Elettrodotto Terna: non è il primo elettrodotto dai Balcani e non serve a evitare black out

| di Maurizio Acerbo
| Categoria: Attualità
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L'inaugurazione dell'elettrodotto Italia-Montenegro di Terna oggi ha mostrato quanta superficialità regni nella politica italiana e abruzzese. E anche nell'informazione.

Pur di inneggiare alle "grandi opere" se ne dicono di ogni genere.

IL PRIMO ELETTRODOTTO ITALIA-BALCANI

Leggo che l'elettrodotto sarebbe il primo ponte elettrico tra Italia e Balcani (la notizia campeggia sul sito del Sole24Ore) e alla cerimonia con il Presidente Mattarella è stata ripetuta. Evidentemente è Terna che diffonde queste fake news.

NON E' VERO: dal 2002 è attivo l'elettrodotto Italia-Grecia e notoriamente la Grecia fa parte della penisola balcanica. La geografia non è un'opinione.

"MAI PIU' BLACK OUT NEL NOSTRO ABRUZZO"

Il Presidente del Consiglio Regionale abruzzese, Lorenzo Sospiri annuncia trionfante su fb: "Mai più black out nel nostro Abruzzo".

NON E' VERO: Il black out del 2017 costato anche qualche vita umana ed enormi disagi per la popolazione abruzzese non è stato causato dal mancato approvvigionamento elettrico della nostra regione. Il black out fu causato dal collasso a seguito degli eventi nevosi del sistema di trasporto e distribuzione di energia elettrica in bassa e media tensione per scarsa manutenzione e mancato rinnovo di linee e cabine. E lo smantellamento dei presidi territoriali che un tempo garantiva Enel ha prodotto come risultato tempi lentissimi per il ripristino avvenuto attraverso l'intervento caotico di volontari e ditte esterne arrivate da tutta Italia che non conoscevano territorio e impianti. Tra le cause ci fu anche il collasso dell'alta tensione di Terna. 

Non vi è quindi relazione diretta tra il black out e l'elettrodotto Terna Italia - Montenegro mentre spero che la Regione stia monitorando gli interventi di modernizzazione della rete sul territorio regionale onde evitare il ripetersi del disastro. 

Dato che Terna è una delle tante società "private" quotate in Borsa derivanti dallo spezzatino dell'Enel ci sarebbe invece da domandarsi l'utilità di un'opera costata 1,2 miliardi (da nostre bollette) e se rientri in una strategia nazionale effettiva di decarbonizzazione. Quali saranno i flussi di energia che veicolerà? E da quali fonti? Nell'audizione alla X Commissione della Camera del 31 marzo 2014 in sede di Indagine Conoscitiva Terna è stata al riguardo piuttosto evasiva. 

Capisco che faccia piacere che Terna abbia sparso un po' di soldi sul territorio abruzzese ma è bene discutere seriamente di politiche energetiche.

Maurizio Acerbo

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