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Il ricordo del maestro napoletano Giuseppe Carrino in un carboncino

| di Vito Giovannelli
| Categoria: Cultura | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Verso la fine degli anni Sessanta conobbi a Francavilla al Mare, in occasione dell'apertura di una mostra, il Maestro napoletano Giuseppe Carrino. Facemmo subito amicizia. Qualche anno più tardi Carrino aprì uno studio in via Umbria 72 a Pescara.

Lo vedevo spesso perché in quegli anni abitavo anche io in via Umbria.

Con un carboncino e un cartoncino mi recai nel suo studio per realizzare un ritratto. Carrino fu contento della mia iniziativa e lodò molto il ritratto che gli feci.

Apprezzò la qualità del segno e le valenze somatiche. Il maestro Carrino si riconosceva nel mio disegno e me lo chiese più volte ma io mi rifiutai di darglielo. Mi disse che sarebbe stato disposto a pagarmelo ma rinunciai alle sue offerte poiché quel disegno piaceva molto anche a me.

Il tratto mi ricordava certi disegni realizzati a Napoli in Accademia con il Maestro Manlio Giarrizzo. Allora frequentavo la scuola di nudo e non avevo ancora conosciuto il maestro Emilio Notte con il quale, negli anni successivi, ebbi diversi rapporti. Il maestro Carrino conosceva bene Manlio Giarrizzo ed Emilio Notte.

Carrino con me parlava sempre napoletano e io gli rispondevo a tono. Spesso, mi raccontava dei suoi inviti alla biennale di Venezia. Con il mio trasferimento in via Napoli, sempre a Pescara, non vidi più Carrino ed in ritardo seppi della sua scomparsa.

Vito Giovannelli

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