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Sprar: la replica dell'assessore Allegrino a Lorenzo Sospiri

| di Ufficio Stampa Comune di Pescara
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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In merito alla tempistica di approvazione del 'piano di conversione'  che Pescara invierà al Ministero,  le informazioni fornite dall'Assessorato sono basate su contatti intercorsi tra gli Uffici e la Direzione Centrale (e sicuramente non ci vorranno anni). Parlare di invasione incontrollata di profughi nei Cas non é corretto visto che i Cas vengono attivati in seguito a bandi emessi dalla Prefettura.

La possibilità seria e reale di controllare e gestire al meglio (compresa la localizzazione delle strutture) la presenza dei migranti é invece resa possibile da circolari ministeriali che consentono ai Comuni già titolari di Progetti SPRAR (come Pescara) di attivarsi per la 'conversione' dei posti Cas in Sprar,  fino a raggiungere la 'clausola di salvaguardia' (che per Pescara è di 391, questo non perché qualcuno se l'è inventato ma perché esiste un Piano ANCI/Ministero.

Lo Sprar é  un sistema di protezione e accoglienza differente da quello dei Cas, pertanto nessuno "piazzerà" 400 profughi negli Sprar, semplicemente perché i beneficiari degli Sprar non sono i profughi!!

La lettura e la conoscenza delle circolari riportate nella delibera di Giunta, d'altronde, chiariscono qualsiasi dubbio o tentativo di generare Confusione tra Cas e Sprar.  Si ribadisce come il sistema Sprar sia invece di garanzia rispetto alla possibilità della presenza 'illimitata'  di migranti sul territorio comunale proprio in quanto connesso alla 'clausola di salvaguardia'. Proprio la conversione che un ente titolare di Sprar può attivare da la possibilità di controllare e gestire con gara pubblica (compresa la questione localizzazione) la gestione. 

Quindi la conversione determina un maggior controllo e una stabilizzazione del numero dei migranti che possono essere ospitati sul territorio cittadino.  Se già ad oggi a Pescara ci sono circa 300 migranti nei Cas e 50 negli Sprar attivi va da sé che la conversione non porterà altro che benefici. Non si capisce perché una soluzione certa e trasparente spaventi tanto. 

Forse perché non si hanno adeguate conoscenze in materia o non si prospettano soluzioni ma solo timori?

O si preferisce forse lasciare Pescara nella precarieta ed incertezza?

Eppure prima di dire cose inesatte  basterebbe leggere e conoscere le possibilità offerte dalle normative e utilizzare queste ultime per il bene della Città,  dei cittadini e dei seri operatori del Terzo Settore che quotidianamente rispondono ai disagi. Almeno questo è il compito della Politica.

Ufficio Stampa Comune di Pescara

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