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Disturbo dello Spettro Autistico: Strumenti per l’organizzazione e la pratica didattica inclusiva

Convegno promosso dall'Istituto Alberghiero di Pescara

| di Maria Luisa Abate
| Categoria: Cultura | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Presso l’AURUM di Pescara, nella Sala Flaiano si è tenuto il Convegno sul Disturbo dello Spettro Autistico: Strumenti per l’organizzazione e la pratica didattica inclusiva, promosso dall’Istituto Alberghiero Ipssar ‘De Cecco’ di Pescara.

Il Convegno, aperto dalla Dirigente scolastica Alessandra Di Pietro che ne ha riassunto il perché ed il significato, è stato il momento conclusivo del percorso formativo cominciato il 7 ottobre rivolto a tutti i docenti e aperto alla cittadinanza.

I saluti istituzionali sono stati dati da Daniela Puglisi Dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale Chieti-Pescara e dall’assessore alle Politiche sociali del Comune Adelchi Sulpizio.

Il confronto sul tema del Convegno è stato fatto da: Alessandra Di Pietro, dirigente dell’Istituto Alberghiero; Renato Cerbo, Direttore della Neuropsichiatria Infantile della Asl di Pescara; Alessandra Portinari Presidente dell’ANGSA Abruzzo Onlus; Raffaella Papagno, Psicologa Clinica Relazionale – Associazione DiversUguali e Germana Sorge, FederAutismo – Presidente della Fondazione ‘Il Cireneo’ Onlus.

Alessandra Di Pietro ha parlato dell’importanza avuta dal corso, appena concluso, che ha permesso la formazione di docenti per un fenomeno così importante ed in continua crescita come l’autismo. La formazione dei docenti è finalizzata all’inclusione dei bambini e degli adolescenti e l’Istituto Alberghiero, che ha l’obiettivo primario l’inclusione a tutto campo, ha da tempo creato laboratori ad hoc e corsi dedicati ai ragazzi speciali, si è fatto naturalmente capofila del progetto.

Il dottor Renato Cerbo, Direttore della Neuropsichiatria Infantile della Asl di Pescara, ha parlato del grande aumento di persone affette da autismo che l’ISTAT ha certificato in 41mila alunni.

“Il sistema scolastico è lento ed i sistemi sono inadeguati, -ha detto Cerbo- bisogna capire il mondo sociale perché per le persone con autismo è la cosa più importante anche perché l’autismo non diagnosticato precocemente porta ad un ritardo mentale. L’istituto Alberghiero accoglie ragazzi con autismo e con disturbi mentali di comportamento creando i presupposti della possibilità di sviluppo e vera inclusione nel mondo sociale. Il benessere soggettivo è la prima cosa, non si vive bene se non c’è qualità della vita. La legge sull’integrazione scolastica deve essere utilizzata per capire e conoscere quello che è necessario apprendere perché l’obiettivo primario è sviluppare un’autonomia personale. La scuola è dove si sperimenta il futuro delle persone ed è necessario un salto di qualità conoscendo le qualità delle persone e tutti devono alzare il livello di conoscenza.

Tutti, come i genitori ed in particolare i compagni di classe devono conoscere per diventano i veri attori di una vera inclusione

La difficoltà dei soggetti autistici è la capacità di conversare e di stare in gruppo, di avere amici e avere una ragazza o un ragazzo. Conoscendo si possono prevenire le difficoltà a cui vanno incontro impostando sinergie perché non sia più una sola persona a gestire l’autismo. Con l’ANGSA si sono potute tracciare le prime linee guida parlando di quale sistema e sinergia trovare e su come coinvolgere a cominciare dalla chiarezza e semplicità delle richieste. Quando le richieste sono corrispondenti al livello di sviluppo, le risposte sono positive come scoprire un talento di un soggetto autistico e farlo diventare un punto di forza. Il lavoro è lungo e si vince solo se si uniscono le forze e le iniziative fanno conoscere il problema e fanno fare passi avanti”.

“L’importanza di una formazione specifica sul significato dell’autismo -ha commentato Alessandra di Pietro- è essenziale per conoscere metodologie e strategie didattiche. Sistemi di formazione e famiglie devono stare insieme nell’ottica di lavorare sulla formazione didattica, della conoscenza e della solidarietà”.

Alessandra Portinari, Presidente dell’ANGSA Abruzzo, anche lei personalmente coinvolta nel problema essendo madre di un ragazzo di 17 anni autistico, ha voluto commentare la qualità del corso appena terminato dicendo:

“Una sfida vinta per il numero dei partecipanti che si sono impegnati nella rete formata da tanti soggetti interessati al problema. L’Alberghiero ha centrato con grande sensibilità la nostra richiesta. Le famiglie sono sole e l’autismo è come un problema sociale che non si deve risolvere tra le mura di casa. Il fenomeno è crescente e dalla scuola si deve cominciare creando sensibilità. A livello nazionale vi è una forte richiesta di professionisti ed è necessario formare nuove figure perché non si può improvvisare senza conoscere. Diamo per scontato che i medici conoscono che cosa è l’autismo e come comportarsi, ma solo con la conoscenza il fenomeno si può arginare.

Raffaela Papagno di Diversi/Uguali ha plaudito all’iniziativa del corso di formazione e approfondimento così come Germana Sorge che ha puntualizzato l’importanza di formare una rete di associazioni, famiglie e scuole che vada al di là delle singole attività, ma che lavori come unica forza.

È intervenuta Gianna Camplone, fondatrice di Diversi/Uguali che con la forza delle sue semplici parole ha parlato della sua vita svolta fisicamente senza potersi muovere, su una sedia a rotelle, dipendendo completamente da altri, della sua vita vissuta pienamente e con gioia perché è la gioia stessa che è riuscita a dare ai ragazzi disabili che le ha dato la forza di vivere una vita piena di amore.

Dopo gli interventi dei relatori si è aperto il dibattito, con la condivisione dell’esperienza formativa, delle pratiche didattiche e degli elaborati presentate dalle insegnanti referenti Alessia Di Giovanni e Sara Scorrano.

Maria Luisa Abate

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