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A Caramanico come a Pescara, una sola voce: I neofascisti non li vogliamo !

Ancora violenze neofasciste nel pescarese - Dichiarazione del candidato Consigliere di Coalizione civica per Pescara

| di Giovanni Dursi
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Le tendenze che caratterizzano la contemporaneità politica in Abruzzo e nel resto del Paese sono i rigurgiti di violenza squadristica. Gli esaltati neofascisti ed esaltatori del cosiddetto “uomo forte” ritornano all'origine di prassi fasciste perché i loro programmi non vengono efficacemente contrastati da altre idee e da altre pratiche politiche, sociali ed economiche. Si tratta di non consegnare le periferie sociali alla destra sciovinista e xenofoba e di combattere per la riaffermazione del progetto per una società italiana antifascista.

Certo, quello che capita a Pescara (apertura di una sede elettorale di CasaPound Italia) e l'aggressione al Circolo ARCI di Caramanico sono fatti che travalicano i confini regionali per inserirsi in un itinerario altrettanto grave e preoccupante che non va guardato solo con inquietudine, bensì affrontato in maniera militante per arginare e soffocare – tempestivamente – l'insieme di atti criminali per loro natura anticostituzionali.

Il monopolio della forza da parte dello Stato, sotto l'egida antifascista e democratica, è uno dei presupposti della tenuta delle società umane. Se questo monopolio viene disatteso o adoperato a fini di parte, ignorando i principi fondamentali della democrazia costituzionale si va verso la manipolazione autoritaria del conflitto sociale e politico generata dalla connivenza di forze politiche governative e gruppi di facinorosi resosi – come nel passato stragista – disponibili a fungere da manovalanza criminale.

Occorre un impegno totale dello Stato – senza ambiguità - contro la virulenza neofascista. La sottovalutazione, che sembra ancora perdurare, dei fenomeni di violenza da parte delle Istituzioni rischia di produrre effetti pericolosi per i cittadini europei.

Il precedente cammino della democrazia non può essere denigrato e messo in discussione. La deriva xenofoba e neofascista che caratterizza l'attualità del Paese, tollerata dalle forze politiche di ispirazione nazionalista e “moderate” e dal loro linguaggio politico, va combattuta fermamente.

L'arroganza di tutte le forze nostalgiche del Fascismo è insostenibile. Le prepotenze di tali raggruppamenti ovunque in Italia si susseguono quotidianamente e sono legittimate da un processo di crisi dell’assetto democratico e di trasformazione della società e dello Stato che accompagna fenomeni di mobilitazione sociale da parte della “destra revanscista” che sottopone le masse popolari disorientate ad evidenti manipolazioni per fini di consenso politico. Anche nel pescare s'assiste, con profonda indignazione, alle iniziative di CasaPound Italia (organizzazione politica perseguita processualmente e fuori legge costituzionalmente) che ha inaugurato una nuova sede elettorale in un quartiere popolare come se fosse possibile farlo, immaginando la tolleranza democratica come opportunità per riproporre il proprio programma politico antidemocratico, xenofobo, segregazionista, violento, maschilista e liberista. Per queste ragioni, tutte le organizzazioni antifasciste e democratiche pescaresi ed abruzzesi devono scendere in strada per difendere i valori della socialità solidale multietnica, della Costituzione, della libertà e dell’uguaglianza, contro ogni forma di razzismo e violenza.

Per la natura illegale in quanto fascista di CasaPound Italia e simili che violano sistematicamente il dettato della Costituzione e delle leggi Scelba e Mancino, con il concreto rischio che, nel tempo, possa riproporsi qualche forma di indifferenza delle autorità competenti, non si può più perdere del tempo prezioso. Colpisce che, nonostante il Parlamento Europeo abbia approvato una risoluzione che chiede la messa al bando delle organizzazioni neofasciste e neonaziste, venga dato ancora possibilità ad una organizzazione neofascista di propagandare le proprie idee ai cittadini pescaresi e uscire indenni dall'esercizio sistematico della violenza fisica.

L’ANPI e la Pescara antifascista auspichiamo possano vigilare, sulla scorta della piena memoria della resistenza partigiana, sul rispetto della legalità repubblicana. Qualora, come si teme fortemente, vi fossero condotte di esaltazione del Fascismo, l’Associazione dei partigiani e di chi condivide i valori della Resistenza, saranno sollecitate a procedere con azioni di tutela dei diritti ed interessi legittimi dei cittadini italiani democratici.

Consapevoli tutti delle difficoltà economiche, del disagio sociale e delle contraddizioni politiche che attualmente attraversano la società civile, si invita a costituire un solido presidio di permanente militanza antifascista.

Dichiarazione del candidato Consigliere di Coalizione civica per Pescara, Prof. G. Dursi

Giovanni Dursi

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