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Mattoscio il collezionista di centri culturali

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta ai pescaresi di Raffaele Delfino

| di Raffaele Delfino
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Il 1° Maggio sul quotidiano, che ignora ogni mio comunicato e iniziativa, amministrato da Luigi Pierangeli (uno di sinistra con il portafoglio al Centro, indagato per una dazione di ottomila euro a D’Alfonso, entrato nella porta girevole del processo Housework, ne è uscito archiviato) ho letto che nell’area dell’ex Fea, di proprietà della Regione, la Fondazione PescarAbruzzo vorrebbe realizzare il progetto “La riviera dei musei/la riserva della cultura” attraverso

“la creazione di un polo culturale denominato Fea - Feed your experience of art - che sorgerebbe nell’ambito di una rete più ampia, composta da altre strutture cittadine”.

L’idea è quella di dar vita a un museo oltre ad un ristorante. La gestione sarebbe affidata direttamente alla Fondazione e/o per tramite di un suo ente strumentale.

Il prof. Nicola Mattoscio che presiedeva storicamente la Fondazione non poteva ope legis essere ulteriormente confermato e si è inventato e attribuito il ruolo di Segretario Generale, continuando di fatto, e non di diritto, a codirigerla: “Il nuovo presidente della Fondazione PescarAbruzzo Paola Damiani e il Segretario Generale Nicola Mattoscio hanno commentato gli esiti del bilancio appena approvato” (Il Centro del 21 Aprile 2017). Gli organi di controllo, a cominciare dalla Procura Regionale della Corte dei Conti, ritengono legittima questa cogestione? A me non sembra, anche se l’emerito Professore sin dai tempi della Fondazione Caripe considera inammissibile l’ipotesi di perdite personali (derivati docet).

“Il collezionista” è il titolo di un famoso film proiettato anche nelle multisale del prof. Mattoscio. Ecco: anche lui è un collezionista di centri culturali in essere e in divenire. Può evitare la Regione di aggiungere alla collezione tutta l’ex Fea (offerta incredibilmente gratis) e prevedere anche un parcheggio multipiano che dia respiro e vita alla spiaggia e alle attività di sportivi, balneatori e ristoratori? A proposito, il prof. Mattoscio è anche Presidente della S.A.G.A., gestore dell’aeroporto d’Abruzzo, sotto indagine della Procura: la collezione degli incarichi è infinita.

Pierangeli e Mattoscio sono i più potenti di Pescara. Li ho chiamati in causa in questo mio commiato come testimonianza della libertà e autonomia che ha caratterizzato il mio impegno pubblico.

Commiato, etimologicamente dal latino, esprime il passaggio da un luogo ad un altro; nel mio caso dal pubblico al privato.

Pescara mi ha eletto sei volte consigliere comunale e cinque volte deputato al Parlamento. Dalla prima elezione in Consiglio Comunale di anni ne sono passati sessanta e dalla conclusione del mio ultimo mandato parlamentare quasi quaranta.

Poi ho ricoperto incarichi pubblici (RAI, ENEL, CORECOM) fino a quello di Consigliere della Corte dei Conti.

E in tutte le sedi ho cercato di essere utile alla mia città continuando ad appassionarmi ai suoi problemi come testimonia il seguito di questo depliant.

Mi sia consentito ricordare, tra i tanti che non ci sono più, l’On. Nino Sospiri, l’amico di lotta politica Avv. Vittorio Campobassi e il Sen. Nevio Felicetti, il compagno d’infanzia più grande che mi portava al Cinema Pomponi.

Doverose infine le mie scuse e l’espressione del mio rammarico da quanti si sono sentiti offesi o trascurati.

Ovidio, duemila anni fa, nelle sue Metamorfosi, mirabilmente sintetizzava: “non saremo domani quelli che fummo ne quelli che siamo”. Adesso tutto è più veloce e alla mia età mi sento sempre più fuori tempo. Per questo mi fermo. Con alcune necessarie puntualizzazioni.

IL SILENZIO ASSORDANTE dei quotidiani locali sulle mie iniziative mi ha costretto a diffondere il mio pensiero attraverso depliants, spedizioni, volantinaggio e cassettaggio. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti da 64 anni non commento il comportamento dei miei colleghi: Aquilae non captant muscas.

I cittadini che mi fermano per strada e mi stringono con affetto la mano mi gratificano e mi commuovono. Per me va bene così.

I problemi che ho posto, le soluzioni che ho suggerito sono ancora all’ordine del giorno di una città che barcolla - come denunciano le Confederazioni degli industriali, dei commercianti, degli artigiani - nonostante che il Signore l’abbia fatta nascere a riparo dei terremoti che anche in Abruzzo hanno infierito ai suoi confini, seminando rovine e lutti che ricordiamo commossi.

Con il Barone rampante di Italo Calvino, il mio saluto ai concittadini di Pescara: “anche per chi ha passato tutta la vita in mare c’è un età in cui si sbarca”

Raffaele Delfino

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