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25 Aprile 2019, la Festa di liberazione dal nazifascismo a Pescara secondo l'ANPI, le Istituzioni e la società civile cittadine

Comunicato ANPI Comitato provinciale "Ettore Troilo" e Programma delle iniziative

| di Giovanni Dursi
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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25 Aprile 1945 – 25 Aprile 2019

«Mio figlio si chiama Aldo. Il nome che porta ricorda uno zio di sua madre che, giovanissimo, dalla Calabria, si recò in Valdossola per combattere il nazifascsismo.

Nel 1944 l'Ossola era teatro di una dura guerriglia tra i partigiani e gli uomini della Repubblica sociale italiana. Situazione critica. Il 6 Settembre i partigiani ossolani occuparono Omegna, catturando un autoblindo; in seguito, lo scontro si spostò a Gravellona Toce, dove si combatté ininterrottamente in modo sanguinoso per tre giorni.

Il partigiano Aldo, la mattina del 12 Settembre - nonostante la superiorità di armamenti delle forze della RSI e dei tedeschi – insieme ai suoi compagni d'armi assaltò vari capisaldi nazifascisti; durante un attacco furono costretti a ritirarsi a causa del pesante fuoco nemico.

Il rumore dei proiettili sempre più intenso, non ha impedito ad Aldo di udire la voce di un compagno ferito; immediatamente, si voltò indietro, tornò sui suoi passi, sollevò il corpo del partigiano mettendoselo sulle spalle e dileguò verso la boscaglia. Ad un tratto, furono raggiunti entrambi alle spalle da una mitragliata»

 

La Resistenza è stato il punto più alto raggiunto nel nostro Paese da quella parte del popolo italiano che seppe reagire, per un impulso pre-politico, morale, alla tragedia del regime fascista.

Da essa derivano le principali conquiste dei diritti civili, in campo, sociale ed economico, quelle che, ancora oggi, si tenta senza sosta di eliminare, dalla metà degli anni ‘70 del secolo scorso.

Da essa deriva un patrimonio di insegnamenti per riprendere il cammino interrotto dalla società civile a causa di una deriva regressiva dell'assetto democratico dell'Italia che oggi trova, in alcune forze politiche, esplicita volontà di mettere in discussione le libertà democratiche di tutti i cittadini presenti sul territorio, come esse sono garantite dalla Costituzione della Repubblica italiana.

La Resistenza ha vinto sul nazifascismo grazie al legame fra gli italiani antifascisti e le forze politiche democratiche. Grazie alla lotta antifascista, operando per decenni nell’illegalità, subendo continui arresti, affrontando la censura e il Tribunale Speciale, gli antifascisti hanno saputo legarsi strettamente alle classi subalterne e hanno fatto della mobilitazione popolare la forza che ha saputo rovesciare il nazifascismo.

La Resistenza ha vinto grazie al ruolo assunto dalla classe operaia che nelle fabbriche (con gli scioperi e il sabotaggio della produzione bellica), nelle città (con i GAP e le SAP) e sulle montagne, arruolandosi nelle brigate partigiane, è stata la colonna portante della sollevazione decisiva.

Il Fascismo fu la dittatura terroristica, aperta e dispiegata, voluta da industriali e latifondisti; il regime fascista, però, non ha potuto sottomettere definitivamente la classe operaia e le masse popolari, perché per imporre il suo dominio avrebbe avuto necessariamente bisogno o del sostegno o della passiva sopportazione dei cittadini. La Resistenza ha vinto perché la rassegnazione è venuta meno ed i cittadini hanno conquistato irrevocabilmente la libertà.

Per un nuovo 25 aprile ! Operai, lavoratori, disoccupati, giovani: c’è bisogno della mobilitazione di tutti per la difesa della Costituzione della Repubblica italiana !

Ognuno può dare e deve dare il suo contributo per difendere e rafforzare l'edificio della democrazia italiana !

La Resistenza vince quando i cittadini democratici si organizzano, si coordinano in modo solidaristico, si ribellano ad ogni sopruso, mettendo al centro l'impegno per i principi, i diritti ed i doveri sanciti dalla Costituzione della Repubblica italiana.

Pescara, 25 Aprile 2019

Giovanni Dursi

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