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In ospedale mancano medici e infermieri e la ASL assume figure per il carcere

| di Ufficio stampa Presidenza del Consiglio regionale
| Categoria: Sanità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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“L’Ospedale civile di Pescara è al collasso per l’assenza di primari, medici e infermieri, ma la dirigenza della Asl si preoccupa di assumere 5 nuovi medici, 6 infermieri, 1 psicologo, più un primario e un Direttore da assegnare esclusivamente alla Casa Circondariale di Pescara. Comprendiamo le esigenze del nostro carcere, ma francamente riteniamo che i nostri detenuti possano godere dell’assistenza degli stessi medici che si occupano degli altri 117mila pescaresi residenti oltre agli utenti provenienti da tutta la provincia e la regione. È evidente che quella delibera, che porta la firma del Dirigente facente funzioni Caponetti e del Coordinatore Boccabella va subito fermata e annullata. Nel frattempo ho già avvisato del ‘caso’ l’assessore regionale competente Verì per l’adozione dei relativi provvedimenti amministrativi”.

Lo ha detto il Presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri.

“E’ ogni giorno più chiaro che all’interno dell’Azienda sanitaria pescarese vanno rivisti valori, priorità e soprattutto modalità operative – ha sottolineato il Presidente Sospiri -. Sono passate appena ventiquattro ore dall’emergenza vissuta dal Pronto soccorso di Pescara dove 40 persone hanno atteso ore prima di essere visitati per il blocco delle sale alle prese con 5 emergenze contemporanee e con l’assenza di ulteriore personale da assegnare al reparto urgenze; appena pochi giorni fa è andato in tilt il servizio di scelta del medico di base sempre per l’assenza di personale; sono trascorsi solo tre giorni da quando il sindaco di Pescara, durante un sopralluogo, ha trovato decine di barelle nei corridoi del Reparto di Geriatria dove mancano medici, infermieri, letti e stanze. Ma la Dirigenza della Asl anziché preoccuparsi di tali priorità emergenziali, si dedica alla medicina penitenziaria, firmando una delibera datata 7 ottobre in cui ha disposto una carrellata di avvisi pubblici per l’assunzione di 5 Dirigenti Medici per le attività del reparto interno alla struttura carceraria di Pescara, di 6 infermieri sempre assegnati in modo fisso al Carcere, 1 primario psicologo e un assistente sociale dedicati, e poi ancora per la nomina del Direttore del reparto e per l’attribuzione dell’incarico di alta professionalità ‘Dirigenza di Presidio sanitario intramurario’, per una spesa complessiva di 1milione 400mila euro per due anni. Non solo: mentre all’interno dell’Ospedale, i responsabili del personale non sanno come gestire orari di servizio e come coprire i continui buchi tirando una coperta troppo corta per l’assenza dei medici, sempre la Dirigenza si preoccupa di aumentare gli orari ambulatoriali dedicati esclusivamente ai detenuti, garantendo 12 ore a settimana di dermatologia, 6 ore a settimana di vulnologia, 12 ore a settimana per le malattie infettive e 6 ore a settimana per ginecologia. Francamente non possiamo non essere interdetti a fronte di una tale delibera – ha proseguito il Presidente Sospiri – che dimostra la distanza siderale tra la Dirigenza della Asl di Pescara e i bisogni urgenti e concreti del territorio: premettendo che io sono l’amministratore regionale che ha eletto il Garante dei Detenuti, credendo nell’importanza di tale figura quale tutore dei diritti di coloro che stanno espiando una pena detentiva dopo aver commesso un qualunque reato, credo però che il loro diritto alla salute sia pari a quello di tutti gli altri cittadini. Ovvero: benvengano le assunzioni di nuovi primari e infermieri nell’Azienda sanitaria pescarese, ma quel personale va assegnato a un ospedale ormai al collasso che sicuramente garantirà ai detenuti la stessa assistenza che va assicurata a tutti gli altri cittadini. Benvenga l’incremento delle ore ambulatoriali e delle prestazioni, purchè tale incremento vada però a vantaggio di tutta l’utenza e non solo dei detenuti. Non è accettabile che, a fronte di liste d’attesa infinite nella sanità pubblica, un cittadino onesto, che paga le tasse, in condizioni, ovviamente di libertà, sia costretto a ricorrere alle prestazioni in regime di intramoenia, ovvero a pagamento, perché la Asl pescarese anziché aumentare medici e ore di lavoro a vantaggio di tutti in regime di assistenza, riserva tale privilegio a chi è in carcere. Quella delibera rappresenta uno schiaffo a tutti gli abruzzesi e ai pescaresi e va immediatamente fermata. Chiederò di sentire i firmatari di quel provvedimento sconsiderato per capire quale sia la logica che ha indotto la Direzione aziendale della Asl di Pescara a buttare soldi da una finestra per pagare primari che dovrebbero occuparsi per due anni solo della popolazione carceraria, che sarebbe costituita di circa 400 unità, privando del diritto di cura 117mila pescaresi residenti”.

Ufficio stampa Presidenza del Consiglio regionale

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