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Via Pepe, la "dequalificazione" è servita

Alberi abbattuti, marmo riciclato e cemento al posto di mattonelle di pregio

| di Ufficio Stampa Azione Politica
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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“La ‘dequalificazione’ di viale Pepe è servita: una colata di cemento al posto di mattonelle di pregio, l’abbattimento di intere fila di pini storici, l’utilizzo del marmo cadente riciclato dall’ex Tribunale, hanno reso inutili, anzi dannosi, quei lavori che dovevano invece essere l’occasione per dare un’identità straordinaria a un asse gemello di corso Umberto, ma localizzato a Porta Nuova. Non basta: quei lavori, oltre che peggiorare in maniera evidente il look estetico della strada, sono anche in netto ritardo rispetto alla stagione estiva ormai alle porte, privando il quartiere di parcheggi strategici a servizio della spiaggia e rendendo impraticabile l’asse anche ai pedoni. L’ennesima ciliegina su una torta ormai scaduta lasciataci in eredità dal sindaco uscente Alessandrini".

Lo ha detto Berardino Fiorilli, candidato nella lista Amare Pescara-Azione Politica alle prossime amministrative, facendosi portavoce delle critiche e dei disagi di residenti e frequentatori di via Pepe e riferiti al cantiere aperto da mesi e praticamente fermo.

“In via Pepe è tutto da rifare – ha sottolineato Fiorilli -. Dopo aver letteralmente buttato all’aria oltre 530mila euro, la giunta di centrosinistra difficilmente avrebbe potuto studiare un progetto più brutto e inadatto di quello attualmente in corso, dove toccherà alla prossima amministrazione cercare di arginare i danni e salvare il salvabile. Quei lavori dovevano essere l’occasione per completare quello straordinario percorso di riqualificazione di Porta Nuova cominciato nel 2010 dal centrodestra, peraltro disponendo di un fondo di oltre 750mila euro, fondi Terna trovati sempre dal centrodestra. Nel 2014 avevamo lasciato un quartiere in pieno sviluppo turistico, grazie ai lavori di recupero, risanamento e abbellimento realizzati sull’asse della riviera sud, nel tratto compreso tra via Pepe e l’area d’ingresso al Teatro d’Annunzio, e con la fontana della Meridiana, un’opera oggi divenuta attrazione per i turisti e cartolina di Pescara. Il sindaco Alessandrini, quando si è insediato, ha trovato nel cassetto un tesoretto di 750mila euro pronti per continuare l’opera di riqualificazione, opera che ha deciso di spostare su viale Pepe, con un progetto arrivato con un ritardo imperdonabile, novembre 2018, e iniziato ancora più tardi, ossia a fine inverno 2019. Fin qui avremmo anche potuto digerire la cosa, ma mai avremmo pensato che quei lavori, che pure stanno comportando disagi, ritardi e problemi, potessero diventare la ‘dequalificazione’ di viale Pepe. Il 15 marzo è infatti stata approvata una determina di variante al progetto iniziale che ha di fatto stravolto in peggio l’intera iniziativa: in sostanza si è deciso di riciclare su metà marciapiede di via Pepe i lastroni di marmo staccati dalle pareti del Tribunale di Pescara per ‘ragioni di convenienza dell’amministrazione’. Ovvero: il Comune dopo aver tolto quei lastroni ha tentato di rivenderli con un’asta pubblica, non ha trovato acquirenti e a quel punto, non sapendo che farci né come disfarsene, ha deciso di buttarli in via Pepe, eliminando la pavimentazione di pregio inizialmente prevista, quindi via Pepe è diventata la discarica dei materiali di risulta del Comune. Non basta: nella stessa determina – ha proseguito Fiorilli - si legge che sulla fascia di marciapiede adiacente i palazzi, quella che corre sopra il Fosso Bardet, si è eliminata la ‘pavimentazione di pregio prevista’, sostituita, anch’essa, con una colata di cemento nero. Dunque, mentre sull’intero asse di via D’Avalos c’è la betonella, in via Pepe, i marciapiedi riqualificanti sono in cemento e marmo riciclato, peraltro, quest’ultimo, marmo bianco già nero per lo sporco e destinato a rimanere tale per sempre. È evidente che difficilmente la giunta Alessandrini avrebbe potuto fare scelte più sbagliate di quelle compiute, gettando all’aria un’occasione da 530mila euro, scelte che peraltro denotano il completo scollamento tra una parte di città, quella di Porta Nuova, e chi l’ha amministrata dal 2014 a oggi, una giunta che temiamo abbia messo piede in via Pepe solo nel periodo elettorale. A peggiorare quei lavori tanto brutti, c’è anche il ritardo imperdonabile con cui marcia un cantiere-lumaca – ha proseguito Fiorilli -. Come stanno denunciando gli stessi residenti e i titolari delle poche attività commerciali ancora rimaste in zona, ogni giorno nel cantiere non si vedono più di due o tre operai, troppo poco per garantire velocità d’intervento. Ciò significa che i lavori non saranno mai conclusi per metà maggio e che la stagione estiva comincerà con il marciapiedi lato nord impraticabile anche per i pedoni e con il taglio di decine e decine di posti auto a servizio dei residenti, dei potenziali clienti e della spiaggia. A questo punto cominceremo sin d’ora a studiare con i nostri tecnici come poter arginare gli ultimi danni messi a segno da una sinistra inconcludente, incapace e deleteria per la città, una sinistra che si prepara a concludere il proprio mandato amministrativo nel modo peggiore potessimo immaginare”.

Ufficio Stampa Azione Politica

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