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Identità ed integrazione dei popoli

| di Maria Luisa Abate
| Categoria: Cultura | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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16 febbraio presso l’Hotel Carlton di Pescara si è tenuto un interessante convegno su un tema di grande attualità dal titolo Pescara… città aperta.

Il convegno è stato organizzato dalla FIDAPA (Federazione Donne Arti Professioni Affari)  di Pescara, hanno partecipato quali relatori il Prof. Ezio Sciarra, docente di scienze Sociali, con un intervento dal tema Identità ed Integrazione, e Santino Spinelli, docente di lingua e cultura Romani, con l’intervento dal tema Rom…questi sconosciuti.

L’identità e l’integrazione dei popoli è un argomento di grande attualità che nei secoli ha sempre avuto grande importanza e difficile soluzione.

Il Prof. Sciarra ha parlato dell’identità del bambino che entro i primi 6 anni di vita si forma in relazione all’ambiente ed alle persone che frequenta e che hanno importanza per lui. Durante tutta la vita questo bambino, divenuto poi adulto, continuerà a comportarsi in modo consono a quanto appreso nei primi anni di vita. Così, ha detto il Prof. Sciarra, sono i popoli che mantengono la propria cultura e le proprie abitudini e difficilmente riescono a vivere con le regole dettate da altri anche nei paesi che li ospitano a vario modo.

Quindi, l’identità di un individuo, e quindi di un popolo, è strettamente relativa alle proprie tradizioni, ma l’integrazione deve prevedere la capacità di trovare modalità e costumi affini o che comunque non siano in netto contrasto con le proprie. Dunque l’accordo e la capacità di vivere in paesi diversi in modo civile e sereno è data dalla capacità di “venirsi incontro” pur rispettando e mantenendo le proprie tradizioni.

Santino Spinelli ha parlato del popolo Rom, a cui appartiene, e di quanto questo ha sofferto nei secoli per l’indifferenza e la tracotanza degli altri popoli. I Rom erano una popolazione residente in India, ma varie guerre ed un sanguinario invasore fecero partire con un vero e proprio esodo tutti verso terre che avrebbero dovuto ospitarli. Molto camminarono e molto soffrirono perdendo beni e persone, ma portando con sé la loro immensa cultura fatta di arte, letteratura e musica.

I costumi del popolo Rom si diffusero ed influenzarono tutti gli atri e molti balli, molta musica e strumenti musicali, tuttora in uso, si devono a loro.

I Rom arrivarono in Italia sei secoli fa parlando la loro lingua, ma integrandosi in modo stanziale in tutto il territorio.

Grandi furono le persecuzioni che subirono nella seconda guerra mondiale, ma di loro poco si parla anche nelle celebrazioni dell’olocausto per il ricordo delle vittime dei nazisti.

Molto spesso vengono chiamati con disprezzo “zingari” e collocati in cosiddette aree protette nei campi a loro dedicati che diventano dei veri e propri ghetti.

Santino Spinelli è uno dei tanti Rom che ha studiato e che occupa un posto importante nell’Istruzione e nella società e come lui tanti altri potrebbero crescere mantenendo sempre le loro tradizioni e le loro caratteristiche culturali.

Quindi l’intolleranza, dovuta quasi sempre all’ignoranza, è il vero male dell’integrazione dei popoli ed è quindi solo con la cultura che questa potrà essere debellata.

Durante il convegno due musicisti, Rebis Duo, Eugenio Caronna, chitarrista, e Luca Pagani, flautista, hanno allietato i presenti con musiche medievali.

Maria Luisa Abate

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