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YouFarmer esperienza agricola 2.0

Al SummEat festival presentata un'innovativa idea di orti biologici

| di Fabio Rosica
| Categoria: Economia | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Davvero tante le iniziative e gli incontri di spessore e qualità al recente SummEat Festival, svoltosi a Pescara dal 21 al 24 aprile, prevalentemente all’interno della cornice dell’Aurum e di cui Cittanet è stato uno dei Mediapartner.

Fra i più interessanti abbiamo scelto di parlarvi della YouFarmer, un’azienda creata da due ragazzi pescaresi, trapiantati a Milano, Lorenzo Cilli e Valerio Carconi.

Si tratta di una piattaforma unica al mondo – ci spiega Valerio -, che consente a chiunque di possedere un vero orto biologico e biodinamico, coltivato da esperti del settore. Un proprio appezzamento di terra, in pratica, è affittato da un’azienda agricola d’eccellenza, che di solito è situata nel raggio di massimo quindici chilometri dalla propria abitazione. La stessa azienda lo coltiva per conto dei piccoli consumatori, i quali possono sceglierne preventivamente il dimensionamento (piccolo, medio o grande) secondo le proprie necessità, in genere dettate dal numero di componenti della famiglia, oltre al tipo di servizio: basic (il consumatore stesso va in azienda a ritirare i suoi prodotti) o premium (li riceve comodamente a casa). Puntiamo molto sulla stagionalità e sulle varietà autoctone. Ulteriori informazioni si possono ricevere tramite la nostra piattaforma https://www.youfarmer.bio/ oppure scrivendoci alla mail info@youfarmer.bio

Anche ristoratori e piccole aziende, oltre che i privati, come detto, possono affittare questi piccoli appezzamenti. I primi per utilizzarli anche come strumento di marketing, mostrando ai loro clienti video e foto a riprova di cosa stanno consumando, a reale garanzia di qualità, mentre le seconde hanno la possibilità di consegnare i prodotti ai loro dipendenti, come benefit.

Sono organizzati anche parecchi eventi presso le aziende agricole, proprio per invogliare i consumatori a verificare di persona cosa hanno acquistato, ma anche per formarli e insegnare loro in cosa si possono trasformare i prodotti. Ad esempio durante il periodo estivo, quando si raccolgono grandi quantità di pomodori, sarà spiegato come fare le conserve. Un meccanismo di consapevolezza, insomma.

Il ciclo produttivo copre l’intero arco dell’anno e anche durante i mesi di minore resa, in alcune latitudini più a Nord (febbraio, marzo e aprile), abbiamo pensato di compensare – ha proseguito Valerio – con l’invio di produzioni più a Sud, in genere dalla Sicilia, che fanno chiaramente parte del nostro circuito.

Da poche settimane operativi qui a Pescara, dove hanno già sottoscritto oltre venti abbonamenti, puntano a raggiungere l’obiettivo almeno dei cinquanta entro la fine dell’anno, che chiaramente auguriamo loro di superare abbondantemente, per l’impegno e il valore dell’iniziativa, intelligente ed encomiabile.

Fabio Rosica

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