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Il popolo Rom questo sconosciuto.

| di Maria Luisa Abate
| Categoria: Cultura | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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6 febbraio Aula Magna dell’Istituto Alberghiero De Cecco di Pescara, Alexian Santino Spinelli ha presentato il suo ultimo libro, “Rom. Una comunità da conoscere”, agli alunni, ai docenti e a tutti gli ospiti presenti.

Con Alexian la dirigente Alessandra Di Pietro, quale ospite e padrona di casa, il Colonnello Marco Riscaldati e la Docente Rosa De Fabritiis.

Il tema è stato la conoscenza e l’integrazione dei Rom di cui Santino Spinelli è un testimone importante. E, proprio con la sua testimonianza, Santino ha parlato ai ragazzi e ai docenti presenti del popolo Rom.

Nel 1000 d.c. il Popolo Rom, fu cacciato dal proprio territorio, nel delta dell’Indo tra il Pakistan e l’India, dove erano grandi maestri di varie lavorazioni e proprietari di palazzi e ville, erano possidenti e tutti i loro beni furono confiscati. Questo popolo ha subito grandi ingiustizie nei secoli, vittima di una persecuzione cominciata con la cacciata dai loro territori divenendo per i più dei nomadi, non per cultura, ma solo per la necessità di trovare un nuovo territorio dove poter vivere con le proprie genti e la propria cultura.

Molti chiamano i Rom Zingari in modo dispregiativo, ma Santino ha chiarito che questo termine non appartiene alla cultura del duo popolo. Rom ha detto Santino significa Uomo, Zingaro deriva dal termine athinganoi, che significa esperti nella lavorazione dei metalli.

I Rom sono stati oggetto di molte persecuzioni tra cui l’ultima ad opera dei nazisti che ne hanno sterminarono più di 500 mila.

La musica, la danza e le arti sono sempre state a base della loro cultura. La loro musica ha influenzato grandi personaggi della musica europea.

Il Colonnello Marco Riscaldati, sempre presente nel sociale, ha parlato, commentando un articolo de La Repubblica, la necessità dell’integrazione per un vivere civile di tutti i cittadini.

La docente De Fabritiis ha ricordato il viaggio che ,con cinque studenti, ha fatto ad Auschwitz per visitare un campo di concentramento, accompagnati anche da Santino Spinelli, per completare un percorso didattico sull’integrazione dei popoli.

La mattinata si è conclusa con l’esibizione di Santino, musicista e cultore della fisarmonica, che ha invitato tutti i presenti a cantare con lui, nella lingua dei Rom, una canzone di pace e fratellanza.

Maria Luisa Abate

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