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Bandi delle periferie, Alessandrini non avrebbe potuto spendere i 18 milioni di euro

| di Ufficio stampa Lega Abruzzo
| Categoria: Politica | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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"Il sindaco Alessandrini non avrebbe mai potuto spendere i 18 milioni di euro del Piano delle Periferie perché all'intera procedura mancava un tassello fondamentale: l'intesa della Conferenza Regione-Enti locali. A decretarlo è stata una sentenza della Corte Costituzionale emessa lo scorso marzo su ricorso della Regione Veneto. Il Pd lo sapeva e per questo ha votato all'unanimità, senatore D'Alfonso compreso, l'emendamento per posticipare di due anni l'erogazione dei fondi a 96 Comuni che risultano in difetto. Ristabilita la verità sull'intera vicenda, la finisse il sindaco Alessandrini di dire castronerie e, piuttosto, cominciasse a rivedere i progetti candidati, molti dei quali sono chiaramente di stampo clientelare e improponibili in sede ministeriale". A dirlo sono stati stamane in Conferenza stampa il Capogruppo della Lega al Comune di Pescara Vincenzo D'Incecco e il Responsabile regionale dei Dipartimenti abruzzesi della Lega Gianfranco Giuliante.

"Al solito il sindaco Alessandrini si è caratterizzato, nel corso degli ultimi giorni, per una lunga serie di inesattezze pronunciate strumentalmente sulla vicenda dell'emendamento al Decreto MilleProroghe – ha affermato il Capogruppo D'Incecco – a partire dal presunto 'taglio' dei fondi destinati a Pescara per circa 18 milioni di euro che sarebbe stato operato dal Governo: cominciamo col dire che il Governo non ha tagliato nulla, perché nel caso si tratta di un emendamento approvato in Senato con il voto favorevole unanime di tutti i senatori, compreso il senatore abruzzese Luciano D'Alfonso. E quell'emendamento nasce dalla constatazione di un errore o di una procedura monca per buona parte dei 96 Comuni che erano stati riammessi al bando, con relativi finanziamenti, dopo i primi 24 approvati e finanziati già nel 2016,un primo elenco che non vedeva la presenza di Pescara che si è classificata solo al 46° posto.La verità è che oggi, seppure quei soldi fossero arrivati, non avrebbero potuto essere spesi e a dirlo è stata la sentenza emessa dalla Corte Costituzionale nel marzo scorso: in maniera chiara la Corte ha dichiarato 'l'illegittimità costituzionale dell'articolo 1, comma 140, della legge 11 dicembre 2016, numero 232, nella parte in cui non prevede un'intesa con gli enti territoriali in relazione ai decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri riguardanti i settori di spesa rientranti nelle materie di competenza regionale'. Pescara è tra i Comuni in difetto, ovvero tra i Comuni che non hanno stipulato tale intesa, che è obbligatoria, e allora, proprio per non rischiare di azzerare quei fondi, il Senato ha semplicemente deciso di posticipare al 2020 i 96 progetti dei Comuni del bando delle periferie. Anche con l'obiettivo di trovare delle coperture reali e concrete rispetto a quelle fittizie del Governo Gentiloni, al fine di assicurare veramente quei fondi rendendo realizzabili i progetti di riqualificazione. È evidente che il sindaco di Pescara Alessandrini difetta sotto il profilo dell'informazione e, a questo punto, prima di fare ulteriori sortite, gli consigliamo di leggere la sentenza della Corte Costituzionale. Soprattutto deve cogliere il posticipo concesso come una occasione per rivalutare i progetti ora candidati, sia sotto il profilo urbanistico-lavori pubblici, che sociale, al fine di fare una nuova scrematura su quelli realmente realizzabili e finanziabili. È evidente che alcuni progetti 'sociali' sono frutto di una politica di clientelismo locale, e pensiamo a quelli che fanno capo ad associazioni come Metro Olographix, Lega Coop, Arci, o Movimentazioni che hanno nomi e cognomi di indiscutibile provenienza politica. Sotto il profilo delle opere pubbliche, pare assurdo pensare che la necessità prioritaria per la riqualificazione del rione Zanni sia la realizzazione delle piste ciclabili".

"E' evidente che l'attacco giunto dal Comune di Pescara è puramente strumentale – ha aggiunto il responsabile Giuliante – anche perché il sindaco ha altri strumenti per realizzare, eventualmente, quelle opere di riqualificazione che ritiene strategiche e urgenti: la città di Pescara ha sul proprio bilancio 12 milioni di euro teoricamente destinati alla riqualificazione delle aree di risulta, e che possono essere facilmente dirottati sui progetti che hanno già uno stato di avanzamento definitivo ed esecutivo".

A margine della conferenza stampa, il coordinatore Giuliante ha annunciato una novità politica inerente le prossime elezioni regionali: "Nella notte scorsa, nel corso di una riunione tra il segretario nazionale e vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini, il sottosegretario Giancarlo Giorgetti e il segretario regionale abruzzese Giuseppe Bellachioma, si è deciso che la Lega in Abruzzo correrà da sola alle prossime elezioni regionali, una decisione assunta come presa di distanza dal modo ambiguo di operare di alcuni partiti. In tale maniera, chiunque si riconosca nella nostra presa di distanza, è ben accetto dalla Lega".

Ufficio stampa Lega Abruzzo

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