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A Spoltore riaprono i manicomi, ma è uno spettacolo di nouveau cirque

| di Francesca Di Giovanni
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Tutti i folli del pescarese potranno ritenersi finalmente appagati dall’arrivo del sito che più si confà alle loro esigenze, ma solo per alcuni giorni. Dal 17 al 30 settembre, infatti, sarà lo Psychiatric circus ad aprirgli le porte del proprio tendone, posizionato affianco L’Arca di Spoltore, per curarli… o per peggiorare la loro già precaria stabilità mentale.
La mente umana è ciò che di più complesso e pericoloso si può trovare in natura e l’inesistenza di un elemento dotato di una forza quantomeno alla pari rende impossibile la sua dominazione. Assassinii, lobotomizzazioni, medicinali, camice di forze e isolamenti sono solo alcuni degli strumenti che per anni sono stati utilizzati per render inoffensivo chi portava il marchio “insane”. Dopo più di 30 anni dalla legge Basaglia, il raccapriccio che aveva luogo all’interno dei manicomi viene riportato a galla e reinterpretato in chiave spettacolistica dal regista Daniele Volpin. Un team di professionisti internazionali del circo faranno vivere due ore di brividi e risate ai temerari che oseranno varcare la soglia dell’ospedale psichiatrico. Ballerini, acrobati, clown, giocolieri e altri artisti accompagneranno gli spettatori nel loro viaggio verso la follia senza dargli neanche un minuto di tregua, sin dall’arrivo sull’uscio. Suore e crocerossine accoglieranno i nuovi ospiti della clinica che, dal momento dell’acquisto del biglietto, verranno catapultati in un mondo riprodotto con tanta fedeltà da far sospettare di esser entrati a far parte della loro grande e stravagante famiglia.
Edgar Allan Poe fu il precursore della messa a nudo delle più recondite paure umane e Padre Josef all’interno del suo manicomio prosegue il suo obiettivo dando modo a chiunque di confrontarsi con il proprio inconscio. Un domatore di leoni terrorizzato dagli animali, un clown con la paura del fuoco, una bambina traumatizzata, un amico immaginario e molti altri pazienti dipingeranno il proprio disagio con il corpo e con la voce in una perfetta armonia di inquietudine e ironia, coinvolgendo e divertendo il pubblico e lasciando loro numerosi spunti di riflessione. Il linguaggio pungente, il modo sottile di trattare gli argomenti e gli espliciti riferimenti sessuali ne sconsigliano la partecipazione dei ragazzi sotto i 14 anni; lo stesso discorso sarà valido per chi è sprovvisto di una forte personalità che gli consente di mettere in ballo le proprie fobie divenendo consapevo che qualsiasi strada intrapresa sarà quella errata.
L’equilibrio perfetto si trova nel mezzo, e così come gli insani degenti in pigiama sono riusciti a bilanciare il mondo circense con quello comico, la situazione ottimale sarebbe quella che ci vede dominati dalla sanità e dalla pazzia in egual misura. Ma se è vero che ognuno interpreta la propria realtà come normalità, ai suoi occhi tutti gli altri sono folli e, se così fosse, siamo tutti matti, esattamente come loro!

Francesca Di Giovanni

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