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Incontro sul Giornalismo Consapevole - La lezione di Sandro Provvisionato

A Francavilla al Mare il ricordo del celebre giornalista d'inchiesta scomparso due anni or sono

| di Fabio Rosica
| Categoria: Cultura | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Commosso e, al tempo stesso, ricco di forti interessi, il ricordo che ieri, la città di Francavilla al Mare (CH), ha voluto dare al giornalista Sandro Provvisionato, scomparso nell’ottobre del 2017 e grande amico, da sempre, della cittadina rivierasca.

In suo onore, l’Auditorium Sirena, all’interno dell’omonimo “Palazzo”, ha ospitato l’Incontro sul Giornalismo Consapevole, sottotitolo “La lezione di Sandro Provvisionato”, fortemente voluto dalla moglie, Laura Lisci e organizzato dall’amica Stefania Limiti, giornalista e scrittrice, che ha coordinato l’evento.

Grande partecipazione di pubblico per gli autorevoli interventi degli ospiti presenti, tutti colleghi e amici dello scomparso giornalista, celebre per le sue inchieste su alcuni dei casi più “misteriosi” che hanno sconvolto e modificato per sempre la Storia della nostra Repubblica.

Dopo i brevi saluti di rito del Sindaco Antonio Luciani, è stato il Senatore Primo Di Nicola, già direttore de Il Centro, a prendere la parola. Il suo discorso, un misto di triste consapevolezza per le evidenti difficoltà che il giornalismo sta attualmente affrontando e di speranza per il futuro, su cui egli stesso sta lavorando con alcune proposte di legge, ha tracciato l’iter dell’incontro.

È stata poi la volta di Claudio Lazzaro, in passato anche corrispondente di guerra, a mettere in luce la triste realtà in cui versa il giornalismo in Italia, ricordando come la classifica sulla libertà di stampa nel mondo ci vede da troppi anni collocati nelle parti basse della stessa, in compagnia di nazioni del cosiddetto Terzo Mondo. Dopo aver solo sommessamente denunciato anche le responsabilità dell’Ordine dei Giornalisti, per questa catastrofica situazione (solo lui ne ha fatto cenno …), ha concluso con dei ricordi personali in onore di Sandro Provvisionato e un paio di racconti di vita vissuta sull’uso scorretto del fare giornalismo. Di seguito il secondo in questo breve video:

 

Sabina Fedeli e Anna Migotto, che hanno condiviso con Sandro Provvisionato la splendida esperienza di Terra!, il settimanale di approfondimento andato in onda in seconda serata, per diversi anni, sulle reti Mediaset, con malcelata emozione e orgoglio si sono avvicendate nel ricordo di quel periodo lavorativo davvero unico. Le tante inchieste condotte, spesso rischiose per la loro stessa incolumità, hanno scoperchiato il malaffare e la convivenza, spesso fin troppo sfacciata, fra le cosche malavitose, l’imprenditoria e la politica.

Non è potuto intervenire di persona Enrico Mentana, per tanti anni collega di lavoro di Sandro Provvisionato. Ha però registrato un personale video messaggio che è stato trasmesso per la platea dei presenti. Dalle sue parole, l’amarezza per un mestiere, quello del giornalismo, ormai da troppi anni mal pagato e divenuto spesso sterile nei contenuti, anche per colpa della mancanza di investimenti, che ne condizionano pure il ricambio generazionale.

Tra un intervento e l’altro, al regista e attore pescarese Milo Vallone il compito di leggere alcuni brani tratti dall’ultimo libro di Sandro Provvisionato, uscito postumo alla sua morte: Il caso Lavorini, il tragico rapimento che sconvolse l’Italia, dedicato al rapimento, funestamente finito, del dodicenne Ermanno.

Prima dei saluti di rito finali, il microfono è passato nelle autorevoli mani dell’Onorevole Gero Grassi, che senza troppi giri di parole ha lanciato dal palco dell’Auditorium pesanti e dirette accuse nei confronti di chi ha manovrato la scena politica della Prima Repubblica. I clamorosi depistaggi del Caso Moro, a cui ha dedicato gran parte della sua esistenza ormai da molti anni, sia in veste di politico, sia di scrittore, sono stati il viatico per la sua forte critica verso alcuni autorevoli personalità del recente passato, molti dei quali iscritti all’ormai celebre e fantomatica P2.

Si ringrazia Luciano Onza, autore di alcune delle foto a corredo dell'articolo.

Fabio Rosica

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