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Oltre i Sensi. Innovazione della Tradizione

Un confronto tra gastronomia ed enologia, vinto da Cococciola e Montepulciano d’Abruzzo

| di Maria Luisa Abate
| Categoria: Gusto | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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“Oltre i Sensi. Innovazione della Tradizione”, quando i vini incontrano le sperimentazioni gastronomiche. Un confronto tra gastronomia ed enologia, vinto da Cococciola e Montepulciano d’Abruzzo

Per ogni piatto bisogna valutare con attenzione, di volta in volta, quale sia l’abbinamento perfetto con il vino. Ma le regole sono sempre rigide oppure si può sperimentare ed innovare, seguendo le tendenze gastronomiche? Che ruolo gioca la valorizzazione della tradizione nella scienza gastronomica? E in quella enologica? E il Montepulciano, che chiude con questo evento i festeggiamenti in onore del cinquantesimo compleanno, è un vino facile o difficile da abbinare? E, a proposito di innovazione della tradizione, i piatti della tradizione gastronomica abruzzese sono così diversi da quelli romani?

Sono questi gli interrogativi su cui si sono confrontati enologi, esperti enogastronomici, giornalisti, sommelier e chef stellati, in occasione dell’evento “OLTRE I SENSI. INNOVAZIONE DELLA TRADIZIONE”, organizzato da Marchesi de’ Cordano, nella loro cantina di Loreto Aprutino (Pe).

Protagonista una degustazione di vini, ideata da Francesco D’Onofrio e Vittorio Festa, condotta dal giornalista Mauro Bertolli del Sole24Ore, abbinata ai piatti degli chef stellati Marcello Spadone del ristorante La Bandiera e Simone Coletti e Angelo Troiani del ristorante Acquolina di Roma.

Durante la degustazione Vittorio Festa, premiato di recente tra i migliori enologi d’Italia, si è confrontato con Mauro Bertolli e gli ospiti presenti non solo sulle proprietà organolettiche dei vini, ma su come queste abbiamo esaltato gli ingredienti cardine dei piatti preparati e spiegati di volta in volta dagli chef stellati: Marcello Spadone, Simone Coletti e Angelo Troiani, primo stellato di Roma.

Questi i piatti e gli abbinamenti in degustazione:

“Polpo scordato”, maionese sbagliata, rucola, lamponi e mela verde di Acquolina con Brilla Cococciola 2017;

“Porchetta”, porchetta maionese e cotenna di pop corn de La Bandiera con Brilla Cococciola 2009;

Fusillo “Ajo e Ojo”, gamberi rossi, pecorino, limone e menta romana di Acquolina con Trinità Montepulciano Riserva 2012;

 “Tortelli d’Anatra all’arancia”, tortelli farciti con arrosto di anatra all’arancia, con sugo d’arrosto de La Bandiera con Santinumi Montepulciano Riserva 2011;

“Birra e noccioline”, cioccolato bianco, croccante di arachidi e caramello aromatizzato alla birra di Acquolina con Trinità Montepulciano Riserva 2001;

“Gran Sasso”, ispirato dal Mont Blanc. Purea di castagne e ceci di Navelli con riduzione di Montepulciano, amarene fermentate, spuma di panna cotta e gelato di latte di pecora de La Bandiera con Trinità Montepulciano Riserva 2000.

“Durante la degustazione – hanno spiegato Vittorio Festa e Mauro Bertolli – è chiaramente emerso che sui vini Bianchi si può osare di più con l’innovazione, a differenza dei rossi, più ancorati alla tradizione. Ma quello che più colpisce è l’incredibile longevità della Cococciola abruzzese, come sinistra quella del 2009, di quasi 10 anni che non ha perso né freschezza né acidità, tanto da poter essere abbinata in modo eccezionale sia con il piatto a base di maiale creato dallo chef Marcello Spadone, che con il fusillo aglio e olio con i gamberi rossi”.

La prossima sfida potrebbe essere per i Marchesi de Cordano una bollicina Metodo Classico solo con Cococciola, ma intanto Francesco D’Onofrio spinge sulla valorizzazione dei bianchi e del Montepulciano d’Abruzzo, giunto a 50 anni, simbolo della regione e della cantina di Loreto Aprutino, cresciuta notevolmente negli ultimi anni, anche in termini di presenza sui mercati stranieri, con Germania, Svizzera e Stati Uniti in testa.

Durante l’evento è stato consegnato un riconoscimento alla memoria dello chef stellato Alessandro Narducci di Acquolina, molto legato all’Abruzzo e alla sua tradizione gastronomica, prematuramente scomparso questa estate a causa di un incidente stradale.

“Vogliamo donare una speciale edizione, racchiusa in uno speciale formato di Santinumi – ha precisato Francesco D’Onofrio – alla memoria dello chef Alessandro Narducci che tutti noi abbiamo conosciuto e con cui avremmo dovuto essere qui oggi. Noi abbiamo pensato di ricordarlo con una speciale edizione del nostro vino di punta dedicata a lui, a cui ne seguiranno altre. La consegnano allo staff di Acquolina, al direttore Andrea La Caita, ad Angelo Troiani e a Simone Coletti, ma anche al nostro chef abruzzese Marcello Spadone, come simbolo di unione tra gli chef e due traduzioni gastronomiche, quella abruzzese e quella romana, caratterizzate dalla ricerca delle materie prime”.

Maria Luisa Abate

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