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Neve in arrivo a Pescara, Cerolini: "Aperte scuole, palestre e stazione per un riparo ai senzatetto"

| di Guido Cerolini
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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“L’emergenza neve e gelo ormai alle porte rischia di trasformarsi in una débacle sociale per la città di Pescara. Oggi vogliamo sapere quanti sono i senzatetto che rischiano di non avere un ricovero per le prossime notti in cui si annuncia l’arrivo di un freddo artico. Vogliamo sapere quanti effettivamente troveranno posto nella Cittadella dell’Accoglienza di via Alento, ovvero nel dormitorio che anche l’amministrazione comunale ha contribuito a realizzare, quanti nella struttura di via Gran Sasso, anch’essa gestita dalla Caritas, quanti sono i posti letto disponibili negli alberghi. E soprattutto chiediamo che il sindaco Alessandrini si faccia portavoce presso le Ferrovie affinchè la struttura lasci le proprie porte aperte in via straordinaria di notte da domani sino alla conclusione dell’emergenza neve e freddo, così come al Comune chiediamo di lasciare aperte scuole e palestre per dare un posto caldo a chi non ce l’ha. Non un clochard dovrà rimanere per strada o, chiaramente, il sindaco Alessandrini e l’assessore Allegrino si assumeranno una grave responsabilità sulle proprie spalle”.

A lanciare l’allarme è stato il Coordinatore cittadino di Forza Italia Guido Cerolini, già ex assessore alle Politiche sociali al Comune di Pescara.

“Non si può aspettare l’emergenza per organizzare un servizio che, dopo due anni di governo, dovrebbe essere di routine anche per il sindaco Alessandrini, e invece non è così stando alle decine di persone, di senzatetto, che ogni notte si accampano, avvolti dai cartoni e da coperte di fortuna, all’esterno della stazione ferroviaria centrale o sotto i portici di piazza Salotto – ha sottolineato il Coordinatore Cerolini -. Sono mesi che denunciamo una situazione di degrado umano inaccettabile, non certo perché ‘sgradevole’ a vedersi, ma perché offende la dignità dell’uomo e perché l’amministrazione comunale per prima ha il dovere morale e istituzionale di investire risorse per soccorrere chi vive una condizione di oggettivo disagio. Già a novembre scorso avevamo lanciato l’ennesimo allarme dopo che la Polizia municipale aveva sgomberato decine di polacchi, romeni, disperati trovati accampati nell’area dell’ex draga o sotto i ponti, o sotto baracche decadenti, una situazione che comunque ci ha lasciati sconcertati vista la presenza in città di un dormitorio di circa 80 posti letto in via Alento e di altri 20 posti letto disponibili in via Gran Sasso, una città comunque abituata all’esistenza di una rete associativa che ci ha permesso, per cinque anni, di soccorrere ogni singolo clochard che veniva prelevato di notte dagli operatori del Centro Operativo Sociale e portato a dormire negli alberghi convenzionati con il Comune. In cinque anni non un clochard è deceduto al freddo o all’abbandono, un risultato merito non mio personale, ma della straordinaria macchina organizzativa della Struttura sociale istituzionalizzata dal 2009 al 2014 in cui l’amministrazione investiva ogni anno milioni di euro. Oggi non è accettabile che un’amministrazione cittadina di marchio Pd, con a capo il sindaco Marco Alessandrini, spenda 119mila euro per il concertone di una sole notte di divertimento, seppure la notte di Capodanno, ma poi consenta a decine di senzatetto di dormire per strada perché ‘non ha più soldi’ mentre Pescara sembra doversi preparare ad affrontare una grave emergenza neve e freddo. Per questa ragione oggi sono doverose le nostre domande e ancor più doverose sono le risposte che devono essere immediate: quanti sono a oggi i clochard che troveranno posto nelle due strutture dormitorio istituzionali della città, per circa 100 posti letto complessivi? Quanti sono quelli che rischiano oggettivamente di restare fuori, costretti a dormire al gelo della notte? Quanti sono – ha ancora chiesto il Coordinatore Cerolini – gli alberghi con cui il Comune ha stretto una convenzione per garantire la disponibilità di accoglienza e per quanti posti letto? Quanti sono, ancora, gli operatori del Cos che saranno attivi nelle prossime ore per la distribuzione notturna di coperte e cibo caldo a chi non ha trovato un ricovero? E soprattutto, il sindaco Alessandrini si è preoccupato di chiedere alle Ferrovie di lasciare aperta la stazione centrale, in via straordinaria, da domani sino a domenica notte almeno per consentire a chi ogni sera si accampa fuori dalla struttura di poter dormire dentro l’atrio per le notti dell’emergenza? Infine chiediamo al sindaco stesso di individuare alcune palestre e scuole cittadine da tenere aperte, con il personale del volontariato, per assicurare un ricovero caldo a tutti coloro che ne avranno bisogno. Nelle prossime ore monitoreremo in maniera capillare il territorio perché non basta dare un numero di cellulare chiedendo ai cittadini di ‘segnalare situazioni di degrado o di bisogno’, come ha fatto l’assessore Allegrino: dopo due anni di governo la giunta Alessandrini dovrebbe già conoscere qual è la situazione di necessità del territorio e dovrebbe avere la mappatura esatta dei luoghi e dei soggetti su cui occorre intervenire per scongiurare il verificarsi di drammi”.

 

Guido Cerolini

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