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La riserva dannunziana chiusa da 4 mesi. Quando si potrà tornare oltre i cancelli?

| di Pescara Mi Piace
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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“Era il 16 ottobre 2018 quando il crollo di un pino ha determinato la chiusura al pubblico dell’intera riserva dannunziana per effettuare verifiche sulla stabilità di tutte le piante presenti. Da allora sono trascorsi ben 4 mesi e i cancelli della pineta, il più imponente polmone verde situato nel cuore di una città, restano tristemente chiusi, rendendo tutti i lotti inaccessibili, né è possibile sapere quando le famiglie, i bambini o gli anziani, potranno tornare a trascorrere il proprio tempo libero nell’area. Voci di corridoio parlano della necessità di abbattere oltre 140 alberi, una vera e propria carneficina di piante che nessuno, peraltro, potrà verificare avendo chiuso la riserva stessa al pubblico, l’ennesimo esempio di incapacità amministrativa di un sindaco, Alessandrini, inadempiente su tutti i fronti. Attenderemo le elezioni: subito dopo, se entro qualche giorno non vedremo atti concreti nell’area, organizzeremo una protesta cittadina affinchè quel polmone verde venga restituito ai suoi proprietari, ossia ai pescaresi”.

Lo ha denunciato Armando Foschi, promotore dell’Associazione ‘Pescara – Mi piace’.

“Nei giorni scorsi la nostra Associazione è stata contattata dai residenti dell’area della pineta, famiglie con bambini in tenera età, ma anche anziani del quartiere, persone che sono abituate a frequentare la riserva naturale, a leggere un libro seduti su una panchina in riva al laghetto, o comunque a godersi qualche raggio di sole all’aria aperta. Tutto questo è impossibile dallo scorso 16 ottobre – ha ricordato Foschi – ossia da quando un singolo pino è crollato a terra facendo scattare l’allarme in tutti i comparti e inducendo il sindaco Alessandrini a firmare un’ordinanza di chiusura della riserva sino a quando non fossero stati eseguiti tutti i controlli di stabilità, gli ennesimi, su tutte le piante esistenti. Un lavoro sicuramente enorme, ma che, d’altro canto i tecnici agronomi comunali hanno affidato all’esterno per velocizzare le procedure. E allora abbiamo atteso un mese, poi due, poi tre, siamo arrivati a quattro mesi con la riserva chiusa, ma di riaprire l’area al pubblico non c’è alcuna intenzione. Voci di corridoio parlavano della necessità di abbattere addirittura 140 alberi, dato che non è stato confermato da nessuna parte, quindi a oggi non sappiamo se le verifiche siano state o meno eseguite ed eventualmente quali siano stati gli esiti, che dopo quattro mesi devono essere pronti, non sappiamo quanto ha speso la città per quei controlli, e soprattutto non sappiamo né se gli alberi dovranno essere abbattuti, né se verranno conservati, né quando la riserva dannunziana tornerà accessibile al pubblico. Sulla vicenda, al solito, il Pd, il sindaco Alessandrini e l’assessore-flop delegato Marcheggiani hanno fatto scendere un vergognoso silenzio, sperando di tirare a campare fino a maggio quando, finalmente, i pescaresi faranno levare loro le tende a colpi di voto. Bene, oggi togliamo ogni speranza al primo cittadino: oggi l’Associazione ‘Pescara – Mi piace’ chiede ufficialmente di sapere dal primo cittadino quando ha intenzione di riaprire al pubblico la pineta dannunziana, una riapertura che, fra l’altro, potrebbe avvenire anche per lotti progressivi, ovvero man mano che c’è la messa in sicurezza delle singole aree si può permettere il ritorno dei cittadini. Se entro pochi giorni non otterremo una risposta convincente – ha annunciato Foschi – informeremo la Commissione Vigilanza della vicenda e soprattutto organizzeremo una manifestazione di protesta mostrando alla città la vergogna del sindaco Alessandrini”.

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