Il risparmio degli abruzzesi: Poste Italiane fa la 'parte del leone'

Buoni fruttiferi e libretti postali tra le forme più amate

| di redazione
| Categoria: Attualità
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I buoni fruttiferi e i libretti postali restano tra le forme di risparmio più amate dagli italiani. Su tutto il territorio nazionale, il totale dei buoni postali sfiora quota 52 milioni (dato aggiornato al 30 settembre 2019) e quello dei libretti supera i 30 milioni. In pratica, mediamente, esiste un buono per ogni abitante e un italiano su due è titolare di un libretto di risparmio. Il dato cresce ancora in Abruzzo, che si conferma tra le prime regioni italiane nel rapporto tra la popolazione e il numero di buoni sottoscritti e libretti aperti. I buoni postali sono infatti circa un milione e 900mila, mentre i libretti arrivano a 985mila. Semplificando, tre abruzzesi su quattro hanno un libretto di risparmio e ogni due abruzzesi ci sono tre buoni postali.

Su base provinciale, numeri da record a Chieti e L’Aquila. Nella provincia chietina primato assoluto sia sui buoni (670mila) sia sui libretti (303mila), segue l’Aquilano con 498mila buoni e 242mila libretti. In rapporto alla popolazione, primato regionale per Chieti sui buoni postali (quasi due buoni per abitante) e primo posto per L’Aquila sui libretti (una media di 8 libretti ogni dieci abitanti). Ottimo il gradimento anche nelle altre due province. Nel Pescarese, i buoni sottoscritti sono circa 378mila e i libretti oltre 236mila. Nel Teramano, circa 353mila buoni e oltre 203mila libretti attivi.

I libretti postali, emessi da Cassa Depositi e Prestiti e garantiti dallo Stato, si confermano - si sottolinea in una nota di Poste Italiane - pertanto particolarmente apprezzati perché offrono un rendimento certo e la comodità di poter essere aperti e gestiti senza alcuna spesa in qualsiasi ufficio postale d’Italia. Emessi per la prima volta nel marzo del 1925 nei tagli da 100, 500, 1.000 e 5.000 lire, anche i buoni sono diventati subito la migliore soluzione di risparmio in sicurezza poiché consentono di investire anche piccole somme, non hanno spese di emissione, gestione o incasso, sono esenti da imposta di successione e sono soggetti ad una tassazione del 12,50%.

In occasione della 95a Giornata mondiale del Risparmio dello scorso 31 ottobre, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha voluto ricordare che “un futuro sostenibile si basa su una avveduta gestione e tutela del risparmio, sancita nella nostra Costituzione”.

In tale contesto, Poste Italiane si conferma quindi come il porto sicuro del risparmio degli italiani, grazie alla possibilità di investire piccole e grandi somme con la garanzia di una buona redditività. L'azienda guidata dall’ad Matteo Del Fante ha di recente raggiunto il significativo traguardo, secondo la classifica internazionale “The Most Influential Brands 2019”, di essere la società quotata italiana più influente in positivo nelle scelte quotidiane dei cittadini, e quest’anno ha anche conquistato il 23° posto assoluto nella Global Top 100, migliorando di dieci posizioni rispetto al 2018.

I risultati di bilancio del terzo trimestre 2019, presentati lo scorso 6 novembre, confermano il ruolo di Poste Italiane nella gestione del risparmio, con i ricavi in crescita dell’1,7% rispetto allo scorso anno. “Stiamo diventando un’azienda dinamica con una forte componente nativa digitale, che supporta attivamente la vita dei nostri 35 milioni di clienti;” – ha dichiarato l’amministratore delegato Matteo Del Fante – “la chiave del successo del Gruppo è la nostra presenza capillare sul territorio nazionale, attraverso la nostra rete: nessun'altra azienda ha un forte legame con le comunità locali come Poste”.

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