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L’Adozione Reciproca come accogliere un bambino in famiglia e a scuola?

| di Maria Luisa Abate
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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21 marzo presso l’Auditorium del Conservatorio Musicale di Pescara, si è svolto un importante Convegno Regionale sul tema dell’Adozione Reciproca.

Che cosa vuol dire Adozione Reciproca? A spiegare questo importante argomento molti professionisti si sono succeduti per parlare della situazione che si trovano ad affrontare non solo i genitori adottivi, sia dal punto di vista organizzativo regionale sia dal punto di visto psicologico, ma anche e soprattutto i bambini adottati. Quindi la reciprocità dell’adozione sta proprio nel fatto che se è pur vero che i genitori adottano i bambini sono gli stessi bambini che devono adottare i loro nuovi genitori.

Alessandra Di Pietro, dirigente scolastica dell’Istituto Alberghiero De Cecco di Pescara, ha aperto i lavori parlando proprio di questo grande problema che si presenta anche quando il bambino adottato entra nella scuola con nuove persone e nuove regole da imparare.

“La giornata,- ha detto Alessandra Di Pietro-, rappresenta un primo step di un progetto di formazione nel corso del quale, anche attraverso attività laboratoriali, l’Ufficio Scolastico Regionale intende formare i docenti sul tema tanto importante e caldo come l’accoglienza in classe di studenti-figli adottivi. Si tratta di una situazione sempre più frequente nell’attuale società globale, in cui l’abbattimento dei confini genitoriali rende molto più accessibile l’adozione straniera, la scuola si trova quindi a dovere affrontare un doppio tema, quello dell’inclusione etnica e il risvolto psicologico che lo studente vive con dinanzi a sé un duplice processo di integrazione in contesti assolutamente nuovi. Nell’ambito del corso dunque ai docenti verranno forniti gli strumenti più adeguati, sia conoscitivi sia linguistici, per rapportarsi a tali situazioni e per aiutare i propri studenti ad affrontarle nel migliore modo possibile”.

Come detto sull’invito quindi saranno creati dei veri e propri Cantieri di diffusione delle Linee guida per l’Accoglienza degli Alunni Adottati  per una didattica inclusiva.

Anche il Sindaco Marco Alessandrini, con il suo saluto, ha voluto augurare un lavoro proficuo per l’importante problema che i docenti e le famiglie si trovano ad affrontare quotidianamente.

Molti i relatori presenti che hanno raccontato, attraverso la loro esperienza le tante difficoltà che affrontano, non solo loro come professionisti, ma soprattutto i bambini che vengono inseriti in un mondo molto spesso completamente sconosciuto.

Importante è il piano di formazione che la Regione Abruzzo deve preparare, ha detto Laura Manganiello, Dirigente Tecnico dell’Ufficio Scolastico Regionale. Saranno adottate le Linee Guida che i docenti potranno seguire per affrontare volta per volta i casi che si presenteranno. Le linee guida saranno approntate al fine di creare un’omogeneità di comportamento dei docenti in qualsiasi scuola essi si trovino ad operare.

Dovrà esserci, dunque, una collaborazione stretta tra scuola e famiglia anche inserendo bambini più grandi dell’età consentita per iniziare il percorso scolastico. Il vero risultato si avrà quando lavoreranno la scuola e le famiglie insieme non dimenticando che l’Adozione fa parte del diritto al studio.

L’avvocata Matilde Giammarco, Componente Commissione Famiglia della Camera Nazionale Forense, ha parlato della Carta dei diritti dei Minori, ricordando che il punto centrale è l’ascolto e capire che cosa vuole e che cosa chiede il bambino al fine di salvaguardare il suo diritto all’identità.

“Bisogna evitare le etichette, ha detto Matilde Giammarco, non c’è solo un’Autorità Garante, dobbiamo essere tutti garanti, ognuno di noi è portatore di tutela per il minore”.

Lo psicologo Tancredi Di Lullo, Presidente Ordine degli Psicologi d’Abruzzo, ha parlato di Reti di Supporto per le famiglie e per le scuole. L’adozione è un tema importante e la parola d’ordine delle Scuole deve esse l’inclusione.

Il Giudice Onorario del Tribunale dei Minori di Milano, Michele Augurio, ha narrato della sua lunga esperienza fatta sul campo con i minori e le famiglie. L’adozione dei bambini non deve e non può prescindere dal vissuto che gli stessi hanno avuto prima delle adozioni. Tralasciare o nascondere quanto e come i bambini adottati hanno vissuto prima dell’adozione crea un frattura di fatto tra essi stessi e i genitori ed in particolare con la mamma adottiva.

La mamma, infatti, per questi bambini è quella importante persona che li ha abbandonati, delusi feriti e ritrovare in una nuova mamma la sicurezza e l’amore è per loro molti difficile. L’inclusione nella scuola, molto spesso, aggrava la situazione i bambini si sentono estranei in ambienti che non conoscono che adottano regole e norme lontane dalle proprie tradizioni e dai propri costumi.

Inserire un bambino in una famigli adottiva porta molti problemi che sono però occasioni di crescita per entrambi se vengono affrontati con conoscenza e serenità. Al bambino adottato bisogna far conoscere e riconoscere la propria identità d’origine ricostruire un passato che è il trampolino di lancio per affrontare la vita e permettergli di amare i nuovi genitori con serenità e senza paure.

Per l’operatività sul campo delle Asl e dei Comuni sono intervenute Amicone Claudia del Consultorio Familiare di Penne e l’assistente sociale Di Giambattista.

Le Province hanno istituito delle équipe sul territorio per formare punti di incontro e di ascolto per le famiglie che si apprestano a chieder una adozione e per quelle che già hanno adottato.

In Abruzzo operano 12 équipes, di cui una a Pescara, e sono molto importanti, hanno sottolineato le operatrici, perché sono il primo passo per le persone che vogliono adottare, infatti importante è, non solo avere il desiderio di adottare un bambino , ma conoscere la normativa e le regole che si devono affrontare prima e dopo l’adozione.

La Dott. Margherita Trua, Docente che opera presso ATP di Pescara, ha illustrato il progetto che porterà alla conoscenza e al modo corretto di come vanno affrontati i casi di adozione e di inclusione scolastica. Si formeranno i docenti delle varie scuole e si istituiranno dei laboratori esperienziali.

I laboratori saranno costituiti in ogni Provincia e affronteranno l’argomento con simulazione di esperienze attraverso incontri interattivi che saranno incontri tra aprile e settembre.

Il dott. Enzo Fimiani, Presidente del Conservatorio Luisa D’Annunzio, ha portato all’inizio dell’evento i propri saluti e quelli dell’istituzione da lui rappresentata.

Maria Luisa Abate

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