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La congiura del silenzio di Pescara

| di On.le Raffaele Delfino
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Mi affido alla comprensione dei miei concittadini per queste lettere aperte che ho scritto periodicamente nel corso di quest’anno. La vita non è facile. Per molti è difficile. Ognuno ha i suoi problemi da fronteggiare ed altro a cui pensare prima che alle esigenze della collettività.

Avrei evitato di scrivervi se Il Centro, Il Messaggero, La RAI, Rete8 avessero dato una minima notizia, anche critica, delle mie proposte e iniziative per la nostra città.

La mia è stata pertanto una risposta alla congiura del silenzio imposta dai padri predoni di Pescara ed eseguita da servitorelli sciocchi che quando vengono allontanati invocano la liquidazione delle competenze. Io invece, nell’interrompere questo dialogo con i miei concittadini, invoco la clausola di opportunità: siamo ormai in campagna elettorale e voglio evitare interpretazioni equivoche dei miei messaggi. Quando sono stato candidato mi avete eletto cinque volte Deputato al Parlamento e sette Consigliere Comunale. Continuare a occuparmi della nostra città e del nostro Abruzzo, nei limiti che il calendario della vita mi impone, lo sento pertanto come un dovere. Per l’ultima volta, anche ripetendomi, vi invito a riflettere almeno su due problemi: l’Area di Risulta Ferroviaria e il nuovo Stadio. Anche se, purtroppo, parlare di stadio dopo l’eliminazione dai mondiali è come parlare di corda in casa dell’impiccato.

AREA DI RISULTA

A chi non ha altro da proporre che cambiarne, dopo sessant’anni, la denominazione in quella di Parcheggio Centrale, ricordo che nel dopoguerra Pescara era chiusa in una cintura di ferro ferroviaria con i passaggi a livello che chiudevano la Tiburtina e la Statale Adriatica otto ore al giorno per il passaggio dei treni e le manovre di stazione. Il Ministro dei Trasporti Angelini proponeva la realizzazione di sottopassaggi o cavalcavia. Ma il Consiglio Comunale di Pescara il 30 novembre 1959 approvò il mio ordine del giorno che respingeva tale proposta e reclamava l’arretramento e la sopraelevazione degli impianti ferroviari il cui “progetto prevede la liberazione di notevoli aree di risulta valutabili su tre miliardi”: è l’inizio della denominazione Area di Risulta. Il Sindaco Antonio Mancini e l’On. Delfino il 3 dicembre iniziano la trattativa al Ministero dei Trasporti e il successivo 12 dicembre la Commissione Trasporti della Camera dei Deputati approva un emendamento presentato dagli onorevoli Raffaele Delfino, Giulio Spallone, Remo Gaspari (MSI, PCI, DC) che stanzia il primo miliardo per lo spostamento e sopraelevazione degli impianti ferroviari di Pescara nell’ambito del Piano decennale delle Ferrovie.

Pescara è una città giovane: perché cancellarne già la storia?

Successivamente fu il Piano Regolatore del 2002 che stabilì per l’Area di Risulta il potenziamento dell’accessibilità veicolare al parcheggio che dovrà essere assicurata da Nord, da Sud e da Ovest con interventi strutturali sulla viabilità di carattere straordinario e innovativo: il Ponte Flaiano appunto, inserito da me e Angelo Faieta nel PRG.

Uno studio dell’ing. Giovanni Lupone prevedeva, occupando solo tre dei tredici ettari dell’Area, 2000 + 2000 parcheggi a silos a Nord e a Sud. Poi tutto il rettangolo centrale fino al mare pedonalizzato e servito da bus navetta. A questo disegno, della Nuova Pescara e dell’Area Vasta con Chieti, l’assessore Prof. Stefano Matteucci Civitarese, gemello di Luciano D’Alfonso nella Scuderia Toto, contrappone una riduzione dei parcheggi a meno degli attuali 2250, cioè 1900, l’edificazione di palazzi residenziali e commerciali nel centro della città invasa da avvisi di negozi e appartamenti in affitto o in vendita, un mini Central Park (ricordiamo il film Mamma ho perso l’aereo!) al confine di una già pericolosa zona multietnica e, non poteva certo mancare, un ennesimo giochino per il plurincaricatoremunerato Prof. Mattoscio secondo PrimaDaNoi non smentito.

Mi ripeto: una vera e propria follia in abbinata all’idea di cacciare le macchine da Pescara bloccandole in parcheggi di scambio ai confini con Francavilla, Sambuceto, Spoltore e Montesilvano - desertificando il Centro e mandando tutti in bicicletta - invece di farle parcheggiare nell’Area di Risulta. Sulla quale il Professore dovrebbe tacere invece di affermare che “la sua prima sfida è quella della riqualificazione delle aree di risulta dopo trent’anni di attesa”. Studi prima il Professore la storia di Pescara: le aree furono acquistate dall’Amministrazione di centro-destra del Comune di Pescara nel 2002 e difese dall’assalto di D’Alfonso e di Toto. I centri commerciali che con grandi parcheggi assediano le attività storiche di Pescara, ringraziano il grande Professore e preparano per lui una festa di ringraziamento anche perché la Sua riserva di proposte assurde, quali il senso unico di Viale Marconi e la chiusura alle auto di Corso Vittorio, è illimitata. Mentre è colpevole il silenzio del Sindaco, degli Assessori, dei Consiglieri della sua maggioranza.

Ma c’è anche chi parla troppo e, mentre lascia distruggere Pescara dal Professore, si avventura verso il capoluogo: Spunta il sole Canta Gallo e Giacomo Cuzzi monta a cavallo. Lo Statuto Regionale dice che L’Aquila è capoluogo, ma che i più importanti Assessorati hanno sede a Pescara. Giacomo Cuzzi vuole cambiare lo Statuto. Ma lo Statuto lo può modificare solo il Consiglio Regionale. Luciano D’Alfonso dalla Regione al Parlamento e Giacomo Cuzzi dal Comune alla Regione. Dopo la disfatta della nazionale di calcio si è aperta la riffa delle regionali dei pallonari. Dio salvi Pescara, L’Aquila, Chieti e Teramo!

On.le Raffaele Delfino

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