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Presidio per la libertà, a Pescara, contro la politica sulla "sicurezza" del Governo

La gabbia repressiva contro le libertà costituzionali si rafforza. L'opposizione sociale e politica, unitariamente, reagisce alla svolta autoritaria dell'attuale Governo

| di Giovanni Dursi
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Oggi a Pescara, ore 21:00, un Presidio per la libertà (vedi link) mentre il Parlamento procede all’approvazione del Decreto Sicurezza bis (il Senato approva con 160 voti a favore; 21 gli astenuti e 57 i contrari; presenti solo 289 senatori su 321). Solo cinque i dissidenti M5s che hanno deciso di non votare la fiducia e di non presentarsi in Aula al momento della chiama. L'approvazione delle legge liberticida è stata agevolata dall'aiuto procedurale arrivato da Fdi e Fi che si sono astenuti (i primi) o non hanno partecipato al voto (i secondi); 101 voti sono i voti decisivi del M5s, 56 i voti dei senatori leghisti, 2 degli esponenti del Maie. Tra i 57 contrari si contano invece 45 voti del Pd, a cui si aggiungono 4 di LeU e tre voti contrari di Paola Nugnes, Carlo Martelli e Gregorio De Falco. Da ribadire che il Pd ne contesta politicamente solo la parte relativa all’immigrazione. Praticamente nulla è stato contestato della parte relativa alla repressione delle manifestazioni di piazza.

Il testo dovrà essere convertito in Legge entro il 13 Agosto. Per l’Autunno dunque la gabbia repressiva contro le manifestazioni di piazza sarà bella che pronta.

Che cosa prevede questa normativa liberticida contro le manifestazioni ?

Il Decreto sicurezza bis inasprisce le pene per chi durante una manifestazione in luogo pubblico e aperto al pubblico senza giustificato motivo usa caschi protettivi o qualunque altro mezzo che rende difficoltoso il riconoscimento della persona: la pena– che nella disciplina attuale è fissata nell’arresto da uno a due anni e nell’ammenda da 1.000 a 2.000 euro – diventa l’arresto da due a tre anni e l’ammenda da 2.000 a 6.000 euro. È punito, con la reclusione da uno a quattro anni, chi, nel corso delle manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico, lancia o utilizza illegittimamente, in modo da creare un concreto pericolo per l’incolumità delle persone, fumogeni, razzi, bengala, fuochi artificiali, petardi, strumenti per l’emissione di fumo o di gas visibile o in grado di nebulizzare gas contenenti principi attivi urticanti, ovvero bastoni, mazze, oggetti contundenti o, comunque, atti a offendere.

Il decreto inasprisce anche le pene per fatti già oggi previsti come reato se vengono commessi nel contesto di manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico. In particolare, diventa un’aggravante il fatto di commettere il reato di violenza o minaccia a un pubblico ufficiale, resistenza a un pubblico ufficiale o violenza o minaccia ad un corpo politico, amministrativo o giudiziario “nel corso di manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico”. Il decreto inoltre prevede la non archiviazione per lieve tenuità del fatto, nei confronti di chi commette reati di violenza, oltraggio o resistenza a pubblico ufficiale.

Il decreto prevede che chiunque distrugge, disperde, deteriora o rende, in tutto o in parte, inservibili cose mobili o immobili altrui in occasione di manifestazioni che si svolgono in luogo pubblico o aperto al pubblico è punito con la reclusione da uno a cinque anni.

C’è poi tutta la parte relativa alla repressione dell’immigrazione con multe da 150 mila a 1 milione di euro per il comandante della nave che viola il divieto di ingresso nel mare territoriale; l’arresto in flagranza del capitano se non si ferma di fronte allo stop e la confisca dell’imbarcazione.

L’articolo 1 prevede che il Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro della difesa e con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e informato il Presidente del Consiglio, possa “limitare o vietare l’ingresso, il transito o la sosta di navi nel mare territoriale per motivi di ordine e sicurezza pubblica e quando si concretizzino le condizioni di cui all’articolo 19 della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del Mare di Montego Bay limitatamente alle violazioni delle leggi di immigrazione vigenti. La norma non si applica al naviglio militare e alle navi in servizio governativo non commerciale.

E’ prevista una sanzione amministrativa da 150 mila a 1 milione di euro per la violazione, da parte del comandante di una nave, del divieto di ingresso, transito o sosta nel mare territoriale e si applica la sanzione accessoria della confisca dell’imbarcazione. Responsabile dell’illecito è dunque il comandante della nave mentre l’armatore e il proprietario della nave dovranno procedere al pagamento solo se non vi provvede il comandante. È previsto anche l’arresto obbligatorio in flagranza di reato nei confronti del comandante che commette un delitto di resistenza o violenza contro nave da guerra.

Un altro passo verso lo Stato di Polizia è stato compiuto con il consenso del Parlamento e del Quirinale che non hanno ravvisato dentro il Decreto elementi di incostituzionalità e di restrizione della libertà di manifestazione. Molte delle norme già esistevano ma si è provveduto a renderle più pesanti anche in assenza di rilevanti conflitti sociali o manifestazioni di piazza con scontri. Al contrario questa rigidità rischia proprio di accentuare le occasioni di tensione nelle piazze per infrazioni ritenute fino a ieri lievi e non ostative. Immaginate se all’inizio di una manifestazione la polizia pretenderà di sequestrare un casco (obbligatorio per la circolazione) o entrerà di forza in una manifestazione per fermare chi accenderà un fumogeno. Insomma una vera e propria istigazione legalizzata a mettere a rischio manifestazioni che potrebbero svolgersi tutto sommato pacificamente.

A Pescara, in serata, dalle ore 21:00, la Rete Oltre il Ponte e il Comitato provinciale A.N.P.I. “Ettore Troilo” di Pescara organizzano il Presidio per la libertà, contro la svolta autoritaria governativa; la legge voluta da Matteo Salvini porta i poteri del Ministro dell'interno all'estremo, impedirà il salvataggio di vite in mare e porterà nuove restrizioni per chi manifesta il proprio dissenso!

Un attacco duro alla libertà e alla democrazia. L'8 Agosto Matteo Salvini sarà qui per il suo beach tour a Piazza Primo maggio (pare che eviti di passare a San Salvo e Fossacesia), per questo la Rete Oltre il Ponte e il Comitato provinciale A.N.P.I. “Ettore Troilo” di Pescara si appellano a tutte le persone che non si riconoscono in queste politiche a unirsi in Presidio, oggi, 8 Agosto alle 21:00 presso la Madonnina di Pescara! "La disumanità non può diventarne legge" è l'appello lanciato da Don Ciotti e Libera contro le mafie. In difesa della democrazia, della libertà, dell'umanità la Rete Oltre il Ponte e il Comitato provinciale A.N.P.I. “Ettore Troilo” di Pescara chiedono e sollecitano a partecipare.

Aderiscono al Presidio (lista in aggiornamento):

Potere al Popolo - Abruzzo
Arcigay Chieti
Coalizione Civica per Pescara
Partito Comunista Abruzzo
Fronte della Gioventù Comunista Abruzzo
Pescara Città Aperta
Rifondazione Comunista Abruzzo
Giovani Comunisti/e Abruzzo
Mazí Pescara
Diem25
Confederazione Cobas Abruzzo
Cobas scuola Pescara-Chieti
CGILPescara
CGIL Abruzzo Molise
Ginestra
Sinistra Italiana Pescara
Sinistra Italiana Abruzzo
Johnathan - Diritti in movimento
Giovani Democratici Pescara
DemA Pescara

Giovanni Dursi

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