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Pagine di diario di un Candidato Consigliere

Impegnarsi per Pescara, in occasione delle Elezioni del 26 Maggio 2019 per il rinnovo del Consiglio comunale

| di Giovanni Dursi
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Caro diario, ti affido una riflessione serale, per qualche ora saltando giù dal frenetico treno in corsa della campagna elettorale che – ho pensato donandomi ancora all'impegno qui a Pescara, dopo decenni vissuti nella città felsinea – voglio sia condotta in modo serio, ma anche divertente. Da ciò che si legge sul web 3.0 o sulla carta stampata, la serietà è scarsa e la piacevolezze inesistente. Pertanto, mi affido a te per riconciliarmi con la razionalità, suprema sintesi etica di entrambe le aspirazioni.

Mi è capitato di rievocare Italy in a Day. Nel docu-film - l’edizione italiana del 2014, curata da Gabriele Salvatores, di un progetto di Ridley Scott – tra i 44.197 video ricevuti, gli oltre 2200 ore di immagini, i 632 video montati, le prime sequenze di immagini sono dedicate a Pescara, nella zona del più grande ponte italiano strallato ciclo-pedonale, definito “del mare”, perché sovrastante la foce del fiume mentre percorre l'ultimo tratto prima di immettersi nell'Adriatico.

La scena è suggestiva: un giovane si narra mentre attraversa nottetempo il lungomare e, oltre il ponte, si dirige verso l'area ex COFA, che oggi, in direzione “Cristoforo Colombo”, apre ad un gigantesco parallelepipedo grigio adagiato sulla battigia ospitante il nuovo Comando della Guardia di Finanza, nell’area dell’ex Motorizzazione sulla riviera di Porta Nuova, accanto al porto turistico e al waterfront di Milia-Mammarella.

La fascinazione delle lampadine multicolori del ponte, vicine e di altre che s'irradiano dai colli della città finalmente silenziosa nell'ora tarda, scaturisce dalla morfologia, dalla fisionomia urbana raccolta tra il maestoso Appennino, sfondo paradisiaco per una rappresentazione antropologica quasi del tutto smarrita, e i giochi d'acqua fluviale e salmastra che riflettono i tremolanti bagliori. In realtà, questi ultimi impattano con quella sorta di mura neofeudali di palazzi a distesa che affievoliscono l'intensità delle luci e impediscono di vedere o intuire dal “ventre” cittadino le onde, al di la di tali ingombranti fortificazioni d'aspetto alveariforme, inibendo altresì l'odore marinaro tipico di ogni località costiera, di salsedine, alghe, pesce, sabbia bagnata.

Pescara privata del mare, del fiume, della prospettiva verso la Majella e il Gran Sasso non è più se stessa. Ecco, l'immagine notturna proposta da Italy in a Day evoca una bellezza compromessa che solo il buio sa dissimulare. La storia urbana di Pescara è storia di una città violata.

Parafrasando Jorge Luis Borges, secondo il quale “il tempo è un fiume che mi trascina, ma sono io quel fiume”, si può dire che non la volontà umana in generale, bensì le volontà politico-amministrative succedutesi al governo della città hanno fatto si che ecomostri soffocassero l'antica Ostia Aterni rischiando di spegnerne, nel corso dello sviluppo, la bellezza paesaggistica e la salubrità. Speculazione edilizia ed affarismo sono stati i veleni disseminati nel corpo sociale durante il Novecento. Tuttavia, le “terapie delle inchieste” ed anche delle sentenze passate in giudicato che sanciscono l'incontrovertibilità del verdetto non sono sufficienti a guarire dal male, soprattutto se l'ordinanza di abbattimento viene diluita da “sanatorie” di fatto.

Penso che si debba ripristinare l'equilibrio tra la vocazione territoriale (tradita dai più) e l'innovazione sostenibile (usando strumenti quali le “istruttorie pubbliche” ed il “bilancio partecipativo”) creando le condizioni strutturali per la qualità della vita dei residenti proprio andando alla radice di un impianto urbanistico che sia connesso ad un “Piano dei e per i cittadini”, garante di inclusione sociale e del miglioramento degli spazi vita.

Tale Piano, mediante l'incrocio di una serie complessa di fattori (costituzione geologica, elementi geomorfologici, quota, microclima ed altri caratteri fisico-geografici, vegetazione espressioni materiali della presenza umana ed altri), dovrà individuare Pescara come una peculiare “unità di paesaggio” del territorio regionale, rappresentando un ambito territoriale con specifiche, distintive e omogenee caratteristiche di formazione e di evoluzione. Tale “unità di paesaggio” pescarese permetterà di individuare l'originalità locale, di precisarne gli elementi caratterizzanti e consentirà in futuro di migliorare la gestione della pianificazione in ogni settore della vita cittadina.

Sono necessarie le competenze, certo, ma contestualmente fondamentali sono le coscienze a supporto. Come iniziare ? Leggere o rileggere il romanzo breve “La speculazione edilizia” di Italo Calvino (Torino, Einaudi, 1963); caro diario, mi pare una lettura adatta a tutte le età. Leggere è sempre un ottimo inizio.

Prof. G. Dursi, candidato Consigliere di COALIZIONE CIVICA per PESCARA

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Giovanni Dursi

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