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Ricomincia l'abbattimento degli alberi a Pescara

| di Italia Nostra Pescara
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Nella città di Pescara sono iniziati interventi di “messa in sicurezza” degli alberi attraverso potature e abbattimenti.

Non si può non essere d’accordo nell’abbattere gli alberi pericolosi e nel “curare” gli alberi con interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. Ma bisogna chiarire i termini.

Le potature sono degli interventi di manutenzione ordinaria e non rientrano nelle emergenze; viceversa l’abbattimento di un albero è chiaramente un’azione di emergenza.

Nell’ultima Commissione del verde del 3 dicembre scorso, quando il tecnico del Comune ha presentato il “piano delle potature” come interventi d’urgenza per “salvare” i lecci di Pescara, sono state richieste delle spiegazioni sulle modalità d’intervento, è stata di nuovo richiesta l’istituzione della Consulta del verde, peraltro prevista dal Regolamento del Verde.

Le forze politiche sembravano tutte d’accordo nel rimandare l’approvazione del piano alla successiva Commissione, che ci sarà lunedì 17 alle otto e mezza di mattina.

Invece si sta già procedendo secondo una linea evidentemente predisposta e non più discutibile.
Non si capisce come mai tutti gli uffici comunali (dall’urbanistica al sociale) sono affiancati e consultano delle commissioni esterne, partecipate, mentre l’ufficio del verde pubblico non ce l’ha e non la vuole istituire. Risulta però che sia in atto una convenzione con l’Ordine degli agronomi e forestali che è ente rappresentativo di categoria; in quanto tale, oltre a non esaurire gli spazi della partecipazione non può esprimere un punto di vista univoco, dovendo rappresentare tutte le posizioni tecniche e scientifiche dei suoi associati.

Quindi il Comune di Pescara continua a intervenire drasticamente con abbattimenti e potature, senza una consulta tecnica e scientifica e senza un’analisi critica degli evidenti “errori” che, quantomeno, sia pubblica e discutibile.

Eppure è sotto gli occhi di ogni cittadino, anche se non esperto, lo stato di abbandono delle aiuole, lo stato seccaginoso dei lecci, con molti alberi ormai seccati e dalla disarmonica conformazione della chioma. Sul lungomare, chiunque può notare il fusto cavo e marcio delle tamerici secolari, rovinate per le frequenti ed energiche capitozzature cui sono state sottoposte; così come i pini con chiome ridotte e rade per le eccessive potature ed ormai al collasso; i tigli dal fusto “scortecciato” più che potato.

Vorremmo aggiungere, inoltre, gli alberi che cadono, anche dopo essere stati “attenzionati” cioè sottoposti a valutazione di stabilità, com’è accaduto per il pioppo precipitato tempo fa su di un’automobile, ferendo una cittadina.

Certamente si può decidere di abbattere tutti gli alberi e cancellare per sempre il patrimonio arboreo della città, che oggi è ancora così bello, grazie alla presenza del pino d’Aleppo dal naturale e solido “portamento contorto”; si può decidere di impiantare alberature “usa e getta” che ogni 15-30 anni vengono tagliate e ripiantate, innalzando il costo di questi impianti e rinunciare alle numerose “funzioni ecosistemiche” che il patrimonio arboreo storico svolge.

Ma noi riteniamo che questa strada sia dannosa per la città.

Chiediamo al Comune di fermarsi, di mettere a disposizione i dati da cui parte ed il disegno che persegue; di costruire un’analisi qualificata, seria, professionale, condivisa e partecipata, con i cittadini e le associazioni; di coinvolgere gli enti scientifici e tecnici e di ascoltare le personalità note per la loro grande cultura ambientale di cui anche la città di Pescara dispone.

Soprattutto chiediamo di dare continuità al metodo partecipativo, alla trasparenza delle scelte, alla ricerca di apporti specifici mediante la istituzione della prevista Commissione per il verde, dove impostare le linee strategiche di intervento su questa preziosa risorsa cittadina.

Italia Nostra Pescara

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