falcone e Borsellino è ha detto che:…”la cultura della legalità abitua a respirare il profumo della libertà”.

Sabrina Saccomandi, Dirigente dell’Ufficio Scolastico di Pescara e Chieti, dopo aver salutato i presenti ha voluto anche lei sottolineare l’importanza dell’incontro quale…”giorno importante per un richiamo alle coscienze”.

Carlo Di Michele, Ispettore dell’Ufficio Scolastico regionale, ha commentato che…”il livello educativo si gioca sul mondo delle libertà e le testimonianze sono importanti per capire che c’è un altro modo di vivere”.

Alfredo Morvillo, Procuratore della Repubblica di Termine Imerese e cognato del giudice Falcone, ha raccontato della propria esperienza nella procura di Palermo e di tutta la storia difficile e dolorosa che, tutti quelli che lavoravano per la libertà, hanno avuto dalla costituzione del Pull Antimafia fino alla scomparsa dei due giudici che, di quel lavoro e di quelle avversità, avevano fatto la loro vita nell’intento di sconfiggere un nemico difficile a volte da riconoscere.

Ai giovani presenti Morvillo ha voluto ricordare che, anche un piccolo piacere e una piccola raccomandazione, per cose a volte inutili e futili, innescano un gioco perverso che porta al predominio di persone colluse e che, quindi, devono vivere sempre nella legalità perché è solo con quella che si può costruire un presente ed un futuro sicuro. Il rispetto per gli altri deve essere il motivo conduttore della vita perché solo con il rispetto delle persone e delle regole dettate dalla legge si ha la libertà.

Il ricordo della sorella Francesca, moglie di Giovanni Falcone, morta anche lei nella strage di Capaci, ha generato in Morvillo commozione che ha fatto capire a tutti i presenti quanto dolore può essere procurato da chi vuole prevalere a tutti i costi solo con la prepotenza.

A concludere la ricca mattinata la lettura di alcuni testi, fatta da studenti ed insegnanti, che hanno giustamente ricordato il sentimento di una lotta e della ricerca della via giusta tracciata dalla legalità.

Federica Di Gabriele ha letto una lettera della moglie di Borsellino nella quale essa stessa aveva capito la grandezza del marito ed il grande amore che la legava a lui; il prof. Oliva, regista ed attore, ha letto un testo di Antonio Caponnetto e Daniel Perinettti ha letto un testo da lui stesso compilato nel quale si è potuto riscontrato un sunto di quanto emerso dagli interventi fatti: bisogna vivere nella legalità e dopo che si è conosciuta la vita che Falcone Borsellino, e con loro dei tanti altri uomini e donne che hanno vissuto per sconfiggere la mafia, non si può più ritornare ad una vita di ignoranza, ma si deve vivere la vita nella coscienza e conoscenza perché si può e si deve sconfiggere la mafia e tutte quelle persone o gruppi che vogliono prevalere con forza ed ingiustizia sugli altri.

A Morvillo, è poi stata consegnata una targa in memoria del Premio e in ragione di quanto lui stesso ha fatto e fa per la legalità.

Tante le persone presenti in sala tra cui la dott. Angela Rapicavoli Dirigente dell'Ufficio Scolastico Regionale.

Maria Luisa Abate

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