Il Lunedì del Delfino

Un arbitro poco coraggioso

| di Fabio Rosica
| Categoria: Sport
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Partiamo dalla fine, in altre parole dai minuti di recupero del match fra Virtus Entella e Delfino Pescara: la gara si avvia a concludersi con un pareggio senza marcature, quando, senza nessun apparente motivo, che non fosse determinato da scarsi riflessi dovuti alla stanchezza, ecco che l’attaccante ligure, Andrea La Mantia, nelle improvvisate vesti di difensore, decide di rifilare un calcione a mezza altezza all’attaccante biancazzurro Cristian Bunino. Nulla di strano, se non fosse accaduto in piena area di rigore dei padroni di casa e davanti agli occhi dell’esperto arbitro (107 gare fin qui dirette, di cui una anche in serie A e 41 in B) Antonio Rapuano da Rimini. Non abbiamo motivo di pensare qualcosa di diverso dal classico “non se l’è sentita”, peccato, perché avremmo probabilmente (l’eventuale rigore andava comunque messo a segno) potuto commentare una sorta di ripetizione della gara precedente, vinta 1-0 dal Pescara, sulla Salernitana, grazie al preciso calcio di punizione di Gaston Brugman nel finale. Eccoci, invece, costretti ad archiviare l’ennesima prestazione piuttosto incolore dell’undici (poco) zemaniano.

Si rischia di diventare noiosi, nel ripeterlo in continuazione, ma davvero sembra un peccato, avendo il boemo alla guida, non riuscire a tifare per una compagine in grado di lottare per le prime piazze in graduatoria, soprattutto alla luce dello scarso livello tecnico, mediamente mostrato da quasi tutte le avversarie (Empoli, Frosinone e, forse, Palermo escluse). D’altronde il tecnico ci prova da inizio stagione a spiegare ai suoi atleti come si gioca, ipotesi da loro confermata, ma proprio non ce la fanno ad assimilare quegli schemi (gioco veloce sulle fasce e verticalizzazioni improvvise). Evidentemente non sono così bravi, come il presidente Sebastiani immagina, sebbene sia comprensibile, vista dal suo ruolo di plusvalorizzatore, il voler “reclamizzare” a prescindere le loro doti. A meno di clamorosi colpi di scena, prepariamoci quindi a portare avanti la croce di una stagione mediocre, sia in termini di gioco, sia di risultati.

In realtà qualche possibilità di sognare, profeticamente, in positivo, ci sarebbe. La difesa, bene o male, sembra essersi assestata e, almeno di fronte agli attacchi avversari meno celebrati, appare solida e quasi impenetrabile. Preoccupa l’improvvisa sterilità in zona goal, ad inizio stagione “curata” dalle non previste prodezze di uno Stefano Pettinari implacabile. Proprio quest’ultimo sembra rappresentare il principale problema di questo periodo: vero è che non assolutamente servito a dovere dai suoi compagni, ma anche nelle rare occasioni in cui i palloni gli arrivano, proprio non riesce a impensierire i portieri avversari. Lungi da noi l’idea di portare consigli a Zeman, ma non c’è bisogno di chissà quale padronanza del verbo calcistico, per auspicare qualche settimana di parziale riposo all’attaccante romano. Un paio di gare consecutive da titolare per Bunino, potrebbero rappresentare forse una svolta per la stagione del Delfino, anche perché il buon Pettinari, entrando a gara in corso, magari ritroverebbe, di fronte ad avversari stanchi, la smarrita via della rete.

Il prossimo sabato pomeriggio, farà visita ai biancazzurri la Cremonese di Attilio Tesser. Una vera e propria sfida play off, giacché i grigio rossi precedono il Delfino di due lunghezze, ben piazzati al settimo posto in graduatoria. Reduci dalla sconfitta casalinga di misura, per opera del ritrovato Bari di Fabio Grosso, grazie a una prodezza personale del difensore Salvatore D’Elia, autore del più bel goal di giornata, i lombardi saranno comunque un avversario ostico. Una delle difese meno perforate della categoria, da contrapporre all’asfittico attacco biancazzurro. Detta così pare proprio non ci sarà da divertirsi, auguriamoci una smentita ma positiva per il Delfino.

 

Fabio Rosica

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