Il Lunedì del Delfino

Non tutti i paracadute sono uguali

| di Fabio Rosica
| Categoria: Sport
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Questa sera il Delfino si congederà dal (poco) pubblico amico e lo farà con uno degli avversari potenzialmente più pericolosi, in chiave eventuale lotta promozione, per la prossima stagione cadetta. Andrebbe rilevato che il Palermo, questa l’avversaria del posticipo, per usufruire del cosiddetto paracadute economico al massimo delle sue potenzialità, dovrebbe puntare al ritorno fra le grandi fra due stagioni, giacché il contorto meccanismo previsto dalla Lega prevede l’incasso di altri dieci milioni di euro, oltre ai venticinque già pronti per essere incassati, solo in caso di una permanenza di due anni in serie B. Un potenziale e ulteriore enorme vantaggio che Zemanlandia n° 2 dovrebbe saper sfruttare, al fine di realizzare la terza promozione dell’era Sebastiani in tempi celeri.

Ci è sembrato opportuno riportare modalità e cifre di questa sorta di salvagente monetario, poiché spesso se n’è discusso, anche a sproposito, quasi convenisse a prescindere retrocedere. In realtà se per i siciliani il dubbio sorge spontaneo, per il Pescara e, presumibilmente il Crotone, non sarà così, giacché incasseranno “solo” dieci milioni a testa, una cifra, in fondo, non sufficiente a giustificare l’immediato ritorno nella cadetteria. Non ci pronunciamo, perché compete ai colleghi calabresi, su quanto possa ritenere “utile” la società della squadra allenata da Davide Nicola, scendere di nuovo, dopo un solo anno, in serie B. Non lo faremo anche perché, almeno loro, hanno dimostrato di credere e lottare per la salvezza fino all’ultima gara disponibile. Per quanto riguarda, al contrario, il club biancazzurro, abbiamo parecchie certezze nel ritenere si sia trattata dell’ennesima stagione affrontata con imperizia e dilettantismo, piuttosto che di un “piano” già in precedenza scritto.

Ci attendono parecchie settimane di snervanti trattative di mercato, che speriamo siano finalizzate al gradimento di Zeman, il quale, lo sappiamo, garantisce il raggiungimento degli obiettivi prefissati, esclusivamente se gli è fornito “materiale” da lui selezionato e su cui poter lavorare in basi ai propri canoni calcistici. Per buona sorte della società, il boemo non richiede mai nomi di spessore alla sua corte, piuttosto baldi giovanotti da plasmare, poco costosi, ma di enorme realizzo in chiave plusvalenze. Raccontata in questo modo, la faccenda assume i contorni di una facile e gloriosa passeggiata cui dovremmo assistere nel corso della prossima stagione, ma qualche dubbio, rispetto alla Zemanlandia volume 1, quella della mitica stagione 2011/2012, in realtà ci tormenta. Primo fra tutti l’assetto societario, che all’epoca aveva come presidente un certo Giuseppe De Cecco, disposto ad accontentare l’allenatore a prescindere dagli eventuali equilibri che i tanti interlocutori molesti del mondo calcistico, oggi in grado di poter disporre del Delfino Pescara, durante quella sessione di mercato non poterono permettersi. In secondo luogo l’età e le reali motivazioni di un tecnico ormai settantenne, a prescindere dalle sue dichiarazioni battagliere e ricche di buoni propositi, andranno testate sul campo, perché è chiaro che gli anni non trascorrono invano e se i risultati dovessero tardare ad arrivare, dopo qualche settimana tutto potrebbe essere, tristemente, rimesso in discussione. Sappiamo fin troppo bene quanto sia abile l’attuale presidente biancazzurro a scaricare le responsabilità delle disfatte a chiunque non rientri più nei suoi piani e nelle sue grazie, quindi di cosa dovremmo eventualmente stupirci?

Che il pessimismo aleggiante nelle nostre parole sia fin troppo palese è certamente condizionato dall’essere stati costretti a commentare, settimana dopo settimana, la peggiore stagione calcistica che mai una squadra di serie A, ma non solo, abbia disputato nella storia di questo sport. Per riuscire a fare peggio bisognerebbe che un’eventuale società, non sappiamo nemmeno per quale oscura ragione dovrebbe farlo, decidesse di schierare, fin dalla prima giornata, la sua formazione Primavera … e non è detto che alla fine comunque riuscirebbe a fare anche meglio!

Ci auguriamo di avere torto e che il prossimo campionato possa invece mostrarci un bel Pescara, vincente e divertente, ma di sicuro, se mai dovesse compiersi l’ennesimo miracolo calcistico in riva all’Adriatico, come a più riprese abbiamo suggerito, questa volta consiglieremmo di rinviare i festeggiamenti in seguito all’eventuale e successiva salvezza, piuttosto che glorificare una promozione foriera d’immediati record negativi. Come non citare proprio l’uomo che, forse più di chiunque altro, racchiude nel suo nome il simbolo stesso dello Sport, Pierre de Coubertin: "Il successo racchiude in sé i semi del proprio declino e anche lo sport non viene risparmiato da questa legge".

Fabio Rosica

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