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Il PD fugge dal consiglio comunale per non votare l'annullamento dei sequestri di bici

| di Gruppo Consiliare Forza Italia Pescara
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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“Maggioranza Pd in fuga oggi dal Consiglio comunale per non dover votare l’ordine del giorno con cui il centro-destra ha chiesto l’immediato annullamento in autotutela di tutti i sequestri di bici, e delle relative sanzioni, avvenuti nei giorni scorsi ai danni di malcapitati pescaresi sulla riviera di Pescara. Al momento del voto la maggioranza ha pilatescamente fatto mancare il numero legale, fra l’altro lasciando col cerino acceso in mano il Presidente del Consiglio, Francesco Pagnanelli, che ha anche votato a favore. Ovviamente il documento tornerà in aula alla prossima seduta del Consiglio, ma è evidente che il non-voto odierno è comunque una chiara presa di posizione del Pd e di tutto il centro-sinistra contro la città, una maggioranza di sinistra forte con i deboli e debole con i forti, esattamente come il sindaco Alessandrini, capace di dimostrare rigore intransigente nel far rimuovere e sequestrare le bici dei poveri pescaresi che hanno avuto la pessima idea di raggiungere le nostre spiagge sulle due ruote, parcheggiandole, purtroppo, sulle aiuole del lungomare, a fronte di una carenza evidente di rastrelliere. Peccato si tratti della stessa maggioranza che finge di non vedere la distesa delle bancarelle abusive di merce contraffatta degli extracomunitari, sempre sulla riviera, e che oggi si è approvata la variazione di bilancio per finanziare i lavori di realizzazione del nuovo mercatino sotto il tunnel ferroviario, chiaramente una cambiale del sindaco per tenersi in maggioranza Sinistra Italiana. Ovviamente non molliamo la presa: attenderemo la prossima seduta consiliare costringendo tutta la maggioranza a venire allo scoperto su un tema tanto caldo”.

Lo ha detto il Vicecapogruppo di Forza Italia al Comune di Pescara Vincenzo D’Incecco, che stamane ha portato in  aula il documento.

“A Pescara è in atto un vero rovesciamento di valori e priorità – ha sottolineato il Vicecapogruppo D’Incecco -. A Pescara puoi vendere abusivamente borse, cappelli, cinture e ogni altro materiale rigorosamente taroccato, occupando intere fette di marciapiede della riviera nord, senza chiedere né tantomeno pagare alcuna imposta per l’occupazione del suolo pubblico, e non accade nulla, pur violando palesemente un’ordinanza sindacale. A Pescara puoi dormire in pieno centro sotto i porticati o fare schiamazzi sino all’alba in piazza Muzii, sotto le abitazioni di cittadini che lavorano, e non accade nulla, pur violando un’ordinanza sindacale, non avverrà mai che un sindaco ordini di interrompere quelli che sono evidenti problemi di ordine pubblico. A Pescara però non puoi lasciare la bici attaccata a un albero o a un palo, perché te la sequestrano in tempo reale e ti comminano una sanzione pesantissima, perché hai violato un’ordinanza sindacale che ti vieta di parcheggiare le bici sulle aiuole rifatte sulla riviera nord. Giustissimo, una vera ‘battaglia di civiltà’, peccato che le bici sequestrate si trovassero sulle aiuole dinanzi alle quali c’erano anche gli extracomunitari a vendere merce contraffatta, e peccato che, mentre scattava la confisca delle bici, gli agenti e gli amministratori di maggioranza non si siano accorti dei venditori extracomunitari abusivi, rimasti ad assistere divertiti alle operazioni di rimozione delle bici, mentre le loro bancarelle abusive non le toccava nessuno. Non esitiamo a definire paradossale il comportamento di un sindaco che è diventato ‘imbarazzante’ per la città. Riteniamo infatti che, nel far rispettare le norme di buon comportamento, ci debba essere una scala di priorità e senza dubbio riteniamo che garantire l’ordine pubblico in una città che oggi versa nel caos più completo sia molto più urgente del disturbo ‘visivo’ determinato da una bici lasciata accanto a un albero. I bagnanti non vogliono guardare le aiuole, vogliono potersi fare il bagno in un mare su cui esistono troppe perplessità oggi, e le cui condizioni di salute sembrano tutt’altro che sane. La verità – ha proseguito il Vicecapogruppo D’Incecco – è che rimuovere 18 bici ha consentito di fare cassa facilmente a un’amministrazione che sperpera soldi pubblici a destra e manca in concertini, lustrini e paillettes. Ovviamente non possiamo condividere l’azione repressiva voluta dal sindaco Alessandrini: alla Polizia municipale andava raccomandato un atteggiamento prudenziale e preventivo, più che repressivo, ovvero gli agenti avrebbero dovuto girare la riviera a piedi già dalle prime ore del mattino per impedire ai cittadini di parcheggiare il mezzo a due ruote accanto a pali e alberi, e non aspettare che commettessero la violazione per poi intervenire. E magari avrebbero potuto e dovuto far liberare le rastrelliere costantemente occupate dai rottami delle bici abbandonate cui manca ora il sellino, ora le ruote, ora altri pezzi. Per tale ragione ho proposto un ordine del giorno chiedendo al sindaco di annullare in autotutela i sequestri e le sanzioni comminate, per riorganizzare il servizio e dimostrare finalmente buon senso nella gestione della città. Al momento del voto, però, appena dopo aver approvato l’ennesima delibera a favore dei venditori ambulanti extracomunitari, ovvero la variazione di bilancio per finanziare i lavori di allestimento del mercatino loro riservato sotto il tunnel ferroviario, il centro-sinistra è letteralmente scappato dall’aula, sperando forse di evitare l’imbarazzo nei confronti dei pescaresi: solo 9 i consiglieri in aula, a votare a favore io e Marcello Antonelli per Forza Italia, il Presidente del Consiglio Pagnanelli, e il consigliere Pd Natarelli; ha votato contro il giovane consigliere Pd Emilio Longhi; non hanno votato i consiglieri di maggioranza Lola Berardi, Giuseppe Bruno, Marco Presutti e Scurti. Un segnale politico chiaro alla città: i pescaresi, secondo la maggioranza Pd, dev’essere vessata e tassata, perché poi i soldi tirati fuori dalle tasche dei pescaresi, servono ad alimentare il mercato degli extracomunitari sotto il tunnel ferroviario, il messaggio è chiaro. L’Ordine del giorno tornerà in aula alla prossima seduta, e lì vedremo chi si darà alla fuga”.

Gruppo Consiliare Forza Italia Pescara

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