Spazio Aperto è uno spazio offerto alla città, alle associazioni, agli enti, a quanti intendono partecipare alla vita sociale e culturale del territorio. Scopri di più.

Il mestiere di giornalista dai social Net work alle Fake news

| di Maria Luisa Abate
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
STAMPA

Mediamuseum di Pescara, 9 luglio, a conclusione delle manifestazioni per il 45 Premio Flaiano, un importante incontro con le giornaliste Gabriella Simoni, Maria Cuffaro e Giovanna Botteri, che ci hanno accompagnato nel tempo con notizie ed informazioni importanti.

Ha presentato l’evento l’avv. Carla Tiboni, Presidente della Fondazione Tiboni, ed ha moderato l’incontro la fotogiornalista Romina Remigio.

Le tre giornaliste sono state premiate con il Pegaso d’oro nell’ambito della manifestazione del 45 Premio Flaiano, tenutasi l’8 luglio, per la loro carriera e per i servizi e programmi che gestiscono sulle reti nazionali.

Avere tre giornaliste di alto livello è stato un avvenimento importante soprattutto per le esperienze e le scelte che hanno fatto e che hanno narrato ai presenti.

“La percezione che le persone hanno di questo lavoro come un lavoro semplice, ma partendo da Giovanni Bottero, come è cambiato il giornalismo? - Ha chiesto Romina Remigio.

“Il mestiere del giornalista è un’esperienza che lo mette in contatto con la realtà vera. Lavorare in una redazione importante su RAI 3, con Cuzzi, com’è stato per l’inizio della mia carriera,- ha detto Giovanna Botteri-, è stato senz’altro una esperienza forte, ma uscire fuori, essere sul campo, come inviato, è allora che veramente il giornalista può dare il meglio del suo mestiere. Raccontare quello che effettivamente succede e portarlo all’attenzione degli utenti è molto importante ed è la vera differenza del lavorare attraverso notizie di agenzie e filmanti non esaurienti. Postare un video o delle foto senza far conoscere il contesto in cui questi sono stati fatti è senz’altro comunicazione, ma non è giornalismo. Il vero giornalismo è entrare nel territorio e conoscere le storie delle persone. Durante la guerra del Golfo, ad esempio, come inviata, ho potuto constatare la verità su alcuni avvenimenti accaduti sul posto come la distruzione dell’ospedale a Bagdad. La cosa che aiuta sempre è il racconto fatto attraverso la storia delle persone che ti dà la possibilità di vedere la realtà di gente”

Gabriella Simoni, giornalista di Mediaset, ha parlato dell’importanza dell’informazione trasmessa dal giornalista che non è paragonabile a ciò che viene pubblicato quando chiunque posta informazioni sul web e sui social media. Tutti possono fare un filmato, durante un evento, ma quello rimane è sì un documento, ma non certo è una notizia. La vera notizia la trasmette il giornalista che prima la verifica. Non è dunque postare qualchecosa che fa di una persona un giornalista. Molto spesso si scambia la propaganda per la verità, specialmente in questo momento, dove le immagini e le notizie corrono sugli schermi di tutto il mondo.

Ognuno può esprimere il proprio punto di vista, ma la figura del giornalista è importante perché verifica la notizia e la trasmette non come propaganda ma come informazione vera.

“Raccontare tante storie, -ha detto Gabriella Simoni-, è stato difficile perché le persone ci chiedevano se quello che trasmettevamo era propaganda politica e se ci schieravamo politicamente. Raccontare la povertà è stato difficile. Per conoscerla bisogna entrare nella vita di chi ha perso il lavoro, la famiglio la case e vive per strada di carità”.

Alla domanda di quanto pesi e di come sia cambiato il giornalismo dopo l’avvento dei social media, le tre giornaliste hanno parlato dell’importanza di avere notizie immediate, ma, hanno confermato che, il giornalista ha l’obbligo della verifica della notizia che non è solo la libertà di informare, ma di farlo con chiarezza percorrendo la strada della verità.

Maria Cuffaro ha parlato della sua trasmissione che porta le persone nel mondo in pochi minuti.

“In questo momento,-ha detto Maria Cuffaro,- dobbiamo occuparci non solo dell’Italia e importante dare notizie dal mondo dando loro pari dignità”

Un altro argomento trattato dalle giornaliste è stato quello relativo alle notizie a senso unico che arrivano dai Paesi in guerra e, come ha dimostrato una giovane fotografa, non esiste solo la guerra e le tragedie, ma continuano ad esistere le persone e i popoli con le loro attività e tradizioni. Ed è stata proprio questa giovane fotografa che ha avuto il coraggio di andare oltre alla cronaca tragica giornaliera e presentare un bel reportage sui saltimbanchi dimostrando la vera vita del territorio.

La denuncia de giornalisti è un baluardo fondamentale, hanno concluso le giornaliste, ci sono ingiustizie che vanno raccontate e bisogna raccontare le contraddizioni senza fare politica.

Maria Luisa Abate

Contatti

redazione@pescaranews.net
mob. 320.8428413
Accedi Invia articolo Registrati
Cittanet
Questo sito utilizza cookies sia tecnici che e di terze parti. Continuando la navigazione acconsenti al loro utilizzo - Informativa completa - OK