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Il disinteresse delle amministrazioni comunali verso la pineta D'Avalos è incomprensibile ed inaccettabile

| di Archeoclub Pescara
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Uno scorcio della Pineta dannunziana

Incomprensibile ed inaccettabile risulta  il disinteresse dimostrato da varie amministrazioni comunali nei confronti del verde pubblico e del suo più prezioso gioiello: la pineta D’Avalos, che, sottoposta a vincolo con D.M. del 1965, dopo l’acquisizione al comune nel lontano 1975, aveva poi  subito da varie amministrazioni una serie di dannosi e  sciagurati interventi successivamente solo appena mitigati dall’istituioneimpediti dall’istituzione su  una parte dell’area, nell’anno 2000,  della la Riserva Naturale Pineta Dannunziana.

Per quest’ultima  è gravissimo il fatto che il Piano di Assetto Naturalistico non sia  stato ancora approvato dopo 17 anni dalla istituzione dell’area protetta e nonostante che  esso sia  pronto  già da 10 anni e tenuto poi imperdonabilmente  chiuso in un cassetto dalle varie amministrazioni comunali succedutesi nel tempo.

La notizia di una sua prossima revisione con tempi inspiegabilmente lunghi è ora  motivo di allarme e  forte preoccupazione essendo noti il degrado crescente che tutta l’area sta subendo ed  i forti appetiti speculativi che l’ interessano nell’immediato intorno..

Altrettanto grave e confermativo di una politica ambientale quantomeno pressapochista e  superficiale, è il fatto che in tanti anni non si sia mai voluto nominare il direttore della Riserva né un Organismo di Gestione  della stessa e un Comitato Scientifico Consultivo.

Eppure il suo valore naturalistico, storico ambientale e sociale con la sua ricchissima flora che ammonta a ben 345 unità, tra cui endemismi pregevoloi come il Verbascum Miveum subvarietà garganicum sull’orlo oramai dell’estinzione. Stiamo parlando dell’ ultimo relitto dell’antica estesissima pineta litoranea  che ricopriva in antico tutta la nostra fascia costiera, e che  è estremamente vulnerabile essendo  inserita in un ambiente fortemente antropizzato.

Per questi motivi essa  richiederebbe ancor più cura ed attenzione rispetto a quanto finora prestatole.

Ma è tutta l’area della Pineta che ci preoccupa: piante autentiche e rare tipiche delle dune, quali il   Pancratium Maritinum  ( comunemente noto come il Giglio delle Dune) ed il Ravastrello sono a rischio di sparizione per la mancata vigilanza relativa al  piano spiaggia che impone, invece, una fascia di rispetto di cinque metri dai confini lungo tutta la perimetrazione.

Quanto all’edilizia, dopo  una grave violazione perpetrata con la complicità comunale su viale  Primo Vere ( lungomare sud ) e per la quale è ancora in corso da molti anni un procedimento penala provocato  solo per  iniziativa  privata e di associazioni ambientaliste, vediamo apparire in via Figlia di Iorio un progetto che prevede la demolizione e l’ampliamento ( cosa, quest’ultima, esclusa dalla Variante al P.R.G. del 2006, fortemente rivolta alla salvaguardia storica, che definisce il quartiere: "Sottozona B.1 – Conservazione). di due villini di proprietà di un noto mprenditore.

Inoltre, una delle costruzioni liberty più note e qualificanti, il “ Villino La Porta” presenta allarmanti condizioni di abbadono e graduale degrado .

Il Regolamento di Tutela del Verde Urbano, promulgato nel lontano 2007,deve ancora essere attuato, in particolare nel  suo art. 4 che prevede la nomina della Commissione per il Verde.

Eppure, dopo il noto braccio di ferro intercorso fra associazioni ambientaliste ed amministrazione pubblica in occasione dei tagli di numerosi alberi dalla stessa previsti l’anno scorso,  sembrava essersi  poi instaurata una collaborazione fattiva e foriera di risultati estremamente proficui per la città con l’indizione di alcuni tavoli di incontro, scambio e confronto.

Improvvisamente tutto questo si è immotivatamente interrotto e gli impegni assunti dall’amministrazione comunale sono stati disattesi.

Vogliamo ricordare e sottolineare che un buon piano per il verde, una gestione intelligente e seria delle risorse verdi della città costituiscono uno dei sistemi migliori per combattere l’inquinamento e contrastare l’eccesso di calura estiva.

Dobbiamo purtroppo verificare che questi elementari concetti sono assolutamente estranei a troppi comuni abruzzesi i quali, fra l’altro, si continuano a contraddistinguere per dannosissime potature selvagge effettuate senza alcuna professionalità.

Chiediamo, quindi, che:

  • venga immediatamente approvato il Piano di Assetto Naturalistico ed eventuali suoi “aggiornamenti” il cui annuncio ci allarma non poco;
  • vengano immeditamente nominati il direttore della Riserva, l’Organismo di Gestione ed il Comitato Scientifico Consultuvo della stessa senza influenze di ordine politico ma basando la scelta esclusivamente sulle competenze e le professionalità dei soggetti;
  • vengano fatte rispettare le norme relative al piano spiaggia affinche si possa ricostituire una fascia naturalistica che consenta alle piante autoctone di riprodursi;
  • su tutta la  zona sia effettuato  un rigoroso controllo e rispetto delle norme urbanistiche  e dei vincoli esistenti;
  • venga immediatamente nominata la Commissione per il Verde attuando, finalmente, il regolamento che il Comune stesso si è dato e che per primo non sta rispettando;
  • venga ricostituito il tavolo di confronto ed incontro fra associazionismo competente ed amministrazione comunale nell’interesse dellà città di Pescara;
  • nel bilanci annuali del Comune di pescara vengano previste somme Adeguate ad una svolta decisiva nella politica del verde pubblico

Archeoclub Pescara

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