Pettinari condannato per diffamazione. Dovrà risarcire D'Alfonso con 50mila euro

| di la redazione
| Categoria: Attualità
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Domenico Pettinari, consigliere regionale del M5S dovrà risarcire l'ex presidente della Regione, Luciano D'Alfonso, con 50mila euro (su 200mila richieste) e il pagamento delle spese legali.

La condanna, emssa dal giudice Marco Bortone del tribunale di Pescara, è arrivata dopo la richiesta di risarcimento fatta da D'Alfonso per le dichiarazioni di Pettinari in merito alla vicenda dell'acquisto del palazzo della Asl di via Rigopiano il quale, secondo il consigliere del M5S, sarebbe stato pagato il triplo del suo valore.

La sentenza del giudice Bortone riporta che le dichiarazioni di Pettinari

“non appaiono pertinenti allo scopo informativo da conseguire, improntate a serene obiettività almeno nel senso di escludere il preconcetto intento denigratorio e a leale chiarezza e corretta manifestazione delle proprie opinioni”.

e inoltre

“gli argomenti usati non possono essere considerati mera critica della condotta dell’avversario politico, apparendo invece essere stati mirati soltanto ad evocare l’indegnità della sua persona e delle modalità di esercizio delle sue funzioni pubbliche”.

In sostegno a Pettinari si schierano i portavoce del M5S Abruzzo che prendono atto della condanna pur non condividendola e annunciando il ricorso fino alla Cassazione:

"Pieno sostegno dei portavoce del M5S Abruzzo al collega Domenico Pettinari, che si trova a dover risarcire l'ex Presidente D'Alfonso, solo per aver svolto con abnegazione e determinazione il suo lavoro.

Prendiamo atto della sentenza, ma non ne condividiamo affatto il contenuto. Ricorreremo fino in Cassazione per vedere riconosciuta la possibilità da parte dei rappresentanti democraticamente scelti dal popolo di poter denunciare gli sperperi di denaro pubblico.

Abbiamo fiducia nella giustizia e siamo certi che questa prima sentenza non rappresenti una volontà della magistratura di mettere un bavaglio alle opposizioni e al lavoro di sindacato ispettivo di tutti i consiglieri regionali. Sarebbe un precedente troppo pericoloso che non può lasciare indifferenti organi ed esponenti politici di ogni schieramento".

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