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Il Generale Pellegrini e la lotta contro la mafia

| di Maria Luisa Abate
| Categoria: Cultura | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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“Esprimo tutta la voglia ed il senso di responsabilità della nostra scuola e di tutte le scuole. Questa è una tappa di legalità fatta di pensieri e di concetti sedimentati nel cuore dei ragazzi per combattere una subcultura. Lanciamo, come scuola, una sfida importante. Oggi siamo qui non solo per raccontare fatti accaduti, ma fatti quotidiani di quelli che rubano e sostengono gli “amici” contro chi, invece, merita di lavorare. Affermare i valori della cittadinanza, grazie al Premio Borsellino, ci fa conoscere persone importanti che possono testimoniare la legalità”.

Così la Dirigente Alessandra Di Pietro ha salutato l’assemblea di docenti e studenti delle scuole Alberghiero di Pescara e dell’Istituto Tecnico Morcone per geometri di Penne.

L’incontro del 24 ottobre, presso la Sala dei Marmi della Provincia di Pescara, ha avuto come ospite il Generale Angiolo Pellegrino Comandante della Sezione Antimafia di Palermo dal 1981 al 1985.

Il Generale Pellegrini, uomo di fiducia del Pool antimafia di Falcone e Borsellino, autore di molte indagini nei confronti della Mafia, ha presentato il suo libro ‘Noi, gli Uomini di Falcone – La guerra che ci impedirono di vincere’.

Il docente dell’IPSAR Edoardo Oliva, attore e organizzatore del Teatro Immediato, ha letto alcune pagine del libro dando lo spunto all’intervento del generale Pellegrini per parlare della sua esperienza di investigatore del giudice Falcone dal 1981.

Pellegrini ha parlato della promessa che fece a sé stesso, dopo la strage di Capaci, e a tutte le persone siciliane oneste, di continuare a combattere la mafia e tutte le persone che a vario modo la sostenevano.

“Già dal 1981 -ha raccontato Pellegrini- c’era chi negava l’esistenza della mafia e solo dopo il maxiprocesso, che durò 10 anni, si chiarì che la mafia c’era e di come era organizzata. Negli anni 70 la mafia si era sentita legale sul territorio e si sovrapponeva alle istituzioni e il procuratore Costa aveva per primo compreso come la mafia fosse diventata così ricca”.

“Ragazzi non vi legate a nessuno per chiedere favori, ma fate valere i vostri diritti. Ribellatevi, quando si chiedono i favori si diventa vassalli” …” Combattere la logica mafiosa significa educare anche alla bellezza, non bisogna dimenticare lo scempio fatto a Palermo dove furono rilasciate oltre 4000 licenze edilizie con la distruzione di case e villini liberty e costruzione di palazzi. Essere liberi significa imparare ad essere liberi”.

Pellegrini ha raccontato delle vicissitudini che Falcone subì durante il suo lavoro e soprattutto l’ostilità di politici e amministratori che cercarono di screditarlo in tutti i modi possibili fino all’attentato finale di Capaci.

Forte è stato l’incitamento che Pellegrini, avvicinando i ragazzi che gli ponevano domande, alla legalità e alla libertà:

“Siate orgogliosi di essere onesti, di andare avanti con le vostre forze. Ragazzi, ricordatevi, che se vogliamo un’Italia migliore dipende solo da voi”.

All’incontro, ad ascoltare l’importante e toccante intervento del generale Pellegrini, il Questore Francesco Misiti, il Comandante provinciale dei Carabinieri Colonnello Marco Riscaldati, il Colonnello Gaetano La Rocca, il Comandante Marco Toppetti, il Generale di Brigata Carlo Cerrina, Annamaria De Rita, Presidente dell’Associazione Nazionale Cavalieri della Repubblica Italiana, Daniela Puglisi per l’Ufficio Scolastico Provinciale, e l’ex Provveditore agli Studi Nino Santilli.

Maria Luisa Abate

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