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Intervista al poeta pescarese Lucio Vitullo

| di Ilaria Grasso
| Categoria: Interviste | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Lucio Vitullo è un poeta contemporaneo nato a Pescara, dove attualmente vive, e dove coltiva diverse passioni: musica, sport, fotografia e soprattutto la scrittura. Ha iniziato a scrivere versi giovanissimo, circa 26 anni fa e la scrittura è diventata, nel corso del tempo, un aspetto ormai irrinunciabile della sua vita.

 

Ciao Lucio, grazie per aver accettato quest'intervista: poeta sin da giovanissimo, con i tuoi primi componimenti, mentre "Alla solita luce" è, cronologicamente, la tua ultima raccolta di liriche: cos'è cambiato da quegli esordi ad ora?

 

Ciao Ilaria, grazie a te per la tua disponibilità. A dir la verità quest’anno è uscita una mini raccolta dal titolo “A piccoli passi”, pubblicazione gratuita in edizione limitata ottenuta ad un concorso a Roma. Artisticamente, dagli esordi ad oggi è sicuramente cambiato il mio stile di scrittura. Prima era basato molto sull’uso delle rime che consideravo il mio marchio di fabbrica. Questo perché quando a scuola studiavo la letteratura sentivo sempre parlare di rima baciata ed alternata e sono cresciuto con la convinzione che fosse una delle componenti fondamentali per comporre una poesia. Adesso uso un verso più libero, con poche rime che metto solo dove penso che servano, generalmente alla fine. Personalmente invece ho acquistato una maggiore sicurezza e sono riuscito a vincere una certa timidezza che anni fa mi attanagliava, decidere di buttarmi nella mischia ha cambiato di molto la mia vita rendendola sicuramente migliore.

 

La tua opera alla quale ti senti più emotivamente legato....

 

Ce ne sarebbero tante, ma se proprio devo scegliere ne dico due: “Taci, mostro!”, una poesia scritta al femminile che tratta il tema della violenza sulle donne che mi sta particolarmente a cuore. E poi “Grazie mille” dedicata a Yara Gambirasio e Sara Scazzi. Con queste due opere punto l’accento su avvenimenti che dovrebbero essere straordinari, e che invece purtroppo sono diventati all’ordine del giorno, quasi fosse la normalità. “Quando arriverete in cima/ai pensieri di tutto il mondo/nient’altro sarà come prima” perché quando il mondo capirà che stiamo andando sempre più verso l’autodistruzione forse le cose cominceranno a cambiare davvero. L’importante è non smettere mai di sperare in un reale cambiamento delle coscienze.

 

Qual è la funzione del poeta, nella nostra società attuale? 

 

Considero la scrittura come una valvola di sfogo per l’anima, un modo per poter dire quello che normalmente non si riuscirebbe a dire a voce. Quindi la funzione del poeta dovrebbe essere, se non di quella di guarire le anime, quello di aiutare le persone a stare meglio. Leggendo una poesia ci si può imbattere in storie simili a quelle che si è vissute e in fondo è come se parlassimo con un amico. E nel modo attuale, dove si fa sempre più fatica a comprendersi (anche a causa della moderna tecnologia che pur se ci fa sentire più vicini ci ha progressivamente allontanato) può essere un ottimo deterrente alla solitudine.

 

C'è ancora chi è in grado di cogliere la poesia delle cose, a tuo avviso?

 

Penso che per scrivere poesie non bisogna aver fatto per forza studi classici o linguistici. Per scrivere bisogna avere un’anima, bisogna avere qualcosa da comunicare agli altri e bisogna sapersi emozionare davanti alle piccole cose della vita. E fortunatamente ci sono molte persone così, in genere chi ha avuto una vita difficile o fatta di dolore acquista una sensibilità fuori dal comune e riesce trovare ispirazione,

anche solo vedere un gatto o sentire cantare gli uccelli gli fa provare amore per la vita e in tutto ciò che lo circonda. Io all’inizio scrivevo solo poesie d’amore, poi col passare del tempo si matura ed ogni cosa che ti capita ti fa provare una sensazione, che sia di gioia o di dolore e ti fa venire voglia di prendere una penna e riempire un foglio di parole.

 

Progetti artistici per il futuro prossimo...

 

A settembre parteciperò insieme a tanti amici all’evento “L’immaginario”, una mostra di poesia e pittura che si terrà al Museo Vittoria Colonna giacchè dall’anno scorso mi sono avvicinato alla pittura perché ho cominciato ad interpretare quadri. Poi ho nel cassetto più di cento poesie ed alcune vedranno la luce l’anno prossimo con la pubblicazione di una nuova raccolta. Nel frattempo continuo ad iscrivermi a concorsi letterari.

 

Come facciamo a seguirti?

 

Sono su facebook con un profilo privato ma anche con una pagina pubblica dove pubblico vecchie e nuove poesie ed aggiornamenti sui vari eventi a cui partecipo.

 

Lascia un messaggio ai nostri lettori...

 

Il messaggio è: “non smettere mai di inseguire i tuoi sogni”. Se ne hai uno devi provare a realizzarlo, a farlo volare, dandogli anche più di due ali perché è meglio provarci e fallire che non averci provato per niente.

 

 

Ilaria Grasso

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