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Via Lago di Borgiano, case a rischio crollo ancora in piedi e facilmente accessibili

| di ufficio stampa Lega Pescara
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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“Emergenza via Lago di Borgiano: scattano le procedure per garantire sicurezza nelle aree limitrofe ai due palazzi sgomberati da Ater e Comune due anni e mezzo fa.

Da un lato chiederemo all’Ater di accelerare la demolizione dei tre fabbricati dichiarati a rischio crollo nell’aprile 2017, ma che, nonostante lo sgombero, sono ancora inspiegabilmente in piedi. Nell’attesa chiediamo che vengano adottate le misure più opportune per impedire realmente l’accesso ai porticati sotto i tre palazzi, dove oggi giocano i bambini, transitano i pedoni e vengono pure parcheggiate auto e motorini. Era ed è evidente che non basta una recinzione rossa, puntualmente divelta, per ostacolare l’utilizzo di quelle aree, mettendo a rischio la vita dei cittadini.

Ho già convocato per lunedì in Comune il Presidente dell’Ater, oltre ai dirigenti, per capire come l’Azienda intende agire a tutela del territorio. Se non saremo soddisfatti concorderemo con l’assessore Del Trecco e il sindaco Masci un documento da inviare a Vigili del Fuoco, Polizia municipale e Procura della Repubblica per segnalare una condizione di pericolo che non può essere tollerata oltre”.

Lo ha annunciato il Presidente della Commissione Sicurezza e Mobilità Armando Foschi al termine del sopralluogo odierno eseguito nelle aree sottostanti i tre fabbricati di via Lago di Borgiano, ai numeri civici 14, 18 e 22, sgomberati con ordinanza dell’aprile 2017, sindaco Alessandrini, per rischio collasso, con 85 famiglie fuori casa, e da allora rimasti apparentemente vuoti, ma in piedi.

“La Commissione ha raccolto la richiesta di intervento dei cittadini e di Don Massimiliano De Luca, oggi parroco degli Angeli Custodi, e stamattina abbiamo deciso di verificare la situazione paradossale che si sta vivendo in via Lago di Borgiano – ha sottolineato il Presidente Foschi -. Nell’aprile 2017, in seguito alle verifiche di staticità eseguite dalla Labortec su commissione dell’Ater, proprietaria dei tre fabbricati, è stato accertato il rischio collasso dei tre palazzi, determinando l’emissione di un’ordinanza dell’allora sindaco Alessandrini per l’evacuazione, in sole 48 ore, degli edifici, 85 famiglie in tutto, molte delle quali, da quel giorno, vivono ancora in albergo, con un contributo dello Stato, erogato dal Comune, per l’autonoma sistemazione. Questa è la storia, che oggi però ha assunto dei contorni assurdi: sono passati due anni e mezzo da quello sgombero, ma i tre palazzoni sono ancora al loro posto, in piedi, senza che nulla sia cambiato in 29 mesi. Ad alcune finestre ci sono ancora gli stendini lasciati dalle famiglie, le piante ormai morte sui balconi, alcuni armadietti, tutte suppellettili abbandonate in fretta e che nessuno ha potuto riprendere. A questo punto i cittadini e la Commissione si chiedono cosa sia accaduto: se quei tre fabbricati erano veramente a rischio crollo, come scritto nella relazione della Labortec, com’è possibile che né l’Ater né la passata amministrazione comunale di sinistra abbiano avvertito la necessità di avviare la loro demolizione programmata, anche per evitare danni agli altri fabbricati attaccati che, nel caso di un reale crollo improvviso, riporterebbero danni inimmaginabili. Non solo: dopo lo sgombero sembra che l’Ater abbia ‘protetto’ i porticati proprio per evitare che altri cittadini potessero transitare sotto i tre palazzi a rischio collasso o anche che potessero accedere ai portoni e ai piani sovrastanti. Peccato che quella ‘protezione’ sia rappresentata da una recinzione rossa da cantiere morbida, che è stata completamente divelta e oggi giace miseramente a terra trascinata qua e là dal vento. Il risultato è evidente, come riportato da Don Max e come la stessa Commissione oggi ha potuto verificare – ha proseguito il Presidente Foschi -: di fatto i portici sotto i palazzi a rischio crollo sono un porto di mare, ci giocano i bambini, altri cittadini vi passano senza alcun problema, addirittura qualcuno è anche entrato stamattina, sotto i nostri occhi, nei portoni e, supponiamo, abbia raggiunto i piani superiori, e addirittura ci sono auto parcheggiate sotto i porticati, proprio sotto i palazzi inagibili. Non sappiamo, ovviamente, se quella recinzione sia stata rimossa volontariamente da qualcuno e se semplicemente, dopo due anni e mezzo, esposta alle intemperie, sia caduta in modo naturale. Quel che è certo è che in via Lago di Borgiano c’è un evidente difetto di vigilanza che ha però delle responsabilità che ora spetta a noi chiarire, anche perché, francamente, aver utilizzato una semplice recinzione morbida, o, in alcuni casi, anche delle transenne stradali per impedire il passaggio fisico di cittadini o anche bambini, ci sembra un po’ ingenuo e superficiale. Due le urgenze che ora si sono paventate per ripristinare una minima condizione di sicurezza nella via: la prima, ovviamente la più immediata, è quella di chiudere in modo concreto e reale quei portici, in modo da ostacolarne veramente l’utilizzo. In tal senso trasmetteremo la nostra istanza al sindaco e agli uffici tecnici affinchè impartiscano indicazioni precise e dettagliate per rendere impenetrabili i porticati, foss’anche necessario realizzare un’opera muraria di chiusura, dopo aver rimosso le auto incautamente e illegittimamente parcheggiate sotto i portici stessi. Quindi il secondo step, ovvero la demolizione dei tre fabbricati a rischio, al fine di non vanificare il loro sgombero: i tre edifici sono infatti attaccati ad altri palazzi che sono puntualmente abitati e non osiamo immaginare cosa potrebbe accadere se veramente si verificasse il collasso di uno dei tre edifici. In tal senso abbiamo previsto per lunedì prossimo, 16 settembre, l’audizione in Commissione, alla presenza anche dell’assessore delegato Del Trecco, del Presidente dell’Ater al quale mostreremo le immagini del sopralluogo odierno, chiedendo per quando è stata programmata la demolizione dei tre fabbricati, domanda scontata dopo due anni e mezzo di attesa, e come intende l’Azienda proteggere i portici e in tal senso chiederemo anche la presenza dei nostri tecnici comunali. Ci attendiamo delle risposte chiare e concrete dall’Ater, che non potrà essere semplicemente un fare spallucce per una presunta assenza di fondi: in caso contrario, invieremo una nota al Comando dei Vigili del Fuoco, alla Polizia municipale e alla Procura della Repubblica di Pescara per segnalare la grave situazione di pericolo esistente in via Lago di Borgiano”.

ufficio stampa Lega Pescara

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