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Entro fine anno dovrà essere svuotata la vasca di colmata al Porto di Pescara

| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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“Lo svuotamento della vasca di colmata al porto di Pescara significa porre fine alla ‘collina della vergogna’ che ha anche modificato il paesaggio costiero, e soprattutto realizzare un’opera inseguita per almeno 11 anni, attraversando ben 3 amministrazioni comunali e regionali, anche di diverso colore politico.

Ora non possiamo distogliere l’attenzione dall’obiettivo, ovvero chiudere la gara d’appalto al 18 dicembre 2019, avviare l’apertura delle buste il 19 dicembre, individuando una ditta seria che dovrà eseguire l’intervento e chiudere la procedura per il 31 dicembre 2019, quando dovranno essere esecutive le obbligazioni giuridicamente vincolanti al fine di non perdere i finanziamenti”.

Lo ha detto il Presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri intervenuto alla Commissione Ambiente, presieduta da Ivo Petrelli, per illustrare le procedure dell’intervento giunto alla fase esecutiva.

“La vasca di colmata – ha ricordato il Presidente Petrelli – ha da sempre un impatto ambientale di notevole rilievo e impone l’attenzione delle Istituzioni pubbliche per eliminare un detrattore ambientale anche in vista, peraltro, dello sviluppo infrastrutturale futuro del nostro scalo portuale. Per questa ragione oggi abbiamo richiesto la presenza del Presidente Sospiri per conoscere lo stato attuativo delle procedure”. “L’attuale vasca di colmata – ha puntualizzato il Presidente Sospiri – rappresenta, in realtà, il piazzale della futura banchina commerciale del porto che andrà riempito sino al piano di campagna e tombato. Negli anni è stata utilizzata per accogliere i materiali provenienti dai vari dragaggi d’emergenza effettuati nel porto canale, inseguendo i vari cambi di normativa, ovvero a un certo punto si è deciso che i fanghi tolti dai fondali del porto, una volta portati in superficie diventavano rifiuto speciale e come tale andava smaltito e allora la soluzione più semplice e veloce è stata quella di togliere quei fanghi e depositarli dentro la vasca di colmata, ma l’effetto è stato quello di far sorgere una collina aprendo una battaglia amministrativa presso lo Stato e il Provveditorato alle Opere pubbliche per concertare insieme il suo svuotamento, mentre, nel frattempo, lo stesso Stato ha ulteriormente modificato anche la legge sulle terre e rocce di scavo da smaltire in modo ancora più stringente. Ora, il combinato disposto degli interventi di riqualificazione del primo lotto delle opere portuali ha riportato l’attenzione sullo svuotamento della vasca e siamo arrivati al bando di gara che è il frutto dei tanti governi che si sono succeduti in 11 anni di amministrazione. A noi è toccato dare l’ultima spinta emergenziale per impedire di vedere sfumare i fondi al 31 dicembre. E pochi giorni fa, infatti, il Provveditorato ha finalmente pubblicato la gara d’appalto per lo svuotamento della vasca di colmata, l’importo dell’appalto è di 900mila euro, la gara terminerà il 18 dicembre, i lavori dureranno 120 giorni, quattro mesi, per rimuovere 100mila metri cubi di materiale caratterizzati, che avrà vari impieghi: nella maggior parte dei casi si tratta di sabbia finissima da poter utilizzare per fare i massetti nelle riqualificazioni stradali; una parte verrà utilizzata per tombare tutte le cave non più utilizzate, e per questo pubblicheremo un avviso; una parte potrebbe essere smaltita in mare aperto in apposite fosse realizzate; certamente non si tratta di materiale utilizzabile per il ripascimento. Ora la nostra premura – ha proseguito il Presidente Sospiri – è far partire i lavori per la messa in sicurezza del declivio della collina, anche per caratterizzare cosa c’è sotto. Infatti complessivamente la vasca contiene 192mila metri cubi di sedimenti, che non dobbiamo togliere completamente dovendo arrivare al piano di campagna, ma sicuramente dobbiamo vedere cosa c’è sotto, ovvero se quando hanno depositato i primi sedimenti sono stati messi dei teli, se il percolato è ormai asciugato. Non solo: svuotare la vasca significa anche disporre di uno spazio per eventuali futuri dragaggi d’emergenza. A questo punto, il nostro compito è quello di monitorare la situazione per continuare a fare pressing istituzionale e veder partire il cantiere”.

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