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La Asl di Pescara smantella in sordina il servizio Screening della prevenzione

| di ufficio stampa Lega Pescara
| Categoria: Sanità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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“La Direzione Generale della Asl di Pescara ha cancellato il Servizio di Screening per la Prevenzione, a partire da quella oncologica. Lo ha fatto in sordina, dirottando il personale debitamente formato in altri reparti, senza alcun preavviso né giustificazione, e lasciando solo due addetti, di cui uno sulla soglia del pensionamento, che, non riuscendo a gestire prenotazioni, accettazione e referti, hanno dichiarato la resa semplicemente chiudendo anche le linee telefoniche, da oltre un mese irraggiungibili per l’utenza. Ovviamente gireremo il problema all’assessore Regionale alla Sanità Verì, chiedendo formalmente un incontro per tentare di arginare gli ultimi danni dell’attuale management della Asl pescarese e, ovviamente, tra una settimana, chiederemo al nuovo sindaco di centrodestra di Pescara di convocare con effetto immediato la Direzione Asl in qualità di Presidente del Comitato Ristretto dei Sindaci, alla presenza di tutte le sigle sindacali che stanno già seguendo con grandi difficoltà la vicenda”.

Lo ha detto Armando Foschi, candidato tra le fila della Lega, ufficializzando la grave problematica raccolta attraverso le denunce e le segnalazioni dei cittadini.

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“Si tratta del secondo caso che si verifica dentro la Asl di Pescara dove, mentre un’intera categoria medica preme con la politica per ottenere per il nosocomio locale il Dea di II livello, c’è una dirigenza Asl, nominata dal precedente governo di centrosinistra, che sta distruggendo un patrimonio professionale smantellando interi reparti e servizi. Hanno cominciato con Allergologia, oggi priva finanche si un ambulatorio, trasformato in magazzino, e ora è la volta di un servizio essenziale come lo Screening per la prevenzione, a partire da quella oncologica – ha spiegato Foschi -. In sostanza si tratta di un ambulatorio, collocato negli spazi dell’ex Sert, quindi all’esterno delle palazzine ospedaliere, in cui era stato formato uno staff deputato a organizzare i controlli di prevenzione, in particolare quelli per le donne, con mammografie e pap test per l’Hpv, il famigerato papilloma virus, colpevole del cancro al collo dell’utero, ma anche per le colonscopie o gastroscopie per gli over 50. Ed è lo stesso servizio che organizza i controlli di routine per coloro che sono già stati colpiti dalla malattia tumorale e devono effettuare le indagini di follow up per cinque anni. Parliamo di un servizio che, seppur con appena 3 o 4 dipendenti, ha sempre funzionato, almeno così dicono le statistiche presentate dall’ex assessore Paolucci e dall’ex Direttore dell’Agenzia Sanitaria regionale Mascitelli e non possiamo, né vogliamo, pensare fossero dati falsati. Secondo quei dati, forniti dalla stessa sinistra, addirittura il Servizio screening di Pescara in pochi anni aveva portato all’80 per cento la copertura dell’utenza, un dato più che gratificante anche perché, tanto più si fa prevenzione, tanto meno si deve ricorrere alle cure con enormi costi per la sanità e la collettività. Ora però tutto questo è finito – ha proseguito Foschi -: in sostanza, da circa un mese gli utenti hanno verificato di non riuscire più a prenotare una sola prestazione all’interno del Servizio Screening, prestazioni che poi si eseguono in ospedale o nei consultori di riferimento, non riuscendo neppure a telefonare all’Ambulatorio che dovrebbe rispondere al numero 085.4253939. E, come abbiamo verificato personalmente, i cittadini hanno ragione: teoricamente le prenotazioni si possono eseguire dalle 9 alle 12, peccato che il numero sia libero sino alle 8.59, per poi diventare e restare occupato fino alle 12 in punto, e tornare libero alle 12.01, quando però nessuno è più costretto a rispondere. Neanche passando dal centralino è possibile accedere alla linea, che non è occupata, ma, secondo il centralinista, viene sistematicamente staccata. Dopo un mese di tentativi quotidiani, abbiamo approfondito le nostre indagini e abbiamo scoperto che un mese fa la Dirigenza della Asl, senza alcuna giustificazione, ha smantellato il servizio dirottando altrove il personale, già ridotto al lumicino: in sostanza, l’unica dipendente formata alla registrazione di dati e alla programmazione dei controlli a regime, all’improvviso ha ricevuto l’ordine di trasferimento, senza vedersi neanche assegnato un reparto. In sostanza, la dipendente è stata messa a ‘disposizione del personale infermieristico’ per effettuare i turni di notte nei reparti che capitavano. Ovvero, contraddicendo ogni norma del Contratto Nazionale Collettivo di Lavoro, la dipendente non si è vista delocalizzare in Ortopedia, Medicina, Chirurgia o in qualunque altro reparto, ma dovrebbe attendere ogni giorno la chiamata dalla direzione del personale per sapere dove, se e a che ora deve prendere servizio, una follia che, peraltro, configurerebbe anche il reato di mobbing nei confronti della dipendente che, nella propria carriera, non ha mai ricevuto neanche un richiamo per il proprio lavoro. Ma, al di là del caso singolo, il taglio del personale, ha ridotto gli effettivi del servizio screening a due sole unità di cui una, 65 anni, è sulla soglia della pensione; la seconda dovrebbe contemporaneamente o rispondere al telefono o programmare i controlli al computer e allora, ne deduciamo, ha semplicemente scelto di svolgere il servizio al terminale, evitando l’utenza telefonica. E questo lo diciamo dal risultato: ossia, da un mese nessun utente riesce a prenotare un controllo di prevenzione, mentre ci sono decine e decine di pazienti oncologici che attendono di essere chiamati per il controllo Tac o altro, e sono ignari del fatto che quella telefonata non arriverà molto presto. Ovviamente – ha proseguito Foschi – riteniamo tali provvedimenti assurdi, inaccettabili, e dannosi per l’Azienda sanitaria pescarese, ma soprattutto per i cittadini. Chiediamo l’intervento immediato dell’assessore regionale Verì per fermare gli ultimi colpi di coda di una sinistra che sta distruggendo il nosocomio pescarese e tra una settimana porteremo la vicenda all’attenzione del nuovo sindaco di Pescara”.

ufficio stampa Lega Pescara

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