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I giovani e le Lingue: il qui e l’altrove

Il Prof. Francesco Sabatini parla della lingua italiana.

| di Maria Luisa Abate
| Categoria: Cultura | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Presso il Museo Vittoria Colonna di Pescara, venerdì 18 maggio, Il Prof. Francesco Sabatini, linguista, filologo e lessicografo, ha parlato delle lingua italiana e di come essa fa parte della persona sin dalla nascita.

L’incontro è stato organizzato dal Club di Pescara Soroptimist di cui la Presidente Maria Teresa Sfoglia.

Come si apprende e come ha avuto origine la lingua? È questa la domanda con la quale il Prof. Francesco Sabatini ha cominciato la sua comunicazione:

“La lingua –ha detto Sabatini-  ci permette di pensare senza le parole, in silenzio, nel nostro cervello, dove possiamo fare progetti solo se abbiamo chiare le parole giuste in testa che fissano i pensieri i concetti.

La lingua, dunque, serve a pensare e poi a comunicare. Ma che cosa è il linguaggio delle parole e quale funzione svolge nella nostra vita?

Sembra che la lingua sia fuori di noi, ma è dentro di noi ed in particolare in alcune parti del nostro corpo.

Le lingue sono importanti per raggiungere gli obiettivi e comunicare con gli altri, spesso non solo per parlare, ma soprattutto per sapere comprendere ed ascoltare.

Che cosa è il linguaggio delle parole, quale pensiero svolge nella nostra vita?

Mario Ruini in un libro dice che ‘La lingua è dentro di te e tu sei tra le sue braccia’.

La lingua è molto concreta e vera. Gli studiosi, antologici neurologici, hanno detto che la sede principale è nel cervello con radici profonde nell’essere biologico. Nella scuola servirebbe una stretta collaborazione per insegnare la lingua italiana tra il professore di italiano e quello di scienze.

Ma che cosa è la lingua? E come è nato il linguaggio verbale delle parole? Ne parla Dante Alighieri e, negli Studi Antropologici, Darwin ha chiarito come è nato il linguaggio.

L’Homo Sapiens, sapiens per la capacità di conoscere attraverso le parole, fu codificato da Carlo Linneo, grande botanico svedese che diede nome e cognome alle piante e poi agli animali.

Il linguaggio è dato dalle parole usate con precisione. Due sono i fenomeni che hanno portato l’essere umano ad apprendere il linguaggio:

1 Bipedismo che ha liberato gli arti anteriori utilizzando le braccia e le dita quali strumenti di conoscenza facendo crescere la massa celebrale.

2 Si è allungato il collo, con la laringe, e di conseguenza si è avuto l’allungamento delle corde vocali che producono un’onda sonora che, con i movimenti facciali, diventa articolata creando una sequenza di suoni diversi che poi diventano parole.

Questa è la vera differenza con gli animali: i simboli fonici si concretizzano.

La specie umana è riuscita a produrre una serie di simboli per distinguere oggetti e cose e questo riguarda la lingua fonica e, 5000 anni fa, in un’area del globo in Mesopotamia, fu inventata la scrittura.

Quali furono le conseguenze? Ciò ha chiamato in causa l’occhio perché per scrivere sono necessari la mano e l’occhio e quindi la vista.

La prestazione dell’occhio è diverso dall’orecchio che può fissare riflettendo un segno.

L’occhio si sposta e, ai fini di un concetto, di un periodo lo amplia e nascono tessuti di parole, poesie e racconti. Si costruiscono concetti con l’occhio e non con l’orecchio.

L’Occhio è la precisione mentre la mano è la produzione.

Usare la tastiera è pericoloso, bisogna scrivere a mano, la forma dei caratteri si fissa nel cervello e consente di scrivere e di leggere.

Ci sono aree del cervello che sono predisposte a ricevere suoni linguistici, per la lingua fonica, per i segni della lingua scritta l’area visiva si trova nelle aree occipitali: guardando si riesce a leggere.

Oggi con tecniche scientifiche si possono vedere le aree del cervello che funzionano durante la lettura e la scrittura.

La lingua viene acquisita attraverso le esperienze dell’individuo, il cervello da l’ordine alla lingua di produrre i suoni, il bambino a 2-3 anni acquisisce il linguaggio attraverso prima l’emisfero destro e poi sinistro del cervello e la lingua, per prima, accompagna i forti stimoli sensoriali della vita come il succhiare il latte del neonato. Entro 3 anni si impara la grammatica della lingua. A scuola si studia la grammatica che serve ad insegnare all’occhio quello che l’orecchio già sa. Occorre la spiegazione del meccanismo della lingua per conoscere meglio i testi, con la lingua scritta possiamo usare lo studio della grammatica a partire dalla prima media.

Necessità e curiosità spingono a conoscere le altre lingue che si apprendono e non si acquisiscono come la lingua madre che è una lingua antica solidale, vicina, legata alle emozioni.

La prima lingua dagli 0 ai 18 anni è uno strumento ed è la vera lingua che si lega alle esperienze, l’altra, solitamente una lingua di un altro Paese, può essere imparata solo se si conosce bene la propria lingua”.

La comunicazione fatta dal Prof. Francesco Sabatini ha avuto molta attenzione dal pubblico presente formato anche da molti studenti.

Alcuni ragazzi hanno poi di fatto concluso l’incontro ponendo domande sulla lingua italiana al Prof. Sabatini, che come suo solito, ha risposto con semplicità e simpatia.

Maria Luisa Abate

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