Diodati si dimette da assessore. Attacchi e repliche ad Alessandrini e PD

| di la redazione
| Categoria: Politica
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Giuliano Diodati ha lasciato con effetto immediato ed irrevocabile il suo incarico di assessore del Comune di Pescara con deleghe allo sport, bilancio, finanze, tributi, mobilità e parcheggi.

Nella lettera di dimissioni Diodati sferra durissimi attacchi al sindaco Marco Alessandrini e al PD. Diodati lo scorso anno era stato protagonista di entrate e uscite dalla giunta pescarese. Prima era stato allontanato dalla giunta per far entrare Gianni Teodoro per poi essere reinserito nell'organico dopo le dimissioni dell'ex assessore Civitarese.

Le parole di Diodati:

Sono stati mesi difficili in cui, cercando di fare, non ho dovuto solo fronteggiare e superare le difficoltà amministrative, ma ho dovuto soprattutto fronteggiare ostacoli politici e correnti contrarie”

L'attacco al progetto dell'area di risulta

“Il progetto sull’area di risulta sembra partorito da chi in questa città non ci vive e quindi non ne conosce le esigenze e le difficoltà. Non si può abdicare per 20 anni dalla gestione di una zona strategica della città e non è possibile non capire, come nel caso del progetto di riqualificazione del campo Rampigna, l’importanza sociale ed economica del recupero di aree che rappresentano la memoria storica di una città”.

L'attacco al Sindaco e al PD

Caro sindaco, rappresenti una delle città più importanti della nostra regione, avresti dovuto essere guida e collante delle diverse anime di questo partito, invece ti sei prestato ai soliti giochi di potere che nulla hanno a che fare con il bene comune e che non producono nessun giovamento alla comunità politica, ma anzi la mortificano”.

“Un partito che non riesce a fare autocritica e a riflettere dopo i vari fallimenti elettorali, ma anzi continua noncurante, con estrema arroganza e con gli stessi atteggiamenti”.

Alla lettera di Diodati ieri ha risposto anche il sindaco Marco Alessandrini dichiarando:

Io credo che non ci siano ragioni amministrative dietro le dimissioni di Giuliano Diodati dalla Giunta. Dimissioni che sono la prevedibile conseguenza della scelta che ha portato alla perdita della Provincia di Pescara, orchestrata da chi ha bene in mente un percorso che probabilmente già da diverso tempo non è con il centrosinistra.

Di che cosa parliamo? 

Parliamo di un assessore che ho rivoluto in squadra alla prima occasione utile dopo l'avvicendamento del settembre 2017 e che in questi mesi ha governato, non senza distinguo sull'operato di un'Amministrazione di cui è stato parte per la maggior parte del mandato. Un amministratore che oggi - a sei mesi dalle elezioni comunali e a tre da quelle regionali - si chiama fuori, sentendosi improvvisamente alieno dai progetti strategici per Pescara, pur avendo sempre avuto piena possibilità di agire politicamente con le sue importanti deleghe e di confrontarsi liberamente con la maggioranza.

Parliamo di un vizio antico della politica italiana, peraltro tornato oggi molto in voga, che è quello di dire cose vecchie con il vestito nuovo, fare finta che il proprio passato non esista e che ciò che si è promesso e raccontato alla pubblica opinione per essere eletti possa assumere improvvisamente forme e colori diversi per un non meglio precisato "bene comune".

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